In breve
L'opera più famosa di Guy Head è Juno Receiving the Cestus from Venus (1771). In seguito nella lista troviamo Echo Flying from Narcissus (1795) e John Flaxman (1792). Nel nostro catalogo sono presenti 7 opere di Guy Head; questa guida seleziona le 7 più celebri, indicandone l'anno, il museo e la storia di ogni opera.
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I 4 musei che ospitano la maggior parte dei dipinti presenti in questa pagina.
| Musei | Città | Opere di Guy Head | Dipinti di questo elenco |
|---|---|---|---|
| Londra | 3 | John Flaxman, Prince Augustus Frederick, Duke of Sussex, Horatio Nelson | |
| Detroit | 1 | Echo Flying from Narcissus | |
| Londra | 1 | Rear-Admiral Sir Horatio Nelson, 1758-1805 | |
| Edimburgo | 1 | Iris |
Decennio dopo decennio: l'opera più celebre di ogni Guy Head
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Guy Head: risposte rapide sulle opere d'arte
Qual è il dipinto più famoso di Guy Head?Vedi la risposta
In cima alla lista c'è Juno Receiving the Cestus from Venus (1771). Subito dopo: Echo Flying from Narcissus (1795) e John Flaxman (1792).
Che età aveva Guy Head quando ha creato Juno Receiving the Cestus from Venus?Vedi la risposta
11 anni. Guy Head è nato/a nel 1760 e Juno Receiving the Cestus from Venus risale al 1771.
Quante opere di Guy Head sono presenti nel vostro catalogo?Vedi la risposta
Nel nostro catalogo sono presenti 7 opere di Guy Head, datate dal 1771 al 1800.
In quali musei è possibile ammirare le opere celebri di Guy Head?Vedi la risposta
Ne troverai la maggior parte in National Portrait Gallery (Londra), Detroit Institute of Arts (Detroit) e Museo Nazionale Marittimo (Londra). L'elenco dei musei sopra riportato contiene il dettaglio completo.
In quale periodo Guy Head ha realizzato le sue opere più famose?Vedi la risposta
In 1790s, più di in qualsiasi altro momento: 4 delle 7 opere in questa pagina risalgono a quel periodo, tra cui Echo Flying from Narcissus.
Quali sono le prime e le ultime opere famose di Guy Head?Vedi la risposta
L'opera più antica qui presente risale al Juno Receiving the Cestus from Venus (1771); la più recente è del Rear-Admiral Sir Horatio Nelson, 1758-1805 (1800).
Quali famose opere di Guy Head si trovano al National Portrait Gallery?Vedi la risposta
Su questa pagina puoi vedere 3 delle opere presso il National Portrait Gallery, Londra, tra cui John Flaxman, Prince Augustus Frederick, Duke of Sussex e Horatio Nelson.
Dove posso ordinare una riproduzione di Guy Head?Vedi la risposta
Sì. Ogni dipinto in questa pagina è disponibile come riproduzione a olio dipinta a mano o come stampa, nelle dimensioni più adatte alle tue esigenze. Ti basta aprire la pagina del dipinto per procedere con l'ordine.
La storia di Guy Head
Il figlio di un imbianchino
La stirpe di Guy Head ha inizio a Carlisle, dove il figlio di un imbianchino entra in contatto per la prima volta con gli strumenti del mestiere. Tuttavia, il suo destino non è quello di un semplice lavoratore delle pareti. Sotto la guida del Capitano John Bernard Gilpin, il ragazzo apprende la disciplina del disegno. Questa solida base tecnica lo conduce fino alla Royal Academy, un passo che colloca la sua mano in evoluzione nell'orbita di Sir Joshua Reynolds. Entro il 1779, la transizione da studente a espositore è completata quando presenta un ritratto di un gentiluomo all'Accademia, seguito da un altro l'anno successivo.
L'orizzonte della sua produzione si espande durante gli anni '80 del Settecento. L'artista si muove tra le sale formali della Royal Academy e le esposizioni della Society of Artists a Spring Gardens. I suoi soggetti spaziano dal particolare al teatrale, includendo un ritratto dell'attore Henderson nei panni di Riccardo III e un paesaggio intriso della leggenda di Europa. Egli si rivela un pittore capace di spaziare sia nell'indagine dell'individuo che nella narrazione del mito.
Gli anni romani e l'arte della copia
L'influenza di un amico e il prestigio di Reynolds favoriscono la sua partenza dall'Inghilterra. Guy Head viaggia verso l'Italia, trovando dimora a Roma per diversi anni. Qui, la sua maestria tecnica trova una nuova applicazione: l'arte del copista. Egli non si limita a imitare; egli ricrea i maestri. Le sue interpretazioni di Correggio e Tiziano gli valgono importanti riconoscimenti. Ad Anversa, affronta la scala monumentale di Rubens, producendo grandi copie che troveranno infine il loro posto all'interno della Royal Academy.
Il suo periodo romano definisce la sua straordinaria versatilità. Egli riesce a bilanciare la precisione richiesta dalla ritrattistica con le esigenze decorative dei soggetti classici. Le sue mani si muovono con agilità tra il realismo di un volto contemporaneo e le forme idealizzate dell'antichità.
Un ritorno improvviso
I sussulti politici del 1798 lo costringono a tornare in Inghilterra. Guy Head rientra nella sua patria portando con sé il peso di un imponente lavoro: una vasta collezione di disegni, copie e varie altre opere destinate all'esposizione. L'ambizione di una grande mostra rimane però incompiuta. Il 16 dicembre 1800, a Londra, l'opera si interrompe bruscamente. La sua morte improvvisa lascia le sue collezioni destinate a essere disperse tramite asta nel 1805.
La sua eredità è frammentaria. Sebbene la sua reputazione svanisca poco dopo la morte, la sua iconografia persiste attraverso le mani di altri artisti. Nel 1814, le opere Eco e Iris vengono incise da J. Folo, mentre una testa di cavallo viene resa da C. Turner. Egli rimane una figura emblematica della fine del XVIII secolo, un pittore di ritratti e di temi classici la cui vita fu interrotta prima che le sue piene intenzioni potessero essere realizzate.