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Walking to the Sky

A striking vertical ascent of figures climbing a metallic pole captures the spiritual ambition of Jonathan Borofsky's Walking to the Sky, an evocative 2004 masterpiece inviting you to explore its profound message.

Esplora le affascinanti sculture di Jonathan Borofsky, noto per la serie 'Hammering Man' e le installazioni stimolanti che esplorano strutture umane e critica sociale.

Giclée / Stampe d'arte

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Walking to the Sky

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Informazioni rapide

  • Artist: Jonathan Borofsky
  • Notable elements or techniques: Metal pole with climbing figures
  • Subject or theme: Humanity's desire for spiritual growth
  • Title: Walking to the Sky
  • Year: 2004

A Vertical Ascent: The Poetic Vision of Walking to the Sky

In the vast landscape of contemporary sculpture and installation art, few works capture the collective human spirit as profoundly as Jonathan Borofsky’s "Walking to the Sky." This evocative piece serves as a breathtaking metaphor for the eternal human impulse toward transcendence. At its core, the work presents a towering verticality, featuring a slender metal pole that pierces the heavens, populated by a rhythmic procession of figures in various stages of ascent. Each climber, frozen in a moment of determined movement, contributes to a larger narrative of progress, struggle, and shared destiny. The composition does not merely depict individuals; it illustrates a communal journey, where the act of climbing becomes a sacred ritual of reaching for something greater than oneself.

The aesthetic language of Borofsky is one of striking simplicity and profound impact. Through the use of industrial materials—specifically the cold, resilient strength of metal—the artist creates a tension between the rigid, man-made structure and the organic, fluid motion of the human forms. This juxtaposition invites viewers to contemplate the intersection of technology and humanity. The style avoids the heavy ornamentation of classical sculpture, opting instead for a clean, almost graphic silhouette that allows the concept to breathe. For the discerning collector or interior designer, this piece offers a sophisticated focal point, bringing a sense of dynamic energy and structural elegance to any curated space.

Symbolically, "Walking to the Sky" is an exploration of spiritual and social evolution. The thirteen visible figures represent a spectrum of human experience—some are near the base, grounded in the earthly realm, while others grasp at the higher reaches, closer to the infinite blue of the sky. This vertical hierarchy speaks to the layers of consciousness and the persistent hope that defines our species. There is an inherent sense of unity in the work; despite their different positions on the pole, the climbers are bound by a singular direction and a shared purpose. It is a powerful reminder that while our individual paths may differ, we are all part of a collective movement toward enlightenment and connection.

For those seeking to integrate art into a living or professional environment, a high-quality reproduction of this masterpiece offers more than mere decoration; it provides an emotional anchor. The piece evokes feelings of aspiration, resilience, and quiet wonder. Whether placed in a sunlit gallery, a modern corporate lobby, or a contemplative private study, "Walking to the Sky" serves as a constant, inspiring dialogue between the viewer and the limitless possibilities of the human soul. It is an invitation to look upward, to keep climbing, and to find beauty in the persistent pursuit of the extraordinary.


Biografia dell'artista

Ursula von Rydingsvard: Scolpire gli echi dell'esperienza

Nata in Germania durante un periodo tumultuoso – il 1942, un anno impresso nella storia dalla guerra e dagli spostamenti forzati – la vita di Ursula von Rydingsvard è stata profondamente plasmata da esperienze che risuonano con forza nella sua arte. I suoi primi anni furono segnati dall'instabilità e dai sconvolgimenti; era figlia di contadini polacchi e ucraini che si ritrovarono intrappolati nella brutale macchina dell'occupazione nazista. Questo periodo formativo, testimone diretto degli orrori del lavoro forzato e dei continui spostamenti tra i campi di esilio, ha instillato un senso di vulnerabilità e resilienza che sarebbero diventati temi centralasciali nella sua opera. L'immigrazione a Plainville, nel Connecticut, nel 1950 offrì un nuovo inizio, eppure le ombre del suo passato hanno continuato a informare la sua visione artistica. Il percorso di Von Rydingsvard nell'arte ebbe inizio alla Columbia University, dove ottenne un Master in arti visive, ma fu il suo deliberato rifiuto del Minimalismo – la forza estetica dominante dell'epoca – a definire veramente la sua traiettoria. Invece di abbracciare le austere geometrie e il distacco concettuale della scultura minimalista, scoprì una voce potente all'interno dell'umile cedro, riconoscendone la capacità di trasmettere sia grandezza che profonda umiltà.

La sua esplorazione artistica si è estesa ben oltre il cedro, comprendendo una vasta gamma di materiali tra cui il bronzo, le viscere animali (una pratica che inizialmente attirò critiche ma che alla fine divenne parte integrante della sua estetica), i tessuti e la delicata carta fatta a mano. Questa volontà di sperimentare con media non convenzionali parla di una inquieta curiosità intellettuale e del desiderio di spingere i confini dell'espressione scultorea. L'opera di Von Rydingsvard non riguarda semplicemente la forma; riguarda la consistenza, il peso e le qualità intrinseche di ogni materiale che impiega. Ella considera meticolosamente come questi elementi interagiscano, creando sculture che sono simultaneamente monumentali nella scala e intensamente intime nella loro presenza tattile.

