Formato carta

Guida alle opere degli studenti

City-II

Nome Classe Data

Zarina Hashmi, City-II (2003), Devi Art Foundation. Riproduzione a scopo illustrativo; tutti i diritti sono riservati dal titolare dei diritti.

Dettagli dell'opera

Artista
Zarina Hashmi artsdot.com/it/artists/zarina-hashmi_it/
Date dell'artista
1937 – 2020
Pittura
2003
Tecnica e materiali
Drawing
Dimensioni originali
45 x 39 cm
Movimento
Minimalism Stripping a work back to the fewest possible elements, so nothing is there for decoration.
Epoca
Contemporary
Sede della mostra
Devi Art Foundation artsdot.com/it/museums/devi-art-foundation-gurugram_it/
Artistic style
Minimalism
Subject or theme
Urban environment and transportation

Nel contesto

City-II — Zarina Hashmi

Quali sono le dimensioni?

Le dimensioni originali sono 45 × 39 cm (altezza × larghezza), qui rappresentate accanto a un adulto di statura media.

Data di realizzazione

  1. 1930
  2. 1940
  3. 1950
  4. 1960
  5. 1970
  6. 1980
  7. 1990
  8. 2000
  9. 2010
  10. 2020

Shaded: la vita di Zarina Hashmi (1937–2020) ▲ quest'opera, 2003

Opere simili

Scegli un'opera tra quelle sopra elencate: indica due elementi in comune con quest'ultima e una differenza.

Altre opere da affiancare a questa: artsdot.com/it/art/similar/zarina-hashmi-city-ii-D5DEP5-en/

Palette colori

Rilevato dall'immagine

    Colore principale

    Putty #f5dcbd

    Tavolozza salvata

    • #F5DCBD
    • #1D1A16
    • #B6A489
    • #675D4C
    Palette
    Neutrals La gamma cromatica dominante nell'immagine.
    Colore principale
    Putty
    Intensità
    Balanced La saturazione e la varietà dei colori, da una singola tonalità tenue a molteplici sfumature vivaci.
    Contrasto
    Statement Quanto i colori differiscano in luminosità e saturazione nell'intera opera.
    Armonia
    Unified Palette L'armonia cromatica, dall'accostamento contrastante all'unione completa.
    Luminosità
    Brilliant Il grado di luminosità o di oscurità complessiva dell'immagine, dalle ombre profonde ai punti di massima luce.
    Saturazione
    Subtle Color Quanto siano puri e intensi i colori, dal quasi grigio al pienamente vivido.

    Informazioni sull'opera

    City-II — Zarina Hashmi

    A Cartography of Memory: Exploring Zarina Hashmi’s City-II

    In the quiet, profound lines of City-II, we encounter more than just a depiction of an urban landscape; we enter the delicate psyche of one of the most poignant voices in contemporary printmaking. Created in 2003 by the late Indian-American master Zarina Hashmi, this black and white drawing serves as a window into a world where architecture and emotion intersect. The piece presents a meticulously detailed cityscape, where a central body of water acts as a mirror to the surrounding structures, creating a sense of both enclosure and openness. Through her masterful use of line, Hashmi captures the rhythmic pulse of urban life—the movement of cars along winding roads, the distant presence of a train, and the subtle, fleeting traces of human activity that animate the concrete expanse.

    The technique employed in City-II is a testament to Hashmi’s minimalist prowess. Eschewing the distraction of color, she relies entirely on the interplay of light, shadow, and intricate linework to build depth and atmosphere. This monochromatic approach strips the scene down to its essential geometry, echoing the artist's lifelong fascination with borders and boundaries. Each stroke feels intentional, contributing to a structural complexity that invites the viewer to wander through the streets of the drawing as if navigating a map of one’s own memories. The precision of her hand evokes the clarity of a blueprint, yet there is an undeniable softness in the way the water reflects the sky, suggesting that even within the rigid structures of a city, there is room for fluidity and reflection.

    To understand City-II, one must look toward the historical and personal context of Zarina Hashmi’s life. As an artist whose work was deeply informed by her experiences with displacement and the concept of "home" as a shifting, often lost territory, this cityscape takes on a symbolic weight. The roads and waterways can be viewed as conduits of journey and transition—themes that defined her career. The city is not merely a collection of buildings, but a vessel for identity, a place where the traces of those who pass through become part of the permanent landscape. For the collector or interior designer, this piece offers a sophisticated intellectual depth; it is a conversation starter that brings a sense of contemplative stillness and structural elegance to any curated space.

