Domenico Induno Inserisci un
emozioni non
una galleria d'arte.
Scegli un'atmosfera e la stanza stessa risponderà: la luce si rinfresca o si scalda, l'aria cambia ritmo e solo le opere che racchiudono quella sensazione emergono dal buio. Tutto il resto recede nell'ombra.
Domenico Induno
Una vita plasmata dalle strade milanesi Domenico Induno iniziò i suoi giorni lontano dalla tela, lavorando come apprendista presso un orafo e medaglista di nome Luigi Cossa. Questa precoce formazione nella cura del dettaglio rimase impressa in lui a lungo dopo il suo ingresso all'Accademia di Brera nel 1831. Attraversò le sale dell'accademia sotto lo sguardo di Pompeo Marchesi, Luigi Sabatelli e Francesco Hayez. L'influenza di Hayez fu
particolarmente profonda, guidando la sua mano verso soggetti religiosi e storici in quegli anni formativi. L'anno 1848 portò un cambiamento al suo ritmo vitale. Insieme a suo fratello Gerolamo, lasciò lo studio per unirsi alle barricate durante i Cinque Giorni di Milano. Questo periodo di combattimenti urbani e sconvolgimenti politici lo condusse all'esilio in Ticino, in Svizzera. Soggiornò ad Astano con Angelo Trezzini, dove infine…