Villa Carlotta

Informazioni rapide

  • Alternate names:
    • Villa Carlotta
    • Villa Sommariva
  • Works on APS: 4
  • Location: Tremezzina, Italia
  • Featured artists:
    • Francesco Hayez
    • Giovanni Migliara
    • Jean-Joseph-Xavier Bidauld
Villa Carlotta

La Storia e le Origini di Villa Carlotta

Le radici di Villa Carlotta affondano profondamente nel lignaggio della famiglia Clerici. Dopo aver ereditato un considerevole patrimonio familiare, Anton Giorgio Clerici ne supervisionò il completamento nel 1745, un periodo che consacrò il sito come una presenza di spicco sulle rive del Lago di Como, a Tremezzo, in Italia. La proprietà rimase nelle mani della famiglia fino al 1801, quando Claudia Caterina Clerici vendette la tenuta a Giovanni Battista Sommariva. Sommariva fu un uomo dal notevole ascendente sociale, capace di elevarsi dalla posizione di apprendista barbiere fino a ricoprire ruoli di potere all'interno del governo di Napoleone Bonaparte.

Il possesso della villa conobbe un nuovo mutamento nel 1843, quando la principessa Marianna, moglie del principe Alberto di Prussia, acquistò la proprietà per 780.000 lire. Questa epoca inaugurò un nuovo capitolo per la dimora, che col tempo avrebbe assunto il suo attuale nome. Il nome Villa Carlotta fu infatti conferito alla residenza dopo che la casa fu donata alla principessa Carlotta come regalo di nozze. Il passaggio attraverso queste diverse mani — dalla famiglia Clerici ai Sommariva e, infine, alla nobiltà prussiana — ha lasciato una storia stratificata e ricca tra le mura della villa.

L'Architettura e il Grande Progetto

Le origini della villa risalgono al XVII secolo, su commissione del Marchese Giorgio Clerici. Edificato seguendo l'elegante stile Barocco, l'edificio possiede una storia strutturale che rimane in parte velata, poiché l'identità del suo architetto originale è sconosciuta. La residenza fu completata nel 1745, sancendo una presenza sulle sponde del Lago di Como che si sarebbe evoluta attraverso i secoli.

All'inizio del XIX secolo, Giovanni Battista Sommariva introdusse delle modifiche per allineare la struttura ai gusti mutevoli dell'epoca. Questi interventi miravano a integrare l'interno in modo più stretto con il paesaggio circostante. Egli aggiunse balconi pensati per catturare i panorami sul lago e installò un grande orologio sulla facciata. Questo periodo di transizione spostò il carattere della villa dalle sue radici rigorosamente barocche verso una sensibilità più contemporanea.

La proprietà si estende oltre la residenza principale per includere strutture specializzate che riflettono la vita privata dei suoi antichi abitanti. Una cappella familiare a cupola e un mausoleo sono situati vicino alla riva del lago, conferendo un senso di permanenza ai giardini. L'architettura rimane uno studio di storia stratificata, dove le linee formali del Settecento incontrano le modifiche più aperte verso l'esterno dell'Ottocento.

Le Collezioni di Arte e Scultura

Gli spazi interni custodiscono un’importante assemblea di sculture e dipinti che riflette i gusti raffinati degli antichi abitanti della villa. La presenza di opere di Antonio Canova e Bertel Thorvaldsen conferisce una solennità alle sale, dove il marmo e il gesso sembrano assumere una vita silenziosa e perenne. Queste figure convivono con le tele di Francesco Hayez, i cui dipinti occupano le pareti con una specifica, pacata intensità. La collezione include inoltre le opere di Giovanni Migliara, contribuendo al variegato panorama visivo degli ambienti.

Oltre alle belle arti, la villa preserva la storia personale dei suoi residenti attraverso una serie di arredi e oggetti privati. Il secondo piano si rivela particolarmente intimo, conservando i beni e i mobili della Principessa Carlotta. Questi oggetti, insieme all'archivio Belloni Zecchinelli, offrono un legame tangibile con la vita domestica e le inquietudini intellettuali del passato. L'armoniosa disposizione di questi pezzi permette di percepire un senso di continuità tra l'arte e l'architettura stessa.

Capolavori della Collezione del Museo

L'influenza di Francesco Hayez si avverte con vigore nel dipinto L'ultimo bacio di Romeo e Giulietta, un'opera risalente al 1823. Questo pezzo occupa un posto centrale all'interno della collezione, offrendo un'intensità silenziosa capace di dominare l'intera stanza. Poco distante, l'atmosfera vira verso la dimensione scultorea: il modello originale in gesso della Musa Terpsichore di Antonio Canova, risalente al 1811, possiede una chiarezza delicatissima. Anche la figura di Palmira rimane una presenza significativa, rappresentando uno dei traguardi più celebrati di Canova per quanto riguarda forma e proporzione.

Nella Sala del Marmo, la portata della collezione si espande. Qui, il fregio dedicato ad Alessandro Magno realizzato da Bertel Thorvaldsen si svela lungo tutto lo spazio. Il peso della pietra trova un equilibrio nella grazia del marmo di Adamo Tadolini in Eros e Psiche, scolpito seguendo un modello di Canova. Queste opere convivono in un dialogo fatto di luce e ombra, invitando a un'osservazione lenta e costante delle loro superfici.

Altre opere offrono una prospettiva differente sull'epoca. L'apotecario di un chiostro di Giovanni Migliara, dipinto nel 1823, offre uno sguardo su un mondo più strutturato e silenzioso. La collezione è composta da questi momenti distinti, ognuno dei quali rivendica il proprio spazio sacro tra le sale della villa.

I Giardini Botanici e il Parco

Le venti acri di parco che circondano la villa offrono una transizione silenziosa dall'architettura al paesaggio naturale del Lago di Como. Questo giardino botanico si estende su circa otto ettari, organizzati in ambienti distinti che riflettono diverse tradizioni orticole. Si incontrano le linee strutturate degli stili italiano e francese, che convivono con le composizioni più rilassate del giardino all'inglese. Questi spazi coesistono con sezioni giapponesi e tropicali, creando una collezione diversificata di flora che muta con il passare delle stagioni.

Il terreno si eleva partendo dall'acqua, presentando terrazze formali che degradano dolcemente verso il lago. All'interno di questi pendii, una valle di felci offre un rifugio ombroso, mentre un giardino roccioso dona una trama differente al paesaggio. La valle delle azalee e dei rododendri rappresenta un elemento centrale, dove la densità della fioritura crea una massa vibrante di colore durante i mesi primaverili. Nelle vicinanze, un giardino di bambù infonde un senso di quiete, contribuendo al carattere variegato e poetico di queste terre.

Quiz d'arte

Per ogni domanda è presente una sola risposta corretta.

Domanda 1:
In quale città italiana si trova Villa Carlotta?
Domanda 2:
Quale artista è noto per il dipinto 'L'apotecario di un chiostro' conservato nella collezione del museo?
Domanda 3:
Chi era il banchiere e politico che acquistò la proprietà nel 1801?
Domanda 4:
L'opera di quale scultore include il modello in gesso della 'Musa Terpsicora'?
Domanda 5:
Che tipo di giardino è descritto come stile inglese il parco di Villa Carlotta?

Elenco delle opere d'arte di Villa Carlotta

Nessuna opera trovata.