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Fabio Mauri (1926-2009): artista italiano innovativo, celebre per gli "Schermi" e le performance che indagano ideologia, cinema e storia. Un'esplorazione unica tra arte, media e memoria.

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Questo metodo è pienamente conforme alle normative sul diritto d'autore poiché non prevede la copia o la duplicazione dell'opera protetta. Si tratta invece di una rielaborazione creativa: un nuovo dipinto che trae ispirazione dall'originale, senza tuttavia esserne identico.

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Tecnica di riproduzione

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Fabio MauriBorn in Rome, Italy, in 1926; died in Rome in 2009.Works (from left to right):Schermo fine (1965)Fine - Ricami 1994)Disegno (no date)Disegno Fine (1985)Fabio Mauri was nineteen years old when he first encountered photographs of German concentration camps. Their incommunicable horror prompted his lifelong inquiry into the treacherous logics of art, ideology, and totalitarianism. On the margins of the Arte Povera movement that dominated Italian art of the 1960s, Mauri’s sculptures, installations, and critical writing preferred to explore history as filtered through the individual. In plays, actions, and interventions deeply indebted to seventeenth-century Jesuit theater and Antonin Artaud’s Theater of Cruelty, Mauri used the human body as a medium of revelation and of revolutions. His installation I numeri malefici (1978) employs human calculation error as grist to reappraise the relationship between humans and history. A chalkboard bearing the mathematical equation pg = g (p)2 (p + a)n is left unanswered; with it, the mathematical promise of higher truth, of a single law unifying the heterogeneity of all human endeavor, remains unfulfilled. More intimate strains of Mauri’s creative life surface in an audio recording of Pier Paolo Pasolini reading his poem La Guinea (first published in 1964). The poem, which was Pasolini’s allegorical lament for rural Italy, becomes Mauri’s elegiac ode to his childhood friend and collaborator, who was murdered in 1975. That loss is evoked in Il Muro Occidentale o del Pianto (The Western Wall or the Wailing Wall) (1993), a four-meter-high wall constructed entirely of suitcases. The sculpture conjures the precious cargo of those who were deported to Auschwitz and of all journeys without return. In Mauri’s late sculpture Macchina per fissare acquerelli (2009), a ladder stretching to the ceiling arrives abruptly at a thin ledge with the words “THE END” punched through. Having reached the top, little remains but to peer down at the fall that awaits. Mauri labored relentlessly against the seamless absorption of the atrocities of World War II into history’s unwrinkled timeline. Throughout his career he created drawings featuring the words “The End” or, in Italian, “Fine,” emblazoned, scratched, or scrawled across their surfaces. Mauri borrowed the language of film to seize on a perpetual end without finality, one last moment to hold onto before the screen goes black.

Domande e risposte

In che modo i colori di "Installation View" si relazionano tra loro?

L'armonia cromatica di "Installation View" è descritta come Unified Palette.

Come posso scaricare l'immagine di "Installation View" di Fabio Mauri?

L'immagine di "Installation View" di Fabio Mauri può essere scaricata dalla pagina Scarica dell'opera: download di un'immagine digitale ad alta risoluzione.

Chi è l'artista dietro "Installation View"?

"Installation View" è stata creata da Fabio Mauri. Le informazioni contenute in questa pagina descrivono l'opera originale di Fabio Mauri.


Biografia dell'artista

Fabio Mauri: Architetto dello Schermo, Cronista di Ideologia

Fabio Mauri (1926-2009) rimane una figura profondamente enigmatica e influente nell’arte italiana del dopoguerra. Nato in una famiglia immersa nel teatro e nella pubblicazione – la casa di suo zio Valentino Bompiani era un crocevia per l'innovazione letteraria – il percorso artistico di Mauri fu inscindibilmente legato agli eventi tumultuosi della sua giovinezza, in particolare al trauma della Seconda Guerra Mondiale e alle cicatrici ideologiche che ne derivarono. La sua opera non si presta a categorizzazioni semplici; resiste a etichette rigide, oscillando tra performance, installazione, disegno e riflessione teorica, indagando costantemente il complesso rapporto tra coscienza individuale e le forze pervasive dei mass media e della propaganda.

