San Bartolomeo
Olio su tavola
Early Renaissance
1485
90.0 x 56.0 cm
Museo delle Belle Arti
Giclée / Stampe d'arte
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San Bartolomeo
Giclée / Stampe d'arte
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$ 62
Saint Bartholomew: A Tuscan Renaissance Icon
Matteo di Giovanni’s “Saint Bartholomew,” painted around 1485 in Siena, stands as a testament to the burgeoning humanist spirit of the Florentine Renaissance and its influence on Sienese art. This vertical panel painting immediately draws the eye with its dominant crimson hue—a color steeped in symbolism representing sacrifice, passion, and divine authority – reflecting the fervor of the era.
- Subject Matter & Iconography: The central figure embodies Saint Bartholomew, one of Jesus’ twelve apostles, depicted in a pose that speaks to both solemn contemplation and physical vulnerability. His outstretched hand cradling his own flayed skin—a motif prevalent throughout medieval iconography—represents the apostle's martyrdom and serves as a poignant reminder of human mortality.
- Style & Technique: Giovanni adheres to the stylistic conventions of early Renaissance art, prioritizing smooth skin tones achieved through meticulous glazing techniques. Precise linear contours delineate musculature and drapery folds, creating an illusion of depth despite the painting’s shallow perspective. The artist skillfully employs geometric shapes—rectangles for the robe and circles for the halo—to simplify forms and enhance visual clarity.
- Material & Composition: Executed in oil paint on panel, “Saint Bartholomew” exemplifies the artistic advancements of its time. The dark background accentuates the luminosity of the figure’s flesh tones and drapery, fostering a sense of dramatic contrast. Giovanni's attention to detail extends beyond mere representation; he strives for emotional resonance through subtle shading and textural nuances.
- Historical Context: Siena during Matteo di Giovanni’s lifetime was experiencing a revival of artistic patronage fueled by the wealth generated from banking and trade. The painting reflects this cultural dynamism, aligning with broader trends toward naturalism and humanist ideals that challenged medieval dogma.
The artist's deliberate choice to portray Bartholomew as nude—a departure from more conventional depictions—underscores a deeper philosophical consideration: the apostle’s sacrifice symbolizes purification and transcendence. Giovanni’s masterful technique—characterized by layering pigments and achieving subtle variations in color—captures not only the physical appearance of Saint Bartholomew but also his spiritual essence, inviting viewers to engage with themes of faith, suffering, and divine grace.
“Saint Bartholomew” remains a captivating artwork due to its ability to convey profound emotion through understated visual language. Its enduring appeal lies in its harmonious blend of stylistic innovation, meticulous craftsmanship, and symbolic depth—qualities that continue to inspire admiration among art historians and collectors alike.
Opere simili
Biografia dell'artista
Il Maestro Senese: La Vita e l'Eredità di Matteo di Giovanni
Nel cuore del Rinascimento italiano, tra le strade sinuose di Siena, le pennellate di Matteo di Giovanni hanno contribuito a definire un'epoca di profonda trasformazione spirituale ed estetica. Nato intorno al 1435 a Borgo San Sepolcro, il viaggio di Matteo fu un percorso di migrazione e metamorfosi. Sebbene le sue origini risiedessero altrove, la sua anima si legò indissolubilmente alla scuola senese, un movimento caratterizzato dalla sua grazia lirica, dalla ricca ornamentazione e da una profonda devozione. La sua vita fu segnata non solo dalla ricerca artistica, ma anche da una notevole stabilità personale; attraverso due matrimoni con donne di grande ricchezza, Matteo assicurò la libertà finanziaria necessaria per acquisire proprietà immobiliari e stabilire una presenza duratura nel quartiere San Salvatore di Siena.
