Autoritratto
Olio su tavola
Arte da parete
Symbolic Expressionism
1882
XIX secolo
26.0 x 19.0 cm
Museo Munch
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Autoritratto
Tecnica di riproduzione
Dimensioni della riproduzione
-
Prezzo totale
€ 226
Una finestra sull'anima di Munch
Nel suo Autoritratto del 1882, Edvard Munch offre molto più di una semplice riflessione della propria somiglianza fisica; egli apre una profonda finestra sulle complessità psicologiche che avrebbero infine definito la sua eredità artistica. A soli diciotto anni, mentre studiava alla Royal School of Drawing di Kristiania, Munch si catturò in una posa sorprendentemente spontanea su uno sfondo smorzato e cupo di ocra e grigio. La composizione è intima e diretta, con lo sguardo dell'artista che affronta lo spettatore con un'onestà inquietante. Questo sguardo penetrante anticipa la cruda intensità emotiva che lo avrebbe reso, in seguito, un pioniere dell'Espressionismo, trasformando la tela da semplice cronaca dell'apparenza a condotto per il tumulto interiore.
La tecnica impiegata in quest'opera giovanile rivela una affascinante tensione tra l'addestramento accademico e l'emergente espressione personale. Eseguito con olio su tavola, il dipinto utilizza un pennello fine per rendere certi dettagli con meticolosa cura—come i singoli capelli e le sottili pieghe dell'orecchio—eppure abbraccia simultaneamente un allontanamento dal rigido realismo. Munch impiega pennellate fluide e piani appiattiti che privilegiano la risonanza emotiva rispetto alla precisione fotografica. Il volto è modellato magistralmente attraverso l'interazione di luce e ombra, creando un senso di profondità che rende il soggetto palpabilmente presente, anche quando i toni circostanti rimangono freddi e scuri.
Il peso dell'esperienza e del simbolismo
Per apprezzare appieno questo ritratto, bisogna considerare l'opprimente contesto storico che ha plasmato la visione di Munch. Creato durante un periodo di intenso sconvolgimento personale, a seguito delle tragiche morti della madre e della sorella, il dipinto è intriso di una consapevolezza viscerale della mortalità e della perdita. Questo primo incontro con il dolore gli instillò un terrore esistenziale che avrebbe permeato l'intera sua opera. Il simbolismo all'interno del lavoro è sottile ma potente; la carnagione pallida del suo volto funge da deliberata esagerazione per simboleggiare vulnerabilità e fragilità, mentre i suoi occhi scuri e leggermente decentrati trasmettono un profondo senso di malinconia e introspezione.
Per il collezionista esperto o l'interior designer, una riproduzione di questo Autoritratto offre l'opportunità di invitare un frammento di storia dell'arte in uno spazio contemporaneo. È un'opera che esige attenzione, non attraverso colori sgargianti, ma attraverso la sua forza silenziosa e inquietante. La sfumata tavolozza tonale e la qualità materica dell'olio su tavola lo rendono un'aggiunta sofisticata a qualsiasi collezione curata, fornendo un punto focale che incoraggia una profonda contemplazione. Possedere un tale pezzo significa confrontarsi con le primissime origini di un movimento: un momento in cui un giovane e ambizioso artista iniziò a tradurre il proprio paesaggio psicologico interno in un linguaggio visivo che continua a risuonare con il pubblico di tutto il mondo.
Domande e risposte
In quale tecnica è realizzata "Autoritratto" di Edvard Munch?
La tecnica utilizzata per "Autoritratto" di Edvard Munch è Olio su tavola. Le riproduzioni mirano a restituire l'aspetto di questa tecnica.
A quale artista è attribuito "Autoritratto"?
"Autoritratto" è attribuito a Edvard Munch.
Quanti anni aveva Edvard Munch quando è stata creata "Autoritratto"?
Edvard Munch aveva 19 anni quando ha creato "Autoritratto" nel 1882. L'età è calcolata sulla base dell'anno di nascita dell'artista, 1863.
Esistono opere simili a "Autoritratto"?
Le opere simili a "Autoritratto" di Edvard Munch sono raccolte nella pagina Opere simili dell'opera.
Posso vedere "Autoritratto" di Edvard Munch sotto diverse luci?
La pagina Raggi X di "Autoritratto" di Edvard Munch è un visualizzatore interattivo che permette di scorrere tra undici livelli ottici dell'immagine dell'opera, inclusa una vista in stile raggi X.
Come posso visualizzare "Autoritratto" di Edvard Munch come presentazione di immagini?
È disponibile un diaporama: la pagina Slideshow di "Autoritratto" di Edvard Munch.
In che anno è stata creata "Autoritratto" di Edvard Munch?
"Autoritratto" risale al 1882. La data colloca l'opera all'interno della carriera di Edvard Munch e della sua epoca.
