Sei Angeli
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Sei Angeli
Tecnica di riproduzione
Dimensioni riproduzione
-
Prezzo totale calcolato
$ 263
Un Frammento di Paradiso: Svelando i Sei Angeli di Jacopo di Cione
La serie dei sei angeli, un insieme affascinante opera del maestro fiorentino Jacopo di Cione (ca. 1325 – ca. 1399), offre uno sguardo privilegiato sul vibrante panorama artistico dell'Italia tardo medievale. Più che semplici elementi decorativi, queste figure—collocate all'interno della cornice di un pannello che raffigura la Crocifissione—rappresentano una toccante intersezione tra devozione religiosa e ambizione architettonica. Originariamente concepiti come pilastri per adornare un polittico destinato a Santa Maria degli Angeli a Firenze, la loro attuale disposizione, frutto di una meticolosa riconfigurazione operata da un collezionista del XIX secolo, parla del potere duraturo dell'adattamento artistico e della storia stratificata che risiede in ogni singola pennellata.
Risalente all'incirca al 1365, la genesi di questo dipinto affonda le radici nell'ambizioso progetto di trasformazione della cappella dedicata agli Ognissanti. Questa cappella, finanziata da Ser Francesco di Ser Berto degli Albizzi, era intesa come una testimonianza di pietà e mecenatismo artistico—uno spazio progettato per ispirare timore e riverenza. L'altare stesso, una composizione complessa con la Crocifissione al suo centro, fungeva da fulcro di tale impresa. Gli angeli, inizialmente concepiti come componenti integrali della struttura del polittico, erano dunque inestricabilmente legati alla narrazione del sacrificio e della redenzione.
Una Sinfonia di Tempera su Legno
La maestria tecnica di Jacopo di Cione emerge immediatamente nella delicata esecuzione di queste figure angeliche. Dipinti con la tecnica della tempera su legno, un medium prediletto per la sua luminosità e capacità di ottenere colori ricchi e vibranti, gli angeli possiedendo una qualità eterea. L'uso della foglia d'oro—evidente nella cornice del pannello—accentua ulteriormente questo senso di bellezza ultraterrena, elevando la scena al di sopra del regno terreno. L'attenzione meticolosa dell'artista al dettaglio è particolarmente sorprendente nel rendering dei loro drappeggi, che fluiscono con una grazia fluida, suggerendo al contempo movimento e serenità.
In modo significativo, la composizione attinge alle convenzioni stilistiche del Gotico fiorentino, caratterizzato da eleganza, naturalismo ed espressività emotiva. L'opera di Jacopo riflette l'influenza della sua famiglia—Andrea di Cione (Orcagna), Nardo e Matteo di Cione—tutti rinomati per i loro sforzi collaborativi e la condivisione di sensibilità estetiche. L'eredità dei fratelli è evidente nell'armonioso equilibrio tra forma e contenuto, un marchio distintivo dell'arte gotica fiorentina.
Simbolismo e Risonanza Spirituale
Ogni angelo all'interno della serie incarna attributi specifici associati ai messaggeri divini. I loro gesti—mani giunte, braccia sollevate—evocano un senso di devozione orante e di comunicazione con i cieli. Le corone che adornano i loro capi segnalano il loro status elevato di esseri celesti, mentre le loro espressioni serene trasmettono un'aura di pace e saggezza. Il gruppo stesso suggerisce un coro di angeli che assiste al Cristo sofferente, offrendo conforto e sostegno nella sua prova terrena.
Inoltre, la collocazione degli angeli all'interno della cornice del pannello della Crocifissione sottolinea il tema centrale della redenzione. Essi fungono da testimoni del sacrificio di Cristo, ricordando agli spettatori la promessa di salvezza offerta attraverso la fede. L'intera composizione si trasforma in una meditazione sui temi della grazia, della misericordia e dell'amore divino—una potente testimonianza del potere duraturo dell'arte religiosa.
Un'Eredità nella Riproduzione
Oggi, questi Sei Angeli esistono non solo come opere d'arte originali, ma anche come riproduzioni meticolosamente realizzate, offrendo un percorso accessibile per sperimentare il genio di Jacopo di Cione. ArtsDot.com presenta con orgoglio riproduzioni dipinte a mano di alta qualità che catturano fedelmente l'essenza e la bellezza di questa straordinaria serie. Che adornino una residenza privata o decorino uno spazio pubblico, queste riproduzioni fungono da promemoria senza tempo dell'eredità duratura del Gotico fiorentino—una celebrazione della fede, dell'arte e dei profondi misteri dello spirito umano.
