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Cavour desk

Admire Carlo Mollino’s Cavour desk (2003). A minimalist masterpiece showcasing cold-moulding & organic design, inspired by Casa Orengo. Italian modern furniture.

Scopri Carlo Mollino: architetto e designer italiano noto per i suoi design organici e innovativi come la Casa Miller. Esplora la sua fotografia, le sue doti di pilota e la sua estetica unica.

Giclée / Stampe d'arte

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Cavour desk

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The Cavour desk was designed by the architect Carlo Mollino forthe interior of Casa Orengo in Turin.The desk comprises only the parallelepipeds of the set ofdrawers and single drawer, the transparent top and the supporting spine. It owes its elegance to the technique ofcold-moulding wood (developed and patented by Mollino himself), which enablesthe achievement of a lighter, dynamic form that draws inspiration from theorganic movement. Thelightness, a fundamental mark of this furniture, is determined both by the useof construction materials - maple wood - and by the dynamic shape of the legs.Mollino, an architect by training, also worked as a designer in the 1940s,designing furniture, often made as exclusive pieces. With these products,Mollino tried to combine the artisan tradition with experimentation of newmaterials and new technologies to obtain original objects that had totalfreedom of form and were highly innovative from a static point of view, likethis desk with its

Biografia dell'artista

Una Visione Singolare: La Vita e l'Opera di Carlo Mollino

Carlo Mollino, nato a Torino nel 1905, fu una figura che sfidò ogni facile categorizzazione: architetto, designer, fotografo, scrittore, sciatore, pilota e educatore, la cui esistenza poliedrica incarnava lo spirito del polimata del Rinascimento italiano rinato nell'era moderna. La sua vita non è stata semplicemente *vissuta*, ma attivamente progettata, con ogni sua passione capace di informare e arricchire la sua produzione creativa. Figlio di Eugenio Mollino, un prolifico ingegnere responsabile di oltre 300 strutture a Torino, Carlo ereditò non solo una comprensione pratica delle tecniche costruttive, ma anche un ambiente immerso nel discorso architettonico. Questa precoce esposizione si rivelò fondamentale, coltivando un profondo rispetto per l'artigianato insieme a un nascente desiderio di trascendere le sole considerazioni funzionali. Dopo essersi laureato alla Reale Scuola Superiore di Architettura di Torino nel 1931, collaborò inizialmente con il padre, acquisendo un'esperienza inestimabile nella supervisione di progetti edilizi e padroneggiando le complessità del disegno tecnico, abilità che avrebbe poi impiegato con meticolosa precisiono nelle sue opere.

Influenze Primordiali e i Semi di un'Estetica Unica

Il percorso architettonico di Mollino iniziò a prendere forma decisamente negli anni '30, un periodo segnato dall'ascesa del Razionalismo. Tuttavia, a differenza di molti suoi contemporanei che abbracciarono le geometrie austere e l'estetica industriale del movimento, Mollino cercò una via più espressiva. Un momento cruciale avvenne durante un viaggio a Berlino nel 1931, dove incontrò le opere di Erich Mendelsohn, le cui forme dinamiche risuonarono profondamente in lui. Questo incontro accese un interesse per l'Espressionismo, che sarebbe diventato un sottotesto cruciale nei suoi primi progetti. L'edificio della Federazione Agricola a Cuneo (1933-35) si erge come testimonianza di questa estetica nascente: una struttura che accenna sottilmente alla complessità organica e all'ambizione narrativa che avrebbero definito la sua maturità. Contemporaneamente, Mollino iniziò a esplorare vette letterarie, pubblicando “La vita di Oberon” su *Casabella*, una rivista di architettura. Questo racconto breve non era un semplice diversivo, ma un manifesto personale che delineava la sua visione dell'architettura come forma di linguaggio espressivo: uno spazio plasmato non solo dalle necessità pratiche, ma anche dall'immaginazione e dal racconto. Egli credeva che l'atto stesso del progettare dovesse essere una performance creativa, intrisa di personalità ed emozione.