Gli anni primordiali della carriera di Matteo rimangono avvolti nelle morbide nebbie della storia, eppure le tracce del suo sviluppo sono incise nella trama stessa delle sue tele. Sebbene non sia registrato alcun apprendistato formale, gli studiosi guardano spesso alla bottega del rinomato scultore e pittore Vecchiente come una potenziale culla per il suo talento. Il suo stile emerse come un sofisticato arazzo tessuto da vari fili di influenza: la delicata precisione del miniaturista Girolamo da Cremona, la robusta energia fiorentina di Antonio del Pollaiolo e le consolidate tradizioni senesi stabilite da maestri come Sassetta e Domenico di Bartolo. Questa sintesi unica gli permise di colmare il divario tra l'eleganza decorativa del periodo tardogotico e il nascente umanesimo del Rinascimento.
Una Carriera Forgiata nell'Oro e nella Devozione
La sua prima vita professionale fu definita dallo spirito collaborativo della bottega del XV secolo. Nel 1452, intraprese una significativa partnership con Giovanni di Pietro, un periodo durante il quale condivise gli alloggi e lavorò fianco a fianci a compiti monumentali. Uno degli scorci più illuminanti della sua precoce abilità tecnica risale al 1453, quando i documenti mostrano Matteo intento a colorare e dorare una scultura dell'Arcangelo Gabriele del celebre Jacopo della Quercia. Questo compito — applicare preziosa foglia d'oro su forme sacre — dimostra la sua maestria sulle superfici luminose e tattili che sarebbero diventate il marchio di fabbrica delle sue successive pale d'altare.
La sua crescente reputazione lo portò a contribuire agli spazi più sacri di Siena. Le sue mani aiutarono ad abbellire i paramenti dell'organo all'interno del Duomo di Siena e giocò un ruolo vitale nella decorazione della Cappella di San Bernardino. Queste commissioni erano molto più di semplici incarichi; erano contributi spirituali alla vita liturgica della città. Man mano che la sua maestria maturava, l'opera di Matteo iniziò a mostrare una profondità narrativa più complessa, andando oltre la semplice iconografia verso uno stile più drammatico ed emotivamente risonante, capace di catturare l'attenzione dei più prestigiosi patroni della Toscana.
L'Apice del Successo e il Significato Storico
La vera misura della statura di Matteo di Giovanni si trova nella sua selezione per i progetti di rinnovamento urbano di Pienza. Come uno dei soli quattro pittori senesi scelti per arredare le pale d'altare delle cappelle appena erette nella Cattedrale di Pienza, egli si pose all'avanguardia delle imprese architettoniche e artistiche più ambiziose dell'epoca. I suoi contributi a questo progetto, in particolare le tre pale d'altare datate 1460-62, fungono da finestra definitiva sulla sua tecnica in evoluzione, mostrando una maestria della luce, della forma e della narrazione sacra.
L'eredità di Matteo è definita da alcuni pilastri artistici fondamentali:
- Sintesi degli Stili: La sua capacità di fondere la tradizione locale senese con l'emergente realismo anatomico di Firenze.
- Brillantezza Tecnica: Un profondo comando della doratura e del colore, creando opere che brillavano di luce divina.
- Potere Narrativo: La capacità di trasformare scene religiose, come il Massacro degli Innocenti o varie composizioni della Madonna col Bambino, in drammi umani avvincenti.
- Impatto Civico: Il suo ruolo nel plasmare l'identità visiva di Siena e Pienza attraverso monumentali commissioni ecclesiastiche.
Sebbene sia scomparso nel 1495, gli echi dell'arte di Matteo di Giovanni continuano a risuonare. Egli rimane una figura cruciale che ha attraversato la transizione dalla mentalità medievale all'alba del Rinascimento, lasciando dietro di sé un corpus di opere che continua a ispirare meraviglia attraverso la sua delicata bellezza e la sua duratura forza spirituale.
Matteo Di Giovanni
1435 - 1495 , Italia
Dati rapidi
- Artistic Movement Or Style: Scuola senese, Rinascimento
- Artists Who Influenced This Artist:
- Sassetta
- Domenico di Bartolo
- Antonio del Pollaiolo
- Date Of Birth: 1435
- Date Of Death: 1495
- Full Name: Matteo di Giovanni
- Nationality: Italiano
- Notable Artworks:
- Madonna col Bambino
- Il massacro degli innocenti
- Place Of Birth: Borgo San Sepolcro, Italia

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