Opere simili
Biografia dell'artista
Jacopo di Cione: Un pioniere del Gotico fiorentino
Jacopo di Cione (ca. 1325 – ca. 1399) si erge come una pietra miliare dell'arte gotica fiorentina, incarnando lo spirito di innovazione e collaborazione che caratterizzò l'emergente era del Rinascimento. Nato a Firenze tra il 1320 e il 1330, egli emerse da una famiglia profondamente radicata nella tradizione artistica: i suoi tre fratelli maggiori, Andrea di Cione (Orcagna), Nardo di Cione e Matteo di Cione, erano essi stessi pittori di grande talento, dando vita a una stirpe di eccellenza creativa. Questo legame familiare plasmò profondamente la traiettoria artistica di Jacopo, favorendo un ambiente in cui la sperimentazione e gli sforzi collettivi potevano prosperare.- Giovinezza ed eredità familiare: I fratelli Di Cione erano rinomati per la loro meticolosa maestria e per una coerenza stilistica che rifletteva le sensibilità estetiche del loro tempo. Il padre, Giovanni di Cione, era uno scultore che trasmise ai figli una passione per le arti, assicurando che l'arte fiorentina continuasse a fiorire attraverso le generazioni.
- Appartenenza alle corporazioni e sviluppo artistico: L'adesione di Jacopo all'Arte dei Medici e Speziali nel 1369 segnò un momento cruciale nella sua carriera, consolidando la sua posizione all'interno della comunità artistica fiorentina e garantendogli l'accesso a influenti mecenati. Questa affiliazione favorì legami con altri artisti, come Niccolò di Pietro Gerini, alimentando dialoghi stilistici e promuovendo progressi artistici.
Commissioni celebri e progetti collaborativi
La reputazione di Jacopo crebbe vertiginosamente durante la sua vita grazie a una serie di prestigiose commissioni che ne mostrarono la versatolo e la perizia tecnica. Forse l'opera più celebre fu il monumentale compito di decorare la Sala dei Giudici e Notai a Firenze (1366–68), con la realizzazione di un polittico che presenta una straordinaria rappresentazione della Crocifissione di Cristo, opera oggi custodita nella National Gallery di Londra. Questo ambizioso progetto cementò il suo posto tra i principali artisti fiorentini. Dopo la prematura morte di Andrea di Cione nel 1368, Jacopo assunse con maestria la responsabilità di diversi progetti incompiuti del fratello, impegnandosi in particolare a completare un dipinto della Vergine Maria e supervisionando l'esecuzione dell'altare di San Matteo per Orsanmichele.- La collaborazione con Niccolò di Pietro Gerini: Il suo sodalizio con Niccolò di Pietro Gerini produsse risultati straordinari, come dimostrato dal lavoro congiunto al polittico per San Pier Maggiore (1370–71), dove il contributo di Jacopo si concentrò sulla narrazione delle scene chiave della vita di San Pietro.
- Il pannello dell'Incoronazione della Vergine: Il monumentale pannello commissionato dalla Zecca Fiorentina nel 1372–73 rappresenta un'ulteriore testimonianza della visione artistica e dello spirito collaborativo di Jacopo: mentre Gerini ideò la composizione complessiva, Jacopo si dedicò con minuzia alla resa dei dettagli intricati dell'incoronazione stessa.
Il Duomo di Firenze e il mecenatismo artistico
La dedizione di Jacopo andava ben oltre le singole commissioni; egli partecipò attivamente alla definizione del paesaggio culturale di Firenze attraverso il suo impegno nell'opera del Duomo e il suo ruolo di console dell'Arte dei Medici e Speziali (1384, 1387, 1392). Il suo impegno nel reperimento del marmo per la cattedrale sottolineava la sua profonda comprensione della grandezza artistica e del senso di responsabilità civica. Inoltre, continuò a garantire il sostegno di famiglie influenti come gli Albizzi, assicurando che l'arte fiorentina rimanesse un simbolo di prestigio e di traguardo culturale.Eredità e significato storico
L'influenza di Jacopo di Cione risuonò per tutto il periodo gotico e oltre, consacrandolo come uno dei più importanti pittori di Firenze. La sua tecnica magistrale — caratterizzata da un dettaglio meticoloso, palette cromatiche vibranti e un uso sapiente della foglia d'oro — funse da ispirazione per le generazioni successive di artisti. La predella dispersa che raffigura le scene della vita di San Pietro, frutto della collaborazione con Niccolò di Pietro Gerini, rimane un toccante promemoria dell'eredità artistica di Jacopo e del potere duraturo del Gotico fiorentino. La sua opera continua a incantare il pubblico odierno, assicurandogli un posto indimenticabile negli annali della storia del Rinascimento italiano.Jacopo Di Cione
1325 - 1399 , Italia
Dati rapidi
- Artistic Movement Or Style: Gothic
- Artists Who Influenced This Artist:
- Andrea di Cione (Orcagna)
- Niccolò di Pietro Gerini
- Date Of Birth: Florence, Italy (c. 1325)
- Date Of Death: Florence, Italy (c. 1399)
- Full Name: Jacopo di Cione
- Nationality: Italian
- Notable Artworks:
- The Crucifixion
- Coronation Of The Virgin
- Seraphim, Cherubim and Adoring Angels
- Place Of Birth: Florence





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