Gli anni giovanili a Bologna posero le basi per la sua sensibilità artistica. Iniziò a pubblicare disegni nel 1942 insieme a Pier Paolo Pasolini, una collaborazione che avrebbe profondamente plasmato i loro rispettivi percorsi intellettuali. L’esperienza della guerra lasciò un segno indelebile, scatenando episodi di grave distress psichico e ricoveri ospedalieri. Questa crisi personale, lungi dall'essere un vicolo cieco creativo, divenne il catalizzatore di uno spostamento radicale nel suo approccio artistico – una deliberata confrontazione con l’impatto psicologico della violenza e dell’ideologia. Le sue prime lotte psichiatriche alimentarono un’indagine per tutta la vita sulla natura del trauma, della memoria e sui modi in cui la storia viene costruita e perpetuata attraverso le immagini.

Lo Schermo: Una Nuova Lingua della Percezione

La svolta artistica di Mauri arrivò nel 1957 con la creazione degli “Schermi” (Screens). Queste opere apparentemente semplici – cornici nere che incorniciavano fogli di carta bianca – rappresentavano una rottura fondamentale rispetto alla pittura tradizionale. Lui stesso li descriveva come un’aspirazione a un ‘grado zero’ – uno spazio al di là della rappresentazione, una tela vuota per la proiezione e la contemplazione. Gli Schermi non erano semplici dipinti; erano inviti a interagire con il potenziale dell'immagine stessa, agendo da conduttori

Gli Schermi non erano oggetti statici; erano progettati per essere attivati – proiettati su di essi, stratificati con testo o utilizzati come sfondo per una performance. L’attenzione meticolosa di Mauri ai dettagli – il incorniciamento preciso, il netto contrasto tra nero e bianco – creava un linguaggio visivo potente che sfidava i nostri assunti sulla rappresentazione e la realtà. Gli Schermi divennero un elemento centrale nella sua esplorazione dell'ideologia, fungendo da piattaforma per affrontare verità scomode sul potere, sulla violenza e sulla manipolazione.

Performance, Ideologia e il Gruppo ‘Crack’

Oltre agli Schermi, la pratica artistica di Mauri si ampliò notevolmente negli anni ’60. Si impegnò profondamente nel teatro, co-fondando la rivista “Quindici” con poeti come Pier Paolo Pasolini ed Edoardo Sanguineti, e mettendo in scena performance politicamente cariche come *L’Isola* (1964), un’opera teatrale pop che combinava letteratura, fumetti e immagini visive. Formò anche il gruppo ‘Crack’ nel 1960 con artisti come Pietro Cascella, Gino Marotta e Achille Perilli – un collettivo dedicato all'esplorazione dell'intersezione tra arte, politica e critica sociale.

Crucialmente, Mauri si distanziò dall'emergente Pop Art nel 1964, riconoscendo la sua superficiale adesione alla cultura del consumo. Si spostò verso un’indagine più rigorosa sull'ideologia, producendo opere come *Che cosa è il fascismo* e *Ebrea*, che affrontavano gli orrori dell'ideologia nazifascista con onestà senza compromessi. Queste performance non erano semplici eventi estetici; erano atti di memoria, tentativi di testimoniare il trauma storico e di esporne gli effetti persistenti sulla società contemporanea.

Eredità e Rilevanza Duratura

L'opera di Fabio Mauri continua a risuonare in modo potente nel XXI secolo. La sua esplorazione dei mass media, della propaganda e della manipolazione delle immagini rimane profondamente rilevante nell’epoca dominata dai social media e dalle tecnologie digitali. La sua insistenza nel confrontarsi con verità scomode – in particolare quelle legate alla violenza, al trauma e all'ideologia – richiede un impegno critico con la storia e la sua influenza continua sul nostro presente. L'eredità di Mauri non risiede solo nelle sue innovative pratiche artistiche, ma anche nel suo fermo impegno nell’utilizzare l’arte come strumento di critica sociale e riflessione personale.

Fabio Mauri

Fabio Mauri

1926 - 2009 , Italia

Informazioni rapide

  • Artistic Movement Or Style: Avanguardia post-bellica
  • Artists Or Movements Influenced By This Artist:
    • Gruppo 63
    • Pop Art
  • Artists Who Influenced This Artist:
    • Pasolini
    • Pirandello
  • Date Of Birth: 1926-04-01
  • Date Of Death: 2009-05-20
  • Full Name: Fabio Mauri
  • Nationality: Italiano
  • Notable Artworks:
    • Schermi
    • Il Muro Occidentale
    • Linguaggio è guerra
  • Place Of Birth: Roma, Italia