    For those seeking to integrate fine art into a modern interior, City-II provides a timeless aesthetic appeal. Its monochromatic palette allows it to harmonize seamlessly with diverse decor styles, from minimalist contemporary to classic academic settings. The artwork does not demand attention through loudness, but rather commands respect through its quiet intensity and the way it invites long, meditative gazes. Owning a reproduction of this work is an opportunity to possess a fragment of a profound legacy—a piece that celebrates the beauty of the structured world while whispering the haunting, beautiful stories of the human journey.

    Artista e museo

    Artista

    Zarina Hashmi

    Nato a Aligarh, India

    primi anni e carriera

    zarina hashmi, artista e incisora indo-americana, nacque il 16 luglio 1937. L'opera della sua vita sarebbe stata profondamente segnata dai temi della casa, dello spostamento, dei confini, del viaggio e della memoria, riflettendo fedelmente le sue personali esperienze di persona sradicata.

    stile artistico e temi

    Legata al movimento minimalista, l'opera di zarina hashmi utilizza forme astratte e geometriche per evocare una reazione spirituale nello spettatore. La sua arte narra con struggente intensità la propria esistenza, intrecciando temi ricorrenti come il focolare, il luogo, i confini e il ricordo.

    minimalismo: l'opera di zarina tende verso il minimalismo, venendo però mitigata dalla sua texture e materialità.

    spostamento e memoria: la sua arte riflette le proprie esperienze di persona sradicata, esplorando concetti di casa, luogo, confini e memoria.

    iscrizioni in urdu: l'uso di iscrizioni in urdu nelle sue opere richiama la sua lingua madre, denotando una 'traduzione' vitale tra espressione artistica e linguistica.

    opere e mostre note

    home is a foreign place, 1999 (un portfolio di 36 xilografie chine collé con testo in urdu stampato su carta e montato su carta, the metropolitan museum of art, acquisto, dono della collezione George Economou), rappresenta un esempio magistrale del lavoro di zarina. Quest'opera, insieme ad altre, è consultabile nella sezione opere di zarina hashmi su AllPaintingsStore.com.

    eredità e memoria

    La scomparsa di zarina hashmi, avvenuta il 25 aprile 2020, ha segnato la perdita di una figura culturale di enorme rilievo. La sua storia di vita, così come riflessa nella sua arte, continua a suscitare una profonda reazione spirituale in chi la osserva, garantendo l'eterna durata della sua eredità. scopri le opere di zarina hashmi su AllPaintingsStore.com leggi di più su zarina hashmi su wikipedia

    Museo

    Devi Art Foundation

    In mostra presso Gurugram, India

    Un Santuario della Visione Sudasiatica: La Devi Art Foundation

    Nel cuore pulsante di Gurugram, dove il progresso industriale incontra il ritmo frenetico dell'India moderna, sorge un profondo santuario per l'anima: la Devi Art Foundation. Più che un semplice deposito di oggetti, questa istituzione funge da faro luminoso per l'evoluzione del panorama artistico del Sud Asia. Fondata attraverso la passione visionaria di Anupam e Lekha Poddar, la fondazione è nata da un desiderio profondo di elevare la visibilità dell'espressione creativa all'interno del subcontinente. Essa si erge come una testimonianza del potere del mecenatismo privato, trasformando una devozione personale per l'arte in un palcoscenico pubblico dove le diverse voci di una regione possono convergere, scontrarsi e fondersi in una narrazione culturale condivisa.

    La collezione stessa è un'entità vasta e pulsante, che vanta oltre 7.000 opere capaci di attraversare i delicati confini tra l'antico e l'avanguardia. Vagare tra le sue sale significa intraprendere un viaggio temporale; ci si può ritrovare incantati dalla precisione intricata di una miniatura Pahari, come l’opera di Nainsukh

    “Durga affronta il demone bufalo Mahisha,”

    dove influenze moghul e persiane danzano sulla superficie per raccontare la grandezza della mitologia indù. Eppure, questa riverenza per la tradizione è perfettamente giustapposta all'energia grezza della scultura contemporanea e dell'arte tribale che celebra il ricco e multifaccettato patrimonio dell'India. La collezione trae forza da questa tensione, offrendo opere sperimentali che spingono i limiti del mezzo e del significato, sfidando ogni nozione preconcetta su ciò che l'arte sudasiatica possa essere.

