Schizophrenia 9
2013
24.0 x 32.0 cm
Contemporary Art Platform
Riproduzione a olio fatta a mano
Olio su tela dipinto a mano nelle tue dimensioni e con la tua cornice, realizzato su ordinazione dai nostri artisti. ( Passa alle stampe
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È possibile inserire dimensioni personalizzate per adattare l'opera a una cornice o a uno spazio specifico. Se la dimensione selezionata non corrisponde alle proporzioni dell'immagine originale, provvederemo a ritagliare l'opera o a estendere il dipinto con elementi aggiuntivi dipinti a mano. Un mockup digitale ti sarà inviato per approvazione prima dell'inizio della produzione.
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Sebbene siano disponibili dimensioni personalizzate, consigliamo di selezionare una dimensione dall'elenco predefinito per preservare le proporzioni originali.
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Schizophrenia 9
Tecnica di riproduzione
Dimensioni della riproduzione
-
Prezzo totale
$ 263
Opere correlate
Biografia dell'artista
La Verità Velata: Il Mondo Etereo di Halim Al-Karim
Nell'intersezione delicata dove la memoria incontra l'ombra, risiede l'opera di Halim Al-Karim. Nato nel 1963 nella storica città di Najaf, in Iraq, il percorso artistico di Al-Karim non è una semplice progressione tecnica, ma una profonda navigazione attraverso i paesaggi del trauma, della sopravvivenendo e del risveglio spirituale. I suoi primi anni, trascorsi muovendosi tra la ricchezza culturale di Beirut e gli antichi echi di Baghdad, hanno fornito una base intrisa di storia e mito. L'influenza di suo padre, un fotografo amatoriale che sperimentava con la sfocatura intenzionale, ha piantato i semi della successiva ossessione di Al-Karim per l'indistinto e l'oscurato. Questa fascinazione per ciò che giace sotto la superficie sarebbe diventata, col tempo, il battito vitale della sua pratica artistica.
La traiettoria della vita di Al-Karim fu irrevocabilmente alterata dalle turbolenze della Guerra del Golfo. Costretto a fuggire dal servizio militare sotto il regime di Saddam Hussein, sopportò un tormentato periodo di tre anni di isolamento, nascondendosi in una cavità rocciosa nel deserto meridionale dell'Iraq. Fu proprio durante questo tempo di profonda solitudine che la sua sopravvivenza fu garantita dalla gentilezza di una anziana donna beduina, che gli fornì sostentamento e lo introdusse ai misteri del misticismo sufi e alle usanze gitane. Questa esperienza di essere nascosto—sia fisicamente che psicologicamente—divenne la pietra angolare della sua identità creativa. Il concetto di al-batin, il termine sufi per indicare la verità nascosta o interiore, permea il suo lavoro, trasformando l'atto della fotografia da strumento documentario a ricerca spirituale dell'invisibile.
La Tecnica come Metafora: L'Arte dell'Oscuramento
L'estetica di Al-Karim è una magistrale rifiuto della chiarezza. Egli non cerca di catturare il mondo così come appare all'occhio, ma piuttosto come viene percepito nell'anima. Il suo processo prevede una sofisticata stratificazione di media, in cui fonde fotogrammi cinematografici, reperti storici e dipinti classici con le proprie acquisizioni fotografiche. Utilizzando sia tecniche antiquate di camera oscura che moderne manipolazioni digitali, crea immagini che sembrano frammenti di un sogno o echi di un'epoca perduta. Spesso impiega una sfocatura deliberata, ingrandendo i negativi per creare un'incertezza di contesto, tempo e luogo, costringendo lo spettatore a confrontarsi con la fragilità della propria percezione.
Forse la sua firma più iconica è l'applicazione del tessuto di seta sopra le sue stampe. Tendendo sottili strati di seta bianca o nera sulla superficie, Al-Karim crea un velo fisico e metaforico. Questa barriera assolve diverse funzioni profonde:
- Lo Spazio Liminale: La seta agisce come un portale tra l'essere e il divenire, una soglia traslucida attraverso la quale lo spettatore deve guardare per trovare significato.
- La Maschera della Memoria: Proprio come la nebbia del trauma, il tessuto oscura i dettagli, rappresentando come il tempo e le avversità erodano la nitidezza dei nostri ricordi.
- Materialità e Trama: La natura tattile della seta aggiunge una dimensione scultorea alla sua fotografia, colmando il divario tra l'immagine bidimensionale e la presenza fisica.
Eredità e Risonanza Globale
Il significato dell'opera di Halim Al-Karim si estende ben oltre i confini del Medio Oriente. La sua capacità di tradurre lo spostamento personale in un linguaggio universale di resilienza umana gli è valsa un posto nelle più prestigiose istituzioni d'arte di tutto il mondo. Dalla sua partecipazione alla storica Padiglione Iraq alla 54ª Biennale di Venezia alla sua inclusione nelle collezioni permanenti del Victoria and Albert Museum di Londra e del Mori Art Museum di Tokyo, la sua voce risuona presso un pubblico globale. Il suo lavoro parla a chiunque abbia sperimentato la perdita della propria casa, il peso della storia o la ricerca dell'identità in mezzo al caos.
Attraverso serie come Hidden War e Hidden Victims, Al-Karim continua a esplorare la dualità della condizione umana: la tensione tra la realtà visibile del conflitto e la forza invisibile dello spirito. Egli rimane una figura vitale nell'arte contemporanea, ricordandoci che anche quando il mondo è offuscato dal dolore o oscurato dalle ombre, esiste una verità profonda e luminosa che attende di essere scoperta sotto il velo.
Halim Al-Karim
1956 - , Iraq
Informazioni rapide
- Artistic Movement Or Style: Conceptual & Abstract Photography
- Date Of Birth: 1956
- Full Name: Halim Al-Karim
- Nationality: Iraqi
- Notable Artworks:
- Heaven Can Wait
- Schizophrenia 1
- Schizophrenia 9
- Place Of Birth: Najaf, Iraq

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