Gli Anni della Guerra, l'Insegnamento e l'Espansione degli Orizzonti

Gli anni tumultuosi della Seconda Guerra Mondiale videro Mollino volgere l'attenzione alla scrittura, producendo *Messaggio dalla camera oscura* (1949), un volume di storia e critica fotografica che rivelava un occhio acuto per la composizione e una fascinazione nel catturare momenti fugaci. Scrisse anche *Introduzione allo sci alpino* (1950), dimostrando la sua passione per lo sport e la capacità di analizzare e articolare processi tecnici complessi. Nel 1949, Mollino iniziò l'insegnamento presso la Facoltà di Architettura di Torino, ruolo che mantenne fino alla morte nel 1953. Questo periodo gli permise di affinare il suo approccio pedagogico, incoraggiando gli studenti ad abbracciare la sperimentazione e a sfidare le norme convenzionali. Le sue lezioni non riguardavano semplicemente principi architettonici; erano esplorazioni della forma, dello spazio e dell'esperienza umana. Non era interessato a imporre uno stile rigido, quanto piuttosto a promuovere l'espressione individuale e il pensiero critico.

Capolavori: Casa Miller, Casa Devalle e Oltre

L'era del dopoguerra fu testimone della creazione delle opere più celebri di Mollino, strutture che continuano a affascinare il pubblico con i loro design innovativi e le forme organiche. Casa Miller (1936) è forse il suo progetto residenziale più iconico, una testimonianza della sua capacità di creare spazi che sono al contempo funzionali e profondamente personali. L'interno è caratterizzato da linee fluide, arredi su misura e un uso giocoso di luce e ombra. Casa Devalle (1939-40) esemplifica ulteriormente questo approccio, mostrando la sensibilità surrealista di Mollino e la sua maestria nel legno stampato a freddo, una tecnica che impiegò per creare forme sinuose e scultoree. Oltre al design residenziale, Mollino affrontò una vasta gamma di progetti, tra cui la Società Ippica Torinese (1937-40), un complesso equestre che integrava perfettamente funzionalità ed espressione artistica, e il Teatro Regio di Torino (1965-73), un progetto che considerava uno dei suoi traguardi più significativi. Si concesse anche il piacere dell'ingegneria progettando automobili, tra cui la DaMolNar, che competette a Le Mans nel 1955, e successivamente veicoli da record che rimasero come modelli, testimonianze della sua incessante ricerca dell'innovazione.

Un'Eredità Duratura: Innovazione, Forme Organiche e un'Estetica Singolare

La prematura morte di Carlo Mollino nel 1973 segnò la fine di una carriera straordinaria. Tuttavia, la sua eredità continua a risuonare oggi, ispirando architetti, designer e artisti in tutto il mondo. Fu un vero originale, una figura che rifiutò di essere confinata da convenzioni stilistiche o confini disciplinari. Il suo lavoro è caratterizzato dalle sue forme organiche, da un'attenzione meticolosa al dettaglio e da una profonda comprensione dei materiali. Credeva che l'architettura dovesse essere più di un semplice riparo; doveva essere un'esperienza, uno spazio che coinvolga i sensi ed evochi emozioni. La capacità di Mollino di manipolare i volumi, la sua passione per il racconto e il suo incrollabile impegno verso l'espressione individuale hanno consolidato il suo posto come uno dei creatori più sorprendentemente originali dell'architettura, del design e della fotografia italiana del XX secolo. Egli rimane un monito che la vera creatività risiede nell'abbracciare la complessità, sfidare le norme e perseguire una visione singolare con dedizione incrollabile.
Carlo Mollino

Carlo Mollino

1905 - 1973 , Italia

Informazioni rapide

  • Data Di Morte: 27 agosto 1973
  • Data Di Nascita: 6 maggio 1905
  • Luogo Di Nascita: Torino, Italia
  • Movimento O Stile Artistico: Modernismo di metà secolo
  • Nazionalità: Italiana
  • Nome Completo: Carlo Mollino
  • Opere D'Arte Note:
    • Casa Miller
    • Scrittoio Cavour
    • Casa Devalle