    Armonia Architettonica e Spirito di Innovazione

    La presenza fisica della Devi Art Foundation è un'opera d'arte tanto quanto i tesori che custodisce. Progettata dall'architetto Aniket Bhagwat, la struttura del museo è una lezione magistrale di dialogo tra materiali. Fondendo la texture ruvida e invecchiata dell'acciaio Corten con il calore organico dei mattoni fatti a mano, l'architettura riflette una deliberata venerazione sia per l'innovazione industriale che per l'artigianato artistico. Questo matrimonio intenzionale di materiali rispecchia la dualità della collezione stessa: l'intersezione tra il momento moderno e il peso duraturo della storia. Gli spazi ampi e inondati di luce sono curati con attenzione per dare priorità al coinvolgimento del visitatore, creando un ambiente immersivo in cui il confine tra osservatore e osservato inizia a dissolversi.

    Ciò che distingue veramente la Devi Art Foundation è il suo spirito pionieristico come primo museo privato in India dedicato specificamente all'arte contemporanea. Questa unica autonomia concede ai curatori la libertà di perseguire una programmazione ambiziosa e senza vincoli che trascende i limiti commerciali. Mostre memorabili, come la rivoluzionaria

    “Still Moving Image,”

    hanno messo in luce il potenziale cinematografico del video e della fotografia attraverso gli occhi di venticinque artisti indiani, favorendo un vibrante scambio intellettuale. Attraverso iniziative come i Khoj Studios, la fondazione colma attivamente il divario tra la produzione artistica e il discorso pubblico, assicurando che l'arte non sia mai rinchiusa tra mura istituzionali, ma rimanga una presenza attiva e dibattuta nella vita della comunità.

    Per il collezionista in cerca di profondità o per l'interior designer alla ricerca di ispirazione, la Devi Art Foundation offre una lezione profonda di curatela e atmosfera. È un luogo dove la storia non viene solo ricordata ma reinventata, e dove ogni angolo invita a un nuovo modo di vedere. Promuovendo una cultura di impegno critico e celebrando le storie condivise del subcontinente indiano, la fondazione continua a ispirare una nuova generazione di pensatori, assicurando che il battito della creatività sudasiatica risuoni più forte e vibrante che mai.

    Dove approfondire

    Scoprilo online

    Codice QR che rimanda alla pagina di download per City-II

    artsdot.com/it/art/download/zarina-hashmi-city-ii-D5DEP5-en/

    Citazione dell'opera

    MLA
    Hashmi, Zarina. City-II. 2003, Devi Art Foundation. https://artsdot.com/it/art/zarina-hashmi-city-ii-D5DEP5-en/
    APA
    Hashmi, Zarina (2003). City-II [Painting]. Devi Art Foundation. https://artsdot.com/it/art/zarina-hashmi-city-ii-D5DEP5-en/
    Chicago
    Zarina Hashmi. City-II. 2003. Devi Art Foundation. https://artsdot.com/it/art/zarina-hashmi-city-ii-D5DEP5-en/
    Harvard
    Hashmi, Zarina (2003) City-II. Devi Art Foundation. Available at: https://artsdot.com/it/art/zarina-hashmi-city-ii-D5DEP5-en/

    Guarda da vicino

    City-II — Zarina Hashmi

    Guarda da vicino

    Rispondi con parole tue. Non esistono risposte errate — solo risposte che puoi spiegare.

    1. Cosa ti colpisce per primo, e perché?
    2. Quali colori o forme creano l'atmosfera — e di che atmosfera si tratta?
    3. Il nostro catalogo classifica quest'opera sotto: cityscape, buildings, water. Sei d'accordo? Cosa aggiungeresti o toglieresti?
    4. Rivedi Home Is a Foreign Place (1999), precedentemente citato in questa guida. Indica due elementi che condivide con quest'opera e uno che la differenzia.
    5. Minimalism: Stripping a work back to the fewest possible elements, so nothing is there for decoration. Dove si può osservare questo elemento in quest'opera?

    La tua risposta

    Scrivi un breve paragrafo su quest'opera. Utilizza i fatti riportati nelle parti precedenti di questa guida e le tue risposte fornite sopra.