Autoritratto
Giclée / Stampa d'arte
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Autoritratto
Giclée / Stampa d'arte
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Descrizione dell'opera
Autoritratto con Occhio Ferito
Questo inquietante autoritratto di Edvard Munch, realizzato nel 1916, rappresenta un punto culminante dell'Espressionismo nordico e offre uno sguardo penetrante nell’anima tormentata dell’artista stesso. L’opera è una testimonianza silenziosa della profonda influenza delle esperienze personali sulla creazione artistica, trasformando il dolore individuale in linguaggio universale di emozione. La composizione centrale è dominata dal volto del pittore, posizionato frontalmente e con le mani che cercano di coprire gli occhi – un gesto simbolico che suggerisce una vulnerabilità emotiva estrema e una lotta interna costante. Dietro la figura principale si apre uno sfondo urbano sfocato, composto da edifici stilizzati e un tram ferroviario in movimento, creando una prospettiva leggermente distorta che amplifica l’atmosfera di disagio e inquietudine. Munch utilizza una tavolozza monocromatica composta esclusivamente dal bianco e nero, scegliendo tonalità profonde e contrastanti per esprimere la potenza delle emozioni senza alcuna attenuazione cromatica. Questa scelta stilistica è coerente con l'obiettivo dell'artista: comunicare direttamente lo stato d’animo attraverso linee espressive e gestuali che riflettono il tumulto interno del soggetto. Le linee utilizzate da Munch sono caratterizzate da una marcata libertà espressiva, abbandonando la precisione anatomica a favore di un linguaggio figurativo carico di tensione emotiva. Sono applicate con pennellate ampie e irregolari, creando superfici ruvide che evocano una sensazione di immediatezza e autenticità. Questa tecnica è tipica dell'Espressionismo tedesco e mira a trasmettere il dolore fisico ed emotivo del soggetto attraverso un linguaggio visivo semplificato ma profondamente significativo. L’artista si concentra sull’effetto complessivo dell’immagine, privilegiando l’intensità delle emozioni sulla fedeltà alla rappresentazione reale. Il contesto storico in cui Munch crea questo autoritratto è fondamentale per comprendere la sua portata simbolica. Il periodo immediatamente successivo alla Prima Guerra Mondiale fu caratterizzato da una crisi esistenziale diffusa e dalla nascita di nuove sensibilità artistiche che rifiutavano gli ideali estetici tradizionali. L'artista si pone quindi come portavoce della condizione umana contemporanea, esprimendo attraverso l’arte la paura dell’esistenza, il dolore della perdita e la consapevolezza della fragilità dell’individuo di fronte alla forza bruta della natura e del destino. Questo autoritratto è una delle opere più emblematiche dell'Espressionismo tedesco e rappresenta un monumento alla capacità dell'artista di trasformare esperienze personali in linguaggio universale di emozione. È un invito a contemplare la bellezza oscura dell'anima umana e a riconoscere nella semplicità delle linee espressive il potere comunicativo della vera arte.Opere simili
Biografia dell'artista
Edvard Munch: Vita e Eredità
Primi Anni di Vita e Influenze (1863-1889)
Edvard Munch nacque il 12 dicembre 1863, ad Adelsbruk, in Svezia, sebbene trascorse la maggior parte della sua vita in Norvegia. La sua infanzia fu profondamente segnata da tragedia e instabilità. La precoce perdita di sua madre a causa della tubercolosi quando aveva cinque anni, seguita dalla morte di sua sorella preferita Sophie dalla stessa malattia nove anni dopo, lasciò un segno indelebile nella psiche di Munch. Lottò anche per tutta la vita con la paura di ereditare la malattia mentale che affliggeva suo padre. Queste esperienze instillano in lui una profonda preoccupazione per la mortalità, la malattia e il disagio psicologico – temi che avrebbero dominato la sua produzione artistica.
La sua educazione precoce alla Royal School of Art and Design a Kristiania (ora Oslo) si rivelò fondamentale. Lì, incontrò il filosofo nihilista Hans Jæger, che incoraggiava Munch ad esplorare i suoi tormenti interiori ed esprimerli attraverso l'arte, rifiutando stili accademici convenzionali. Questa guida lo spinse verso un approccio più soggettivo e emotivamente carico alla pittura.
