Ritratto di Giottino

La tua guida ai 1 dipinti più famosi di Giottino

Aggiornato Ottobre 2026 · classificato in base al nostro punteggio di popolarità (ricerche, visite e ordini per ogni opera) · 1 opere di Giottino nel nostro catalogo

In breve

L'opera più famosa di Giottino è Lamentation over the dead Christ (1360). Nel nostro catalogo sono presenti 1 opere di Giottino; questa guida seleziona le 1 più celebri, indicandone l'anno, il museo e la storia di ogni opera.

1324 – 1372, Firenze

I 10 dipinti di Giottino da conoscere assolutamente

Anno dopo anno: le opere più celebri di Giottino

Le opere di Giottino datate presenti in questa pagina risalgono tutte al 1360. Ecco le opere, in ordine di popolarità.

Opere per anno

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Giottino: risposte rapide sulle opere d'arte

Qual è il dipinto più famoso di Giottino?Vedi la risposta

In cima alla lista c'è Lamentation over the dead Christ (1360).

Che età aveva Giottino quando ha creato Lamentation over the dead Christ?Vedi la risposta

36 anni. Giottino è nato/a nel 1324 e Lamentation over the dead Christ risale al 1360.

Quante opere di Giottino sono presenti nel vostro catalogo?Vedi la risposta

Nel nostro catalogo sono presenti 1 opere di Giottino.

Dove posso ordinare una riproduzione di Giottino?Vedi la risposta

Sì. Ogni dipinto in questa pagina è disponibile come riproduzione a olio dipinta a mano o come stampa, nelle dimensioni più adatte alle tue esigenze. Ti basta aprire la pagina del dipinto per procedere con l'ordine.

La storia di Giottino

L'Ombra della Scuola Fiorentina

Per comprendere Giottino, è necessario guardare oltre il soprannome piccolo Giotto e scorgere un pittore che funse da anello di congiunzione vitale nella tradizione fiorentina del XIV secolo. Nato intorno al 1324, Maso di Stefano — meglio conosciuto con il suo titolo diminutivo — non si limitò a imitare i suoi predecessori. Egli operò all'interno di una specifica stirpe di naturalismo stabilita da suo padre, Maestro Stefano Fiorentino. Questo artista anziano, soprannominato l'Scimmia della Natura per il suo impegno verso il realismo, fornì le fondamenta tecniche che permisero a Giotto e al suo figlio di allontanarsi dalle rigide forme bizantine.

Il nome Giottino suggerisce un'esistenza derivativa, eppure la sua opera dimostra una distinta padronanza del peso umano e della gravità emotiva. Egli studiò le opere rivoluzionarie di Giotto di Bondone con intenso focus, assorbendo le lezioni sul volume e sulla chiarezza narrativa. Questa non era mera imitazione; era una continuazione intenzionale di una rivoluzione stilistica. Il suo approccio si basava su una sottile fusione di realismo ed emozione espressiva, evitando i tropi eccessivamente stilizzati dell'era precedente.

Esecuzione Tecnica e Profondità Narrativa

La maestria tecnica di Giottino è più evidente nell'uso della tempera su legno, un medium che manipolò per raggiungere una specifica luminosità. La sua capacità di stratificare i colori permetteva un senso di profondità che conferiva alle sue figure una presenza umana e palpabile. In opere come la Pietà di San Remigio, creata intorno al 1365, l'artista cattura un dolore fisico e pesante. La Vergine Maria che accoglie il Cristo senza vita è resa con un focus sul peso del corpo e sulla consistenza delle vesti, conducendo lo spettatore verso un incontro diretto con il dolore piuttosto che verso una distante osservazione di un'icona religiosa.

Il suo raggio d'azione si estese oltre i piccoli pannelli fino a grandi cicli narrativi. Gli affreschi nella cappella di San Silvestro, all'interno della Basilica di Santa Croce a Firenze, forniscono la prova della sua capacità di narrazione complessa. Questi dipinti, che raffigurano i miracoli di Papa Silvestro come registrati nella Legenda Aurea, utilizzano una grazia ritmica e una tavolozza controllata. Egli usava la luce non per decorare, ma per definire la forma e guidare l'occhio attraverso lo svolgersi del dramma religioso.

Una Traccia Artistica Tangibile

Le prove sopravvissute della carriera di Giottino indicano un artista profondamente radicato nel panorama religioso fiorentino. La sua produzione include una varietà di formati, dai pannelli devozionali agli elementi architettonici:

  • Affreschi: I cicli narrativi nella cappella di San Silvestro, Santa Croce, Firenze.
  • Tempera su Legno: La Pietà di San Remigio, attualmente conservata nella Galleria degli Uffizi.
  • Scultura e Architettura: Una statua di marmo situata sul campanile fiorentino e varie opere attribuite alla sua mano nella scuola fiorentina.
  • Pannelli Devozionali: Opere come l'Apparizione della Vergine a San Bernardo.

Sebbene alcuni storici discutano i confini esatti del suo apprendistato, la presenza delle sue opere nella Galleria degli Uffizi conferma il suo prestigio tra i maestri del XIV secolo. Egli rimane una figura di studio perché rappresenta la trasmissione riuscita del naturalismo di Giotto in una nuova generazione di pittori fiorentini.