Il peso della memoria: Sottotesti autobiografici

Sebbene spesso descritte come astratte, le sculture di Von Rydingsvard sono infuse di una risonanza autobiografica sottile ma persistente. L'ambiguità dei suoi soggetti – frequentemente forme frammentate che ricordano figure umane o elementi naturali – non ha lo scopo di oscurarne le origini, quanto piuttosto quello di invitare gli spettatori a contemplare le complessamente della memoria e dell'esperienza. Gli echi della sua infanzia nei campi di esilio, il trauma della guerra e la successiva immigrazione in America sono tutti sottilmente intrecciati nella trama del suo lavoro. L'artista stessa ha ammesso che queste esperienze hanno plasmato la sua sensibilità artistica, portandola a esplorare i temi della perdita, della resilienza e dell'endurante potere del passato.

La scelta dell'artista di utilizzare il cedro come medium primario è particolarmente significativa in questo contesto. Gli alberi di cedro sono profondamente radicati nel folklore e nella tradizione europea, spesso associati alla forza, alla longevità e al legimento con la terra. Tuttavia, per Von Rydingsvard, il cedro rappresenta molto più di queste semplici associazioni tradizionali; esso incarna la memoria del passato della sua famiglia: le foreste in cui vivevano un tempo, le privazioni che hanno dovuto affrontare e lo spirito indomito che li ha sostenuti nei momenti difficili. La trama ruvida del legno, le sue imperfezioni intrinseche, rispecchiano le cicatrici lasciate dal trauma e dalla perdita, mentre la sua forza simboleggia la capacità di sopravvivenza e rinnovamento.

Riconoscimento e eredità

Le sculture di Von Rydingscolare hanno ottenuto un ampio riconoscimento durante tutta la sua carriera, con oltre 30 collezioni museali sparse in tutto il mondo. Il suo lavoro è stato esposto a livello nazionale e internazionale, consolidando la sua posizione di figura di spicco nella scultura contemporanea. Ha ricevuto numerosi premi prestigiosi, tra cui l'International Sculpture Center Lifetime Achievement Award (2014) e il National Museum of Women in the Arts’ Lifetime Achievement Award for Excellence in the Arts (2019). Questi onori sono una testimonianza del suo contributo duraturo al mondo dell'arte e della sua capacità di creare sculture che risuonano profondamente con gli spettatori sia su un piano intellettuale che emotivo.

Al di là dei suoi traguardi artistici, la storia di Von Rydingsvard è una storia di straordinaria resilienza e adattabilità. Continua a vivere e lavorare a New York City, mantenendo una produzione prolificante nonostante le sfide presentate dall'età e dalle circostanze. Il suo studio a Brooklyn funge da testimonianza della sua incrollabile dedizione al mestiere, dove modella e trasforma meticolosamente i materiali in opere che testimoniano il viaggio della sua vita: un'emozionante esplorazione della memoria, dell'esperienza e del potere duraturo dell'arte.

Materiali e tecniche

Il processo di Von Rydingsvard è caratterizzato da un profondo coinvolgimento con le qualità intrinseche dei materiali scelti. Spesso inizia con grandi tronchi di cedro, selezionando meticolosamente i pezzi in base alla venatura, alla consistenza e al carattere complessivo. Il legno viene poi sottoposto a una serie di trasformazioni – segatura, intaglio, levigatura e talvolta persino il fuoco – prima di essere assemblato in complesse forme scultoree. L'uso delle viscere animali, sebbene inizialmente controverso, rappresenta un allontanamento deliberato dalle tecniche di scultura tradizionali. Ella prepara con cura il materiale, trattandolo con rispetto e riverenza, riconoscendone la bellezza e la fragilità intrinsece.

Oltre al cedro e ai tessuti animali, Von Rydingsvard sperimenta anche con il bronzo, i tessili e la carta fatta a mano. Impiega una varietà di metodi di fusione e fabbricazione per ottenere gli effetti desiderati, incorporando spesso elementi di caso e improvvisazione nel processo. Le sue sculture sono raramente lisce o lucide; conservano un senso di energia grezza e immediatezza tattile, riflettendo l'approccio diretto dell'artista e il suo impegno a lavorare direttamente con la materia.

Contesto storico: Il Minimalismo e oltre

La traiettoria artistica di Ursula von Rydingsvard è inestricabilmente legata al contesto più ampio della scultura degli anni '70. In quel periodo, il Minimalismo – caratterizzato dall'enfasi sulle forme geometriche, sui materiali industriali e sul rigore concettuale – dominava il mondo dell'arte. Tuttavia, Von Rydingsvard ha deliberatamente rifiutato questa estetica prevalente, cercando un approccio più espressivo ed emotivamente risonante. La sua decisione di lavorare con materiali organici come il cedro e i tessuti animali ha sfidato le convenzioni del Minimalismo, introducendo un senso di vulnerabilità, intimità e narrazione personale nelle sue sculture.

Pur essendo stata influenzata da scultori precedenti come Henry Moore e Barbara Hepworth, Von Rydingsvard ha infine forgiato la propria voce distintiva – una voce che è allo stesso tempo profondamente radicata nella tradizione e audacemente innovativa. La sua opera si pone come un potente contrappunto all'austerità del Minimalismo, dimostrando il valore duraturo della materialità, della consistenza e dell'esperienza soggettiva nella scultura contemporanea.

Dati rapidi

  • Artistic Movement Or Style: Scultura Astratta
  • Artists Or Movements Influenced By This Artist: ['Scultura Contemporanea']
  • Artists Who Influenced This Artist:
    • Minimalismo
    • Henry Moore
  • Date Of Birth: 1942
  • Date Of Death: In vita
  • Full Name: Ursula von Rydingsvard
  • Nationality: Americana
  • Notable Artworks:
    • Variazioni in Cedro
    • L'Albero
    • Cedro Senza Titolo
  • Place Of Birth: Germania