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Biografia dell'artista
Tobias Verhaecht fu un pittore fiammingo specializzato principalmente in paesaggi, il cui stile affonda le radici nella tradizione manierista del paesaggio cosmico sviluppata da maestri come Joachim Patinir e Pieter Bruegel il Vecchio. La sua importanza nella storia dell'arte è suggellata anche dal fatto di essere stato il primo maestro di un gigante del Barocco: Pietro Paul Rubens.
Nato ad Anversa come figlio di Cornelis van Haecht, Verhaemt fu ammesso alla prestigiosa Gilda di San Luca proprio in virtù della condizione di figlio di maestro, suggerendo che anche il padre fosse un artista.
Sebbene non siano rimasti traccia dei suoi primi anni di formazione, sappiamo che prima del 1590 viaggiò in Italia; lavorò inizialmente a Firenze, dove godette della protezione di Francesco I de' Medici, Granduca di Toscana, per poi spostarsi a Roma, dove si dedicò alla pittura di affreschi paesaggistici. Il suo percorso lo riportò infine ad Anversa, dove nel biennio 1590–91 divenne maestro della Gilda di San Luca.
La sua vita privata fu segnata da legami profondi e da grandi perdite. Poco dopo il suo ritorno, sposò Suzanna van Mockenborch, nipote del patrigno di Rubens, Jan de Landmetere, e cugina di sua madre. Dalla loro unione nacquero due figli maschi, Cornelis e Willem, e una figlia, Suzanna; tuttavia, la moglie morì nel 1595, poco dopo la nascita della piccola, in un periodo di particolare difficoltà finanziaria per l'artista, che era stato appena nominato diacono della gilda.
L'anno successivo alla morte della prima moglie, Verhaecht sposò Esther Pamphi, la cui sorella Maria era unita in matrimonio al pittore di battaglie Sebastiaen Vrancx. Da questo secondo matrimonio nacquero altri due figli, ma anche qui il destino fu severo: la seconda moglie morì nel 1612, e Verhaecht dovette affrontare il dolore per la perdita del primogenito Cornelis nel 1614 e della figlia Suzanna nel 1623.
Oltre alla pittura, l'artista fu parte attiva della vita culturale locale, essendo membro dei Violieren, una camera retorica legata alla Gilda di San Luca, per la quale scrisse persino una commedia nel 1620.
Il suo ruolo di educatore fu fondamentale: Rubens studiò con lui intorno al 1592 per circa due anni, sebbene decise poi di abbandonare il maestro per perseguire la pittura di storia anziché quella di paesaggio. La sua eredità artistica si diffuse attraverso numerosi altri allievi, tra cui il figlio Willem van Haecht, Jacques Backereel, Martin Ryckaert e molti altri nomi illustri del panorama fiammingo.
L'artista lasciò il mondo ad Anversa nel 1631.
Specializzato in vedute naturali, Verhaecht realizzò diverse versioni della Torre di Babele, seguendo lo stile tradizionale del paesaggio universale che aveva raggiunto l'apice con Bruegel il Vecchio. Le sue opere presentano montagne immaginarie, caratterizzate da vette rocciose osservate da un punto di vista elevato, in cui si intrecciano scene religiose o mitologiche. In questi vasti scenari, piccoli villaggi e figure umane appaumentano il senso di maestosità della natura, apparendo minuscoli rispetto all'ambiente circostante, reso con una cura meticolosa nei dettagli.
Il suo stile richiama strettamente la serie di dodici grandi incisioni pubblicate da Hieronymus Cock basate sui disegni di Bruegel, note dagli storici come i Grandi Paesaggi. Sebbene le sue prime opere mostrino un approccio conservatore, con formazioni rocciose bizzarre e atmosfere enigmatiche che devono molto a Patinir, Verhaecht dimostra in esse come l'evoluzione del paesaggio nella seconda metà del Cinquecento sia scivolata quasi indifferente alla sua visione. Negli anni '20 e '30 del Seicento, egli continuò a dipingere panorami con un orizzonte alto e la tradizionale divisione cromatica in tre piani, mantenendo viva la tradizione del paesaggio fantastico proprio mentre Jan Brueghel il Giovane si dedicava a scene di villaggio più spontanee e il suo allievo Rubens realizzava paesaggi atmosferici rivoluzionari. Tuttavia, Verhaecht non rimase del tutto isolato: assorbì alcuni elementi del nuovo approccio realista di Josse de Momper e Gillis van Coninxloo.
La sua produzione fu anche frutto di una preziosa collaborazione con altri pittori locali, come Jan Brueghel il Vecchio, Frans Francken il Giovane, Sebastian Vrancx e Gillis Coignet, quest'ultimo incaricato di dipingere le figure nelle sue composizioni. Alcuni dei suoi paesaggi più celebri furono successivamente trasformati in incisioni, permettendo alla sua visione del mondo di circolare ampiamente.
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Tobias Verhaecht
1561 - 1631


