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Biografia dell'artista
L'eredità scultorea di Emil Jens Baumann Adolf Jerichau
Nato nella tranquilla cittadina di Assens, sull'isola danese di Fionia, Emil Jens Baumann Adolf Jerichau emerse come una figura cardine della scultura danese del XIX secolo. Il suo percorso artistico non ebbe inizio con la pietra o l'argilla, ma attraverso un breve apprendistato nella pittura durato un anno e mezzo. Questa precoce immersione nelle arti visive gli fornì una comprensione fondamentale della luce e della forma che avrebbe successivamente definito il suo linguaggio scultoreo. Alla ricerca di una padronanza più profonda, si trasferì a Copenaghen, dove nel 1l31 fu ammesso alla Royal Academy of Fine Arts. Il suo talento fu rapidamente riconosciuto grazie all'ottenimento di medaglie d'argento sia nella scuola di modellazione che in quella di pittura, consacrandolo come una stella nascente all'interno della tradizione accademica danese.
La traiettoria della carriera di Jerichau fu profondamente plasmata dal suo soggiorno a Roma, dove lavorò per circa un anno nello studio del leggendario Bertel Thorvaldsen. Questo periodo di apprendistato lo collocò nel cuore del movimento neoclassico, e gran parte delle sue prime opere porta l'impronta inconfondibile di questo prestigioso lignaggio. Le sue sculture giovanili, come Ercole ed Ebe e una colossale figura di Cristo, riflettono la bellezza statica e idealizzata tipica dell'influenza di Thorvaldsen. Tuttavia, Jerichau non si accontentò di rimanere un semplice eco del suo predecessore. Con il progredire della sua carriera, iniziò a distaccarsi dai rigidi vincoli del Neoclassicismo, cercando invece di infondere nelle sue opere uno stile più dinamico e realistico.
Una transizione verso il realismo dinamico
L'evoluzione dell'arte di Jerichau è più evidente nel suo movimento verso il dramma e il movimento. Mentre le sue prime composizioni aderivano alla serena quiete dell'antichità classica, le sue opere successive abbracciarono un'energia più viscerale. Questa transizione fu esemplificata dal suo acclamato gruppo scultoreo, Penelope, che ottenne il riconoscimento internazionale e segnalò il suo allontanamento dalle forme statiche. In quest'opera si percepisce il nascente interesse nel catturare l'emozione umana e la tensione narrativa, un tema che continuò a esplorare attraverso pezzi come Il cacciatore di pantere e Adamo ed Eva prima della caduta. La sua capacità di fondere la grazia classica con una vitalità più moderna e realistica gli permise di colmare il divario tra due epoche distinte del pensiero scultoreo.
Oltre alla sua pratica individuale in studio, Jerichau esercitò una significativa influenza all'interno dell'establishment artistico danese. Servì come professore presso la Royal Danish Academy of Fine Arts e infine assunse il ruolo di Direttore dell'Accademia dal 1857 al 1863. La sua guida accademica assicurò che la sua visione di uno stile scultoreo in transizione raggiungesse la generazione successiva di artisti. La sua maestria si estese a vari mezzi e tecniche, tra cui:
- La creazione di intricati bassorilievi, come la sua rappresentazione del matrimonio di Alessandro Magno con Rossane per il Palazzo di Christiansborg.
- L'uso del bronzo su basi di granito per opere monumentali come il Monumento a H. C. Ørsted.
- L'esecuzione di profondi soggetti religiosi, inclusi un crocifisso e rappresentazioni della resurrezione di Cristo.
Vita privata e importanza storica
La vita di Jerichau era profondamente intrecciata con il tessuto della storia culturale danese. Faceva parte di una straordinaria famiglia d'arte; sposò la celebre pittrice Elisabeth Jerichau-Baumann e insieme formarono una famiglia di creatori, tra cui i paesaggisti Harald e Holger H. Jerichito. La sua vita professionale fu caratterizzata sia da monumentali contributi pubblici che da studi intimi ed emotivi della forma umana, come Bambina con un uccellino morto e Schiava.
Sebbene gran parte delle sue opere al Palazzo di Christiansborg sia stata tragicamente perduta in un incendio nel 1884, l'impatto duraturo di Jerichau rimane preservato nelle grandi collezioni della Danimarca. Le sue sculture continuano a risiedere in prestigiose istituzioni come la Ny Carlsberg Glyptotek, la Galleria Nazionale Danese e il Randers Kunstmuseum. Attraverso il suo passaggio dalla quiete ereditata del Neoclassicismo verso un realismo più vigoroso, Emil Jens Baumann Adolf Jerichau ha assicurato il suo posto come forza trasformativa nella storia della scultura del XIX secolo.
Jens Adolf Jerichau
1816 - 1883 , Danimarca

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