Carta

Guida alle opere degli studenti

Object for the Television

Nome Classe Data

Phyllida Barlow, Object for the Television (1994), Tate Modern. Riproduzione a scopo illustrativo; tutti i diritti sono riservati dal titolare dei diritti. Osserva questa tela sotto una luce in movimento: il disegno, il colore autentico sotto la vernice, la purezza del pigmento

Scheda tecnica

Artista
Phyllida Barlow artsdot.com/it/artists/phyllida-barlow_it/
Date dell'artista
1944 – 2023
Dipinto
1994
Movimento
Post Minimalism
In corso presso
Tate Modern artsdot.com/it/museums/tate-modern-london_it/

Nel contesto

Object for the Television — Phyllida Barlow

Quando è stata dipinta questa opera?

  1. 1940
  2. 1950
  3. 1960
  4. 1970
  5. 1980
  6. 1990
  7. 2000
  8. 2010
  9. 2020

Riga superiore: gli anni. Riga inferiore: l'età dell'artista all'inizio e alla fine di ogni periodo — 0 alla nascita, 79 al momento del decesso.

Dipinto all'età di 50 anni. L'artista è vissuto fino a 79. 0 delle 2 opere datate di questo artista nel nostro catalogo sono precedenti.

Shaded: la vita di Phyllida Barlow (1944–2023) ▲ quest'opera, 1994 ogni dipinto datato, decennio dopo decennio

Confronta con

Scegli un'opera tra quelle sopra elencate: indica due elementi in comune con quest'ultima e una differenza.

Altre opere da affiancare a questa: artsdot.com/it/art/similar/phyllida-barlow-object-for-the-television-D5KP3W-en/

Colori

Misurato dall'immagine

    Colore principale

    Putty #cccaac

    Tavolozza catalogata

    • #CCCAAC
    • #2B1615
    • #887A5D
    • #563C2F

    Questi colori all'interno dell'intera tavolozza dell'artista Scopri altri dipinti per colore

    Palette
    Earthy La gamma cromatica dominante nell'immagine.
    Nome colore principale
    Putty
    Intensità
    Monochromatic Il grado di saturazione e la varietà dei colori, da una singola tonalità tenue a molteplici sfumature vivaci.
    Contrasto
    Statement Il grado di variazione di luminosità e saturazione dei colori nell'intera opera.
    Armonia
    Discordant Palette L'armonia cromatica, dall'accostamento contrastante all'unione completa.
    Luminosità
    Shadow Il grado di luminosità o di oscurità complessiva dell'immagine, dalle ombre profonde ai punti di massima luce.
    Saturazione
    Subtle Color Quanto siano puri e intensi i colori, dal quasi grigio al pienamente vivido.

    Artista e museo

    Artista

    Phyllida Barlow

    Nato a Newcastle upon Tyne, Regno Unito

    Phyllida Barlow: Una Presenza Colossale nella Scultura

    Phyllida Barlow (1944-2023), un’artista visiva britannica, ha tracciato una strada straordinaria nel mondo della scultura e dell'arte installazionale, lasciando in eredità un patrimonio di opere monumentali, giocose e profondamente coinvolgenti. Nata a Newcastle upon Tyne e cresciuta immersa nel paesaggio post-bellico di Londra, il suo percorso artistico è stato plasmato da esperienze personali – inclusi ricordi d'infanzia dei danni bellici – e da un profondo impegno per le pratiche artistiche in evoluzione. La carriera di Barlow si è estesa per oltre sessant’anni, segnata da una costante esplorazione della materialità, della scala e del rapporto tra l'opera d'arte e il suo ambiente. Non si trattava semplicemente di creare oggetti; stava costruendo esperienze immersive che sfidavano i visitatori a riconsiderare le loro percezioni di spazio, forma e significato.

    Primi Anni e Formazione Artistica

    Lo sviluppo artistico di Phyllida Barlow è iniziato alla Chelsea College of Art nel 1960, dove ha studiato sotto la guida di George Fullard, una figura chiave che le ha instillato la convinzione che l'atto stesso di creare fosse un’avventura. Questa influenza precoce ha incoraggiato un approccio giocoso alla scultura, rifiutando le concezioni tradizionali e abbracciando l'esperimento con materiali non convenzionali. Ha continuato i suoi studi alla Slade School of Fine Art dal 1963 al 1966, affinando ulteriormente le sue competenze e sviluppando il suo stile distintivo. Il suo matrimonio con Fabian Benedict Peake, figlio dell’acclamato autore Mervyn Peake, ha fornito un sostegno creativo, e la loro vita familiare ha favorito un ambiente artistico vivace. Il tempo di Barlow alla Slade non è stato solo dedicato alla competenza tecnica; è stato un periodo di crescita intellettuale, plasmando la sua comprensione del potenziale dell'arte per disturbare e provocare. In seguito è diventata una stimata insegnante alla Slade per oltre quarant’anni, guidando generazioni di artisti tra cui Rachel Whiteread e Ángela de la Cruz, lasciando un segno indelebile nella scena artistica britannica.

