Una vita divisa dai confini
Lotte Laserstein nacque nel 1898 a Preussisch Holland, all'interno dell'Impero Tedesco. I suoi primi anni furono plasmati da un ambiente domestico in cui il padre lavorava come farmacista e la madre insegnava pianoforte e dipingeva porcellane. Dopo la scomparsa del padre, avvenuta quando aveva solo quattro anni, la famiglia si trasferì a Danzica e, successivamente, a Berlino nel 1912. Proprio nella capitale tedesca iniziò la sua formazione ufficiale presso una scuola gestita dalla zia, per poi approdare alla prestigiosa Accademia di Belle Arti Prussiana. Vi studiò dal 1919 al 1925, emergendo come un'allieva brillante sotto la guida di Erich Wolfsfeld.
Gli anni berlinesi furono segnati sia da un'ascesa professionale che da profonde difficoltà personali. Durante il periodo dell'iperinflazione, si dedicò all'illustrazione di libri di anatomia per sostenersi. Come donna nella Repubblica di Weimar, trovò il proprio posto in un panorama sociale in mutamento, ritraendo spesso la "Nuova Donna" dai capelli corti e dallo stile androgino. Tuttavia, l'ascesa del regime nazionalsocialista stravolse tutto. A causa delle sue origini ebraiche, il suo studio fu costretto a chiudere nel 1935, rendendole impossibile reperire materiali artistici o esporre le proprie opere. Nel 1937, lasciò la Germania per rifugiarsi in Svezia.
Questo trasferimento divise la sua esistenza in due capitoli distinti. In Svezia, si stabilì in località come Stoccolma, Öland e infine Kalmar. Nonostante il profondo dolore per la perdita della sua cerchia sociale berlinese, continuò a lavorare come ritrattista e paesaggistica. Attraversò gli oscuri anni della guerra, perdendo la madre nel campo di concentramento di Ravensbrück nel 1943. Rimase in Svezia per il resto della sua vita, venendo in punto di morte a Kalmar nel 1993.
Il pennello e il soggetto
Lo stile pittorico dell'artista subì una trasformazione evidente durante il suo soggiorno a Berlino. Verso la fine degli anni '20, le sue opere presentavano spesso contorni decisi e superfici piatte; tuttavia, entro il 1930, la sua pennellata era divenuta più fluida ed eterea. Scelse frequentemente modelle femminili, tra cui l'amica di una vita Traute Rose, per esplorare le diverse sfumature dell'identità e della presenza femminile. I suoi soggetti spaziavano dalle donne alla moda dei caffè berlinesi a ritratti più silenziosi e intimi.
Tra le sue opere più celebri del periodo tedesco si annoverano:
- Die Tennisspielerin (La tennista, 1929)
- Im Gasthaus (Nella locanda, 1928)
- Abend über Potsdam (Sera su Potsdam, 1930), un dipinto di grandi dimensioni che ritrae amici su una terrazza.
- Self-portrait with A Cat (Autoritratto con un gatto, 1928)
In Svezia, il suo interesse si espanse includendo più paesaggi e nature morte accanto ai ritratti commissionati. La sua produzione tarda rifletteva l'esperienza dell'esilio, catturando le trame del nuovo ambiente nelle province svedesi. Membro dell'Accademia Svedese delle Belle Arti, continuò a produrre una quantità immensa di opere, con un corpus totale stimato in circa 10.000 pezzi.
Riconoscimento e riscoperta
Per molti anni, il nome di Laserstein non fu noto al di fuori di ristrette cerchie specializzate. La sua rilevanza nella scena artistica di Berlino era svanita in seguito all'emigrazione. Fu solo verso la fine degli anni '80 che le sue opere iniziarono a essere riscoperte da un pubblico più vasto, portando i suoi dipinti nuovamente alla luce delle gallerie e dei musei internazionali.
Il suo contributo al movimento della Nuova Oggettività e al Naturalismo tedesco è oggi celebrato in prestigiose collezioni quali:
- Moderna Museet, Stoccolma
- Neue Nationalgalerie, Berlino
- National Museum of Women in the Arts, Washington, D.C.
- Städel Museum, Francoforte
- Berlinische Galerie, Berlino
Il valore della sua maestria è testimoniato da vari onori, tra cui la Ministermedaille del Ministero Prussiano della Scienza, dell'Arte e dell'Istruzione nel 1925 e il Premio per la Cultura della Città di Kalmar nel 1977. La sua capacità di documentare il volto mutevole delle donne all'inizio del XX secolo rimane una parte fondamentale della sua eredità storica.
Domande e risposte
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