Goddard Dunning

1614 - 1678

Una vita catturata nell'olio

Siamo nel 1678. In Inghilterra, un uomo anziano siede davanti a una tela, con il pennello che si muove con l'intento deliberato di chi sta documentando la propria esistenza. Questo è Goddard Dunning. Ha sessantaquattro anni. Il colore a olio aderisce alla trama della tela, delineando un volto segnato da un paio di baffi grigi e un pizzetto, incorniciato da lunghi capelli argentati. Indossa gli austeri abiti neri della sua epoca, in netto contrasto con i tesori luminosi e assortiti sparsi sul tavolo davanti a lui.

Dunning non è un pittore professionista, bensì un dilettante. Le sue mani si muovono con una maestria che suggerisce una profonda fascinazione per il mondo materiale. Sul retro di questa stessa tela, egli lascia un segno indelebile: Aetatis 64 1678. È un momento congelato nel tempo, un autoritratto che funge anche da meticoloso inventario dei suoi beni personali.

La natura morta di un gentiluomo

Il tavolo nel ritratto di Dunning funge da palcoscenico per una collezione di oggetti preziosi. Non vi è spazio vuoto; ogni centimetro della superficie rivestita di rosso riveste un significato profondo. Una coppa d'argento cattura la luce insieme a un vaso coperto e a un recipiente a due manici con montatura in argento. L'artista esibisce ricchezza e intelletto attraverso oggetti accuratamente disposti:

  • Un libro aperto e vari altri volumi
  • Una medaglia con l'iscrizione CAROLUS MAGNUS REX BRITTANIAE
  • Cinque monete sparse vicino al testo
  • Un orologio da taschino abbinato a una chiave legata da un nastro blu
  • Due perle a goccia e orecchini di perle
  • Un candelabro colonnare e vari frutti

La composizione rivela un artista che guarda alle tecniche di Pieter van Roestraeten. Dunning adotta questo stile, concentrandosi sulle texture del metallo, del tessuto e della materia organica. Egli riesce a catturare il peso dell'argento e la delicata lucentezza delle perle. La sua opera rappresenta una specifica e ambiziosa corrente della pittura di natura morta inglese, emersa con l'insediarsi delle influenze continentiche in Inghilterra durante gli anni 1670.

Un'eredità frammentaria

Rimane pochissimo della produzione più ampia di Dunning. Oltre a questo significativo autoritratto e a un'altra opera firmata — una copia ispirata alla raffigurazione di Bower di Carlo I durante il suo processo — la sua presenza nei documenti storici è esigua. Egli esiste ai margini del XVII secolo, un uomo la cui identità artistica è legata agli oggetti che possedeva e al modo in cui scelse di disporli per la posterità.

La sua opera sopravvive oggi all'interno delle collezioni del National Trust, precisamente presso Blickling Hall. Il dipinto rimane una finestra sul mondo privato di un gentiluomo inglese, mostrando non solo un volto, ma i resti tangibili di una vita vissuta attraverso l'accumulo di bellezza e storia.

Domande e risposte

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