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CONSULENZA D'ARTE GRATUITA

Raffaello Sernesi

1838 - 1866

Brevi note biografiche

  • Nationality: Italia
  • Born: 1838, Firenze, Italia
  • Top-ranked work: Haystacks in Castiglioncello
  • Art period: XIX Secolo
  • Copyright status: Public domain
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  • Top 3 works:
    • Haystacks in Castiglioncello
    • Romito Peak seen from Castiglioncello
  • Works on APS: 2
  • Museums on APS:
    • Musée des impressionnismes Giverny
    • Musée des impressionnismes Giverny
    • Musée des impressionnismes Giverny
    • Musée des impressionnismes Giverny
    • Musée des impressionnismes Giverny
  • Died: 1866
  • Lifespan: 28 years

Quiz d'arte

Per ogni domanda è presente una sola risposta corretta.

Domanda 1:
Qual è stato il movimento artistico con cui Raffaello Sernesi era associato?
Domanda 2:
Dove è nato Raffaello Sernesi?
Domanda 3:
Raffaello Sernesi studiò sotto la guida di quale artista importante all'Accademia di Firenze?
Domanda 4:
Qual era l'attività iniziale di Raffaello Sernesi?
Domanda 7:
In quale guerra italiana Raffaello Sernesi si arruolò volontario?

Raffaello Sernesi

Raffaello Sernesi (Firenze, 29 dicembre 1838 – Bolzano, 11 agosto 1866) è stato un pittore e patriota italiano. Di numerosa e modesta famiglia artigiana, il padre è scrivano di San Frediano, studia da apprendista presso l'incisore di medaglie Angiolo Mariotti e presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze; dal 1856 frequenta i corsi del maestro Antonio Ciseri, grande estimatore di Raffaello Sazio, dove apprende le tecniche del disegno secondo i canoni accademici degli antichi maestri toscani. Nel 1859 abbandona gli studi per motivi economici (l'anno precedente era mancato il padre) e tenta di arruolarsi come volontario per combattere la Seconda guerra d'indipendenza italiana, ma viene subito richiamato a Firenze, dove fornisce sostegno economico alla madre eseguendo forme per medaglie, una delle quali dedicata a Giuseppe Garibaldi. Nel 1860 conosce Telemaco Signorini, che lo avvicina all'ambiente macchiaiolo nel ritrovo del Caffè Michelangiolo e nel 1861 aderisce alle Scuole di Piagentina (o Pergentina) e di Castiglioncello, dove con i colleghi Silvestro Lega, Giuseppe Abbati, Odoardo Borrani e lo stesso Signorini concretizza l'abbandono della formazione neoclassica per l'approccio a un'arte rivoluzionaria per i canoni del tempo, dominata dallo studio e dalla riproduzione del vero dipingendo all'aperto soggetti popolari e agresti nelle colline fiorentine, livornesi e a San Marcello Pistoiese, con la luce come unico principio che regola effetti tonali e atmosferici, i forti chiaroscuri. Nello stesso anno partecipa all'esposizione della Società Promotrice fiorentina con Settembre e all' Esposizione della Società Promotrice di Milano con Pastura in montagna. Nel 1862 espone alla Promotrice di Torino con Paese con animali, soggiorna poi a Napoli dove frequenta Filippo Palizzi e dipinge a Ischia con l’amico Stanislao Pointeau, nel 1864 è ospite con Odoardo Borrani del critico d'arte Diego Martelli a Castiglioncello, dai quali promontori riproduce Marina a Castiglioncello, Scogliera a Castiglioncello e La Punta del Romito veduta da Castiglioncello e Sull’aia, esposto nel 1865 alla Esposizione della Società Promotrice di Milano. Fervente garibaldino, nel 1866, durante la Terza Guerra d'Indipendenza, si arruola volontario nel 6º Reggimento del Corpo Volontari Italiani del colonnello Giovanni Nicotera e combatte in Trentino insieme ai colleghi Odoardo Borrani e Giuseppe Abbati. Ferito alla gamba il 16 luglio a Cimego, nel corso della battaglia di Condino e fatto prigioniero degli Austriaci. Dall'Ospedale Maggiore di Bolzano, dove era stato ricoverato, Raffaello Sernesi scrive alla sorella Olimpia, il 21 luglio 1866: «Dopo appena 3/4 d’ora di combattimento fui colpito da una palla nell’estremità della gamba sinistra e restai sul campo fino alla fine del combattimento. Gli Austriaci restati padroni del campo vennero a prendere i feriti per trasportarli negli Ospedali. Io ora mi trovo nello Spedale di Bolzano dove siamo ricolmati di cure e di gentilezze, che fanno dimenticare un poco l’esser lontano dalla sua Patria. La mia ferita non è grave, sicché non potrà aver triste conseguenza, per cui tranquillizzatevi che finita la guerra tornerò tra voi.» Muore