    Una Distintiva Lingua Materiale

    Ciò che ha reso unica il lavoro di Barlow è stata la sua maestria nel manipolare i materiali. Invece di affidarsi a metalli preziosi o pietre levigate, ha abbracciato un vocabolario di elementi economici e facilmente reperibili: cartone, compensato, gesso, cemento, tessuto e vernice. Questi materiali umili sono stati trasformati attraverso strati di accumulo, rimozione e giustapposizione, creando forme che sembravano sfidare la gravità e la logica. Le sculture di Barlow apparivano spesso allo stesso tempo pesanti e leggere, imponenti ma stranamente delicate. Questa scelta deliberata dei materiali non era semplicemente una decisione stilistica; era una scelta consapevole per rifiutare il monumentalismo e abbracciare le qualità intrinseche di ogni sostanza. Barlow stessa ha descritto il suo processo come “più funzionale che artistico”, evidenziando la sua attenzione all'atto fisico della creazione e all'esplorazione del potenziale dei materiali.

    Realizzazioni Chiave e Riconoscimenti

    L’influenza di Phyllida Barlow si è estesa ben oltre il mondo dell’arte britannica. Nel 2017, ha rappresentato la Gran Bretagna alla Biennale di Venezia, una prestigiosa esposizione internazionale che ha portato il suo lavoro a un pubblico globale. La sua installazione monumentale per l'evento, “The Place Where We Met”, è stata particolarmente notevole per la sua scala e la sua capacità di trasformare l'esperienza del visitatore nello spazio della galleria. Nel corso della sua carriera, Barlow ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il Premio Aachen Art nel 2012 e il riconoscimento come Royal Academician nel 2011. Il suo lavoro è stato esposto in musei e gallerie importanti di tutto il mondo, consolidando la sua posizione come una delle scultrici più importanti della sua generazione. I suoi anni successivi sono stati segnati da una continua produzione artistica e da un impegno per spingere i confini della pratica scultorea.

    Eredità e Influenza

    L’eredità di Phyllida Barlow è complessa e sfaccettata. Ha sfidato le concezioni tradizionali della scultura, allontanandosi dalle rappresentazioni convenzionali e abbracciando l'astrazione, il processo e le qualità intrinseche dei suoi materiali scelti. Il suo lavoro invita i visitatori a interagire con esso a livello fisico ed emotivo, sollecitando una riflessione su temi come lo spazio, la materialità e la natura dell’arte stessa. Il suo approccio anti-monumentale – lasciando i giunti visibili, rivelando il processo di creazione – ha richiesto ai visitatori di considerare non solo l'oggetto finito ma anche l'atto di creare. L'uscita di Barlow nel 2023 ha segnato la perdita di una voce artistica veramente unica, ma le sue sculture monumentali continueranno a ispirare e sfidare il pubblico per le generazioni a venire.

    Museo

    Tate Modern

    In mostra presso Londra, Regno Unito

    La Storia e le Origini della Tate Modern

    La presenza della Tate Modern a Londra, nel Regno Unito, affonda le sue radici nella storia industriale dello skyline di Southwark. Il sito era originariamente occupato dalla Bankside Power Station, una struttura che ha operato per tre decenni prima del suo definitivo smantellamento. I mutamenti economici, in particolare l'impennata dei prezzi del petrolio, portarono alla chiusura della centrale il 31 ottobre 1981. Per anni, l'imponente edificio è rimasto inutilizzato, un frammento silenzioso del paesaggio urbano in attesa di una nuova missione.

    La metamorfosi di questo spazio industriale in un fulcro per l'arte moderna e contemporanea ebbe inizio concretamente negli anni '90. Dopo l'annuncio dei piani per l'apertura di una nuova galleria nel 1992, il sito fu sottoposto a una profonda riconversione. La Tate Modern ha aperto ufficialmente le sue porte al pubblico l'11 maggio 2000. Questa transizione ha trasformato un luogo di produzione in uno spazio dedicato all'evoluzione dell'espressione artistica dal XX secolo in poi.

