Artista
Nato a Shimla, India
Le origini e i primi passi artistici
Nato a Shimla, in India, Avinash Chandra trascorse la sua infanzia tra Shimla e Delhi. La sua famiglia, inizialmente, aveva pianificato per lui un percorso di studi in ingegneria; per questo motivo, durante i primi sei mesi di iscrizione alla Delhi Polytechnic Art School, i suoi familiari rimasero del tutto ignari della sua dedizione all'arte. Il suo talento, tuttavia, non poté essere ignorato: nel 1951 si laureò con il massimo dei voti in Belle Arti, per poi entrare a far parte del corpo docente, dove ebbe il privilegio di insegnare ad artisti del calibro di Paramjit Singh, Arpita Singh e Gopi Gajwani.
Il riconoscimento del suo genio arrivò presto: nel 1954, Chandra si aggiudicò il primo premio alla First National Art Exhibition of Art di Nuova Delhi, ottenendo successivamente la prestigiosa medaglia d'oro Prix Européen nel 1962. Un punto di svolta fondamentale nella sua vita avvenne nel 1956, quando si trasferì a Golders Green, Londra, insieme alla sua prima moglie, l'artista Prem Lata Chandra, che era stata vincitrice di una borsa di studio per studiare presso la Central School of Art.
Mostre ed eredità artistica
L'opera di Chandra ha attraversato il tempo, diventando protagonista di numerose mostre e documentari, tra cui un celebre filmato di BBC Monitor presentato da W.G. Archer e un documentario della BBC del 2018 intitolato Whoever Heard of a Black Artist?. La sua traiettoria espositiva è stata ricca di momenti significativi, dalle mostre personali presso la Hamilton Galleries di Londra nel 1965 alla mostra alla Horizon Gallery di Londra nel 1987. La sua importanza nel panorama culturale è confermata anche dalla sua partecipazione alla mostra The Other Story: Afro-Asian artists in post-war Britain presso la Hayward Gallery nel 1989.
La sua produzione artistica si è estesa anche alla grande scala, con splendidi murales in vetro realizzati per la Anglo-Dutch Cigar Company a Finchley e per la Pilkington Brothers Glass company a St Helens, nel Merseyside. Oggi, le sue opere sono custodite in diverse collezioni prestigiose, tra cui:
Museo
In mostra presso United Kingdom
La storia di 2 Willow Road
2 Willow Road è una schiera di tre case situate a Hampstead, Londra. Progettato dall'architetto Ernő Goldfinger, l'edificio fu completato nell'estate del 1939. Il progetto emerse da un periodo di profondo dibattito riguardante l'introduzione del modernismo nel quartiere. Sebbene le proposte iniziali per un complesso di monolocati fossero state respinte dal London County Council nel 1936, i piani rivisti per queste tre residenze unifamiliari furono infine realizzati.
La casa ha servito come dimora privata per molte decadi. Ernő Goldfinger visse tra queste mura insieme alla moglie Ursula e ai loro figli fino alla sua morte, avvenuta nel settembre del 1987. La residenza è rimasta parte integrante della vita familiare per gran parte del XX secolo, mantenendo il suo carattere originale e la sua funzione di spazio domestico.
La proprietà è stata infine affidata al National Trust da Peter Brooke. Dal 1995, il National Trust gestisce la casa, preservando l'ambiente unico creato dal suo architetto. Essa rimane un esempio significativo del movimento modernista domestico nel Regno Unito.
Architettura e design modernista
La struttura è composta da un telaio in cemento armato rivestito in mattoni rossi, un design nato da un periodo di intense discussioni sul carattere del quartiere. Completata nel 1939, la casa fu uno dei primi edifici modernisti ad essere acquisiti dal National Trust. Il suo status di edificio classificato Grade II* riflette l'importanza della sua forma e la precisione della sua esecuzione. All'interno, la logica spaziale è definita da una parete divisoria centrale progettata per aprirsi a fisarmonica, permettendo allo spazio abitativo di espandersi o contrarsi secondo le necessità del momento.
L'interno funziona come un Gesamtkunstwerk in miniatura, dove l'architettura, i mobili su misura e le finiture sono concepiti come un ambiente unico e unitario. Ogni dettaglio, dalle proporzioni funzionali delle armadiature a incasso agli elementi strutturali, riflette un impegno verso un modernismo razionale. Un elemento degno di nota è la scala a chiocciola, progettata dall'ingegnere Ove Arup, che contribuisce all'interiorità fluida e intenzionale della casa.
Collezione d'arte e centro sociale
L'interno della casa funge da testimonianza di un momento specifico della vita culturale britannica. Durante il periodo della metà del secolo, la residenza agì come un fulcro sociale per i circoli artistici e progressisti di Hampstead. Questi incontri riunivano una comunità di pensatori e creatori all'interno della sfera domestica. L'atmosfera della casa fu plasmata dalla presenza di queste figure, rendendo lo spazio un partecipante attivo nella vita intellettuale del quartiere.
La collezione d'arte conservata qui riflette il gusto personale e le amicizie dei Goldfinger. Le opere presenti nelle stanze non sono semplici decorazioni, ma sono integrate nell'ambiente vissuto. La collezione include pezzi di Barbara Hepworth, Henry Moore, Max Ernst, Marcel Duchamp e Bridget Riley. Queste presenze abitano lo spazio insieme ai mobili su misura e ai dettagli architettonici, creando un ambiente coeso in cui l'arte e la vita quotidiana sono indissolubili.