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Guida alle opere degli studenti

Jacket

Nome Classe Data

Martin Margiela, Jacket (1998), Kyoto Costume Institute. Riproduzione a scopo illustrativo; tutti i diritti sono riservati dal titolare dei diritti. Osserva questa tela sotto una luce in movimento: il disegno, il colore autentico sotto la vernice, il pigmento puro

Dettagli dell'opera

Artista
Martin Margiela artsdot.com/it/artists/martin-margiela_it/
Date dell'artista
1957 –
Pittura
1998
Sede della mostra
Kyoto Costume Institute artsdot.com/it/museums/kyoto-costume-institute-kyoto_it/

Nel contesto

Jacket — Martin Margiela

Data di realizzazione

  1. 1950
  2. 1960
  3. 1970
  4. 1980
  5. 1990
  6. 2000

Riga superiore: gli anni. Riga inferiore: l'età dell'artista all'inizio e alla fine di ogni periodo, calcolando lo 0 dalla nascita.

Dipinto quando l'artista aveva 41 anni. 3 delle 5 opere datate di questo artista nel nostro catalogo sono precedenti.