Biografia dell'artista
Edvard Munch: Vita e Eredità
Primi Anni di Vita e Influenze (1863-1889)
Edvard Munch nacque il 12 dicembre 1863, ad Adelsbruk, in Svezia, sebbene trascorse la maggior parte della sua vita in Norvegia. La sua infanzia fu profondamente segnata da tragedia e instabilità. La precoce perdita di sua madre a causa della tubercolosi quando aveva cinque anni, seguita dalla morte di sua sorella preferita Sophie dalla stessa malattia nove anni dopo, lasciò un segno indelebile nella psiche di Munch. Lottò anche per tutta la vita con la paura di ereditare la malattia mentale che affliggeva suo padre. Queste esperienze instillano in lui una profonda preoccupazione per la mortalità, la malattia e il disagio psicologico – temi che avrebbero dominato la sua produzione artistica.
La sua educazione precoce alla Royal School of Art and Design a Kristiania (ora Oslo) si rivelò fondamentale. Lì, incontrò il filosofo nihilista Hans Jæger, che incoraggiava Munch ad esplorare i suoi tormenti interiori ed esprimerli attraverso l'arte, rifiutando stili accademici convenzionali. Questa guida lo spinse verso un approccio più soggettivo e emotivamente carico alla pittura.
Sviluppo Artistico e Influenze Parigine (1890-1900)
Gli anni '90 videro lo sviluppo artistico cruciale di Munch, fortemente influenzato dai suoi viaggi a Parigi e Berlino. A Parigi, fu esposto alla vivace scena artistica e assorbì influenze da postimpressionisti come Paul Gauguin, Vincent van Gogh e Henri de Toulouse-Lautrec. Abbracciò il loro uso audace del colore, le pennellate espressive e il rifiuto della rappresentazione naturalistica. L'intensità emotiva di Van Gogh lo colpì particolarmente, risuonando con le proprie lotte.
Il suo tempo a Berlino gli permise di entrare in contatto con il drammaturgo svedese August Strindberg, una relazione che si rivelò sia personalmente impegnativa che stimolante artisticamente. Questo periodo vide anche la genesi della sua ambiziosa serie Frieze of Life – una collezione di dipinti che esplorano temi di amore, paura, gelosia, tradimento e morte – tutti rappresentati con intensa emotività e profondità psicologica.
Opere Principali e Stile Artistico (1900-anni '20)
Lo stile artistico di Munch è caratterizzato dalla sua emozione grezza, dalle forme distorte e dall'uso simbolico del colore. Si allontanò dalla rappresentazione realistica, dando priorità all'espressione dei sentimenti interiori alla rappresentazione oggettiva. I suoi lavori spesso evocano un senso di disagio, ansia e terrore esistenziale.
- Il Grido (1893-1910): Il suo dipinto più iconico, raffigurante una figura sopraffatta da una crisi esistenziale contro uno sfondo vorticoso e infuocato. Esistono diverse versioni in vari media.
- Madonna (1894-1895): Un'opera controversa e profondamente personale che esplora temi di sessualità, maternità e mortalità.
- Il Bambino Malato (varie versioni): Un motivo ricorrente che riflette il trauma infantile di Munch e la perdita dei suoi cari.
- Melancolia I (1891) & II (1892): Rappresentazioni potenti di profonda tristezza e isolamento.
Anni Successivi, Riconoscimento e Eredità (anni '20-1944)
Nonostante abbia raggiunto una crescente fama e successo finanziario nella vita successiva, la vita personale di Munch rimase turbolenta. Un grave crollo mentale nel 1908 portò a un periodo di ricovero e astinenza dall'alcol. Tuttavia, i suoi anni successivi videro una rinascita della creatività e del riconoscimento, in particolare a Kristiania (Oslo). Ricevette numerosi premi e onori, consolidando la sua reputazione come uno degli artisti più importanti della Norvegia.
Munch morì il 23 gennaio 1944, ad Ekely, vicino a Oslo. La sua eredità è assicurata dal Munch Museum (fondato nel 1963), che ospita una vasta collezione delle sue opere, tra cui numerose versioni di *Il Grido*, nonché altri dipinti, stampe e disegni significativi.
Significato Storico
Il contributo di Edvard Munch alla storia dell'arte moderna è innegabile. È considerato una figura chiave nello sviluppo dell'Espressionismo, aprendo la strada agli artisti che cercavano di esprimere emozioni e stati psicologici soggettivi piuttosto che realtà oggettive. La sua esplorazione senza compromessi delle esperienze umane universali – amore, perdita, ansia e morte – continua a risuonare con il pubblico di tutto il mondo, rendendolo uno dei personaggi più influenti e duraturi nella storia dell'arte. Il suo lavoro ha avuto un profondo impatto sulle generazioni successive di artisti, influenzando movimenti come l'Espressionismo tedesco e oltre, consolidando così il suo posto come artista visionario che ha osato affrontare gli aspetti più oscuri della condizione umana.
Edvard Munch
1863 - 1944 , Svezia
Informazioni rapide
- Artistic Movement Or Style: Espressionismo
- Artists Or Movements Influenced By This Artist: ['Espressionismo tedesco']
- Artists Who Influenced This Artist:
- Paul Gauguin
- Vincent van Gogh
- Henri de Toulouse-Lautrec
- Date Of Birth: 12 dicembre 1863
- Date Of Death: 23 gennaio 1944
- Full Name: Edvard Munch
- Nationality: Norvegese
- Notable Artworks:
- Il Grido
- Madonna
- Il Bambino Malato
- Melancolia I & II
- Place Of Birth: Adelsbruk, Svezia

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