Sviluppo Artistico e Influenze Parigine (1890-1900)
Gli anni '90 videro lo sviluppo artistico cruciale di Munch, fortemente influenzato dai suoi viaggi a Parigi e Berlino. A Parigi, fu esposto alla vivace scena artistica e assorbì influenze da postimpressionisti come Paul Gauguin, Vincent van Gogh e Henri de Toulouse-Lautrec. Abbracciò il loro uso audace del colore, le pennellate espressive e il rifiuto della rappresentazione naturalistica. L'intensità emotiva di Van Gogh lo colpì particolarmente, risuonando con le proprie lotte.
Il suo tempo a Berlino gli permise di entrare in contatto con il drammaturgo svedese August Strindberg, una relazione che si rivelò sia personalmente impegnativa che stimolante artisticamente. Questo periodo vide anche la genesi della sua ambiziosa serie Frieze of Life – una collezione di dipinti che esplorano temi di amore, paura, gelosia, tradimento e morte – tutti rappresentati con intensa emotività e profondità psicologica.
Opere Principali e Stile Artistico (1900-anni '20)
Lo stile artistico di Munch è caratterizzato dalla sua emozione grezza, dalle forme distorte e dall'uso simbolico del colore. Si allontanò dalla rappresentazione realistica, dando priorità all'espressione dei sentimenti interiori alla rappresentazione oggettiva. I suoi lavori spesso evocano un senso di disagio, ansia e terrore esistenziale.
- Il Grido (1893-1910): Il suo dipinto più iconico, raffigurante una figura sopraffatta da una crisi esistenziale contro uno sfondo vorticoso e infuocato. Esistono diverse versioni in vari media.
- Madonna (1894-1895): Un'opera controversa e profondamente personale che esplora temi di sessualità, maternità e mortalità.
- Il Bambino Malato (varie versioni): Un motivo ricorrente che riflette il trauma infantile di Munch e la perdita dei suoi cari.
- Melancolia I (1891) & II (1892): Rappresentazioni potenti di profonda tristezza e isolamento.
Anni Successivi, Riconoscimento e Eredità (anni '20-1944)
Nonostante abbia raggiunto una crescente fama e successo finanziario nella vita successiva, la vita personale di Munch rimase turbolenta. Un grave crollo mentale nel 1908 portò a un periodo di ricovero e astinenza dall'alcol. Tuttavia, i suoi anni successivi videro una rinascita della creatività e del riconoscimento, in particolare a Kristiania (Oslo). Ricevette numerosi premi e onori, consolidando la sua reputazione come uno degli artisti più importanti della Norvegia.
Munch morì il 23 gennaio 1944, ad Ekely, vicino a Oslo. La sua eredità è assicurata dal Munch Museum (fondato nel 1963), che ospita una vasta collezione delle sue opere, tra cui numerose versioni di *Il Grido*, nonché altri dipinti, stampe e disegni significativi.
Significato Storico
Il contributo di Edvard Munch alla storia dell'arte moderna è innegabile. È considerato una figura chiave nello sviluppo dell'Espressionismo, aprendo la strada agli artisti che cercavano di esprimere emozioni e stati psicologici soggettivi piuttosto che realtà oggettive. La sua esplorazione senza compromessi delle esperienze umane universali – amore, perdita, ansia e morte – continua a risuonare con il pubblico di tutto il mondo, rendendolo uno dei personaggi più influenti e duraturi nella storia dell'arte. Il suo lavoro ha avuto un profondo impatto sulle generazioni successive di artisti, influenzando movimenti come l'Espressionismo tedesco e oltre, consolidando così il suo posto come artista visionario che ha osato affrontare gli aspetti più oscuri della condizione umana.
Edvard Munch
1863 - 1944 , Svezia
Dati rapidi
- Artistic Movement Or Style: Espressionismo
- Artists Or Movements Influenced By This Artist: ['Espressionismo tedesco']
- Artists Who Influenced This Artist:
- Paul Gauguin
- Vincent van Gogh
- Henri de Toulouse-Lautrec
- Date Of Birth: 12 dicembre 1863
- Date Of Death: 23 gennaio 1944
- Full Name: Edvard Munch
- Nationality: Norvegese
- Notable Artworks:
- Il Grido
- Madonna
- Il Bambino Malato
- Melancolia I & II
- Place Of Birth: Adelsbruk, Svezia



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