    L'Architettura della Ex Centrale Elettrica

    La metamorfosi della Bankside Power Station in uno spazio dedicato all'arte ha richiesto un equilibrio delicatissimo tra memoria industriale e funzionalità contemporanea. Progettata da Herzog & de Meuron, la struttura mantiene un dialogo costante con il proprio passato attraverso un contrasto drammatico tra il cemento brutalista e la brillantezza del vetro. Gli architetti hanno affrontato questa trasformazione con estrema sensibilità, dando vita a uno spazio pubblico moderno senza mai sminuire la maestosa presenza storica dell'edificio. Questo approccio permette alla massiccia muratura di coesistere con interventi contemporanei, come il fascio di luce che corona il tetto, che offre un contrappunto orizzontale alla verticalità della ciminiera.

    La silhouette dell'edificio è definita da specifici richiami architettonici alla sua funzione originaria. Il tetto a dente di sega è un omaggio deliberato al design originale, preservando la geometria funzionale della centrale elettrica. Dall'altra parte del Tamigi, la ciminiera della stazione si erge come un contrappunto alla cupola della Cattedrale di St. Paul. Questo legame tra lo skyline industriale e la città storica genera una tensione visiva unica. La struttura non tenta di celare le proprie origini; al contrario, utilizza le forme esistenti per incorniciare l'esperienza dell'arte che vive al suo interno.

    La Turbine Hall e la Boiler House

    La Turbine Hall rimane un potente richiamo all'eredità manifatturiera di Londra. Questo spazio cavernoso, che un tempo rappresentava il cuore industriale della centrale elettrica, funge oggi da palcoscenico dinamico per installazioni immersive. La scala monumentale della sala permette la presenza di opere imponenti che occupano il vuoto, sfidando la percezione dello spettatore attraverso una pura e schiacciante presenza fisica. È un luogo dove il volume stesso dell'architettura detta l'impatto dell'arte custodita tra le sue mura.

    In netto contrasto con l'immensità della sala, la Boiler House offre un'esperienza profondamente diversa. Dopo aver ospitato originariamente le caldaie della centrale, quest'area accoglie oggi esposizioni più intime. Il passaggio dalla scala massiccia e aperta della Turbine Hall agli ambienti più contenuti della Boiler House permette un mutamento nel modo in cui l'arte viene vissuta: se da un lato la sala impone una risposta alla vastità, dall'altro la Boiler House invita a un'osservazione più ravvicinata e silenziosa delle opere esposte.

    La Collezione Internazionale d'Arte Moderna e Contemporanea

    Il museo custodisce la collezione nazionale del Regno Unito dedicata all'arte moderna e contemporanea internazionale, con un focus privilegiato sulle opere create a partire dal 1900. Questa straordinaria assemblea mette in risalto pezzi che incarnano l'innovazione, la sperimentazione e il commento sociale. L'orizzonte della collezione si estende ben oltre la pittura e la scultura tradizionale, abbracciando la fotografia, il cinema, la performance art e i media digitali. Una tale diversità permette un esame profondo e vasto di come l'espressione artistica si sia trasformata e sia evoluta nel corso dei decenni.

    Movimenti come l'Arte Astratta, il Costruttivismo e il Modernismo australiano trovano la loro naturale collocazione tra queste mura. La collezione comprende inoltre importanti tesori dell'arte del secondo dopoguerra e diverse forme di scultura. Riunendo queste opere, l'istituzione offre una visione panoramica delle evoluzioni stilistiche che hanno plasmato l'era moderna. La presenza di questi oggetti offre un incontro diretto con i mutamenti formali che hanno caratterizzato il XX e il XXI secolo.

    Fountain, 1917 - Marcel Duchamp

    Marilyn Diptych, 1962 - Andy Warhol

    The Dancer, 1949 - Henri Matisse

    Black on Maroon, 1959 - Mark Rothko

    Capolavori della Collezione Permanente

    La presenza di determinate opere tra queste mura trasforma radicalmente la percezione di ciò che l'arte possa essere. Les Demoiselles d'Avignon di Picasso rimane un punto di partenza fondamentale, segnando una svolta radicale nel modo in cui la forma e la prospettiva vengono comprese attraverso la lente del Cubismo. Poco distante, la quieta intensità dei Color Field Paintings di Rothko invita a un senso di contemplazione e spiritualità, mentre le tele di grandi dimensioni assorbono lo spettatore nella loro profondità cromatica. Queste opere non si limitano a occupare lo spazio; lo dominano con la loro essenza.

    La collezione custodisce anche quegli oggetti che hanno sfidato la definizione stessa del mezzo artistico. La Fountain di Marcel Duchamp, del 1917, resta una presenza imprescindibile, mettendo in discussione i confini tra l'oggetto quotidiano e la fine art. Allo stesso modo, le Campbell’s Soup Cans di Warhol e il suo Marilyn Diptych del 1962 pongono lo spettatore di fronte all'intersezione tra produzione di massa e alta cultura. C'è un peso specifico in questi pezzi che esige un'attenzione assoluta.

    The Dancer, 1949 - Henri Matisse

    Lobster Telephone, 1938 - Salvador Dalí

    Black on Maroon, 1959 - Mark Rothko

    Mostre e Dialogo Artistico

    La galleria mantiene un ritmo scandito da grandi retrospettive e mostre tematiche collettive che fluiscono attraverso i suoi spazi. Queste esposizioni invitano frequentemente al dibattito su questioni sociali e politiche, trasformando la galleria in un luogo di discorso attivo e vibrante. La programmazione recente si è concentrata sull'esplorazione dell'identità e sulle complessità legate al cambiamento climatico. Attraverso installazioni site-specific, l'istituzione si confronta direttamente con queste preoccupazioni contemporanee, assicurando che l'arte rimanga indissolubilmente legata al momento presente.

    La Unilever Series porta opere di grandi dimensioni all'interno dell'interno cavernoso, alterando spesso la percezione dello spazio stesso. Una presenza memorabile è stata The Weather Project di Olafur Eliasson, che ha trasformato l'atmosfera della Turbine Hall. Tali installazioni permettono un incontro fisico con l'arte che trascende i confini tradizionali di una cornice o di un piedistallo.

    Espansione e Progetti Futuri

    L'evoluzione del sito prosegue attraverso continui progetti di espansione, concepiti per adattare l'edificio alle mutevoli esigenze del tempo. Un punto focale di questa trasformazione è la pianificata realizzazione della Southern Extension. Questo sviluppo mira a offrire ulteriori 5.000 m2 di nuovi spazi espositivi, aprendo la strada a un coinvolgimento ancora più profondo con la collezione. Il progetto, la cui stima iniziale ammontava a 215 milioni di sterline, rappresenta un passo decisivo verso una nuova dimensione museale.

    L'architettura dell'espansione aspira a trasformare il museo in un vero e proprio crocevia culturale. Attraverso la creazione di un nuovo ingresso, il progetto intende integrare la struttura in modo più armonioso nel tessuto urbano circostante. Questi cambiamenti riflettono un impegno costante nel fornire spazi in continua evoluzione per gli artisti e per il pubblico, garantendo che l'istituzione rimanga un partecipante attivo e vibrante nel futuro dell'arte.

    Per approfondire

    Disponibile online

    Codice QR che rimanda alla pagina di download per Object for the Television

    artsdot.com/it/art/download/phyllida-barlow-object-for-the-television-D5KP3W-en/

    Cita quest'opera

    MLA
    Barlow, Phyllida. Object for the Television. 1994, Tate Modern. https://artsdot.com/it/art/phyllida-barlow-object-for-the-television-D5KP3W-en/
    APA
    Barlow, Phyllida (1994). Object for the Television [Painting]. Tate Modern. https://artsdot.com/it/art/phyllida-barlow-object-for-the-television-D5KP3W-en/
    Chicago
    Phyllida Barlow. Object for the Television. 1994. Tate Modern. https://artsdot.com/it/art/phyllida-barlow-object-for-the-television-D5KP3W-en/
    Harvard
    Barlow, Phyllida (1994) Object for the Television. Tate Modern. Available at: https://artsdot.com/it/art/phyllida-barlow-object-for-the-television-D5KP3W-en/

    Un dettaglio ravvicinato

    Object for the Television — Phyllida Barlow

    Osserva da vicino

    Rispondi con parole tue. Non esistono risposte errate — solo risposte che puoi spiegare.

    1. Cosa ti colpisce per primo, e perché?
    2. Quali colori o forme creano l'atmosfera — e di che atmosfera si tratta?
    3. Rivedi Screestage, Installation view, poco prima in questa guida. Indica due elementi che condivide con quest'opera e uno che la differenzia.
    4. Phyllida Barlow aveva circa 50 anni quando quest'opera è stata realizzata. Quali elementi ne rivelano la mano di un artista in quella fase della sua carriera?
    5. Cosa potrebbe aver voluto trasmetterti l'artista?

    La tua risposta

    Scrivi un breve paragrafo su quest'opera, utilizzando le informazioni contenute nelle sezioni precedenti di questa guida e le risposte fornite in precedenza.

    Domande e risposte

    Quale armonia cromatica esprime "Object for the Television" di Phyllida Barlow?

    L'armonia cromatica di "Object for the Television" è descritta come Discordant Palette.

    In che modo lo stile e l'epoca si incontrano in "Object for the Television" di Phyllida Barlow?

    In "Object for the Television" di Phyllida Barlow, il movimento Post Minimalism incontra l'epoca Età Moderna.

    Dove posso trovare opere d'arte simili a "Object for the Television" di Phyllida Barlow?

    Le opere simili a "Object for the Television" di Phyllida Barlow sono raccolte nella pagina Opere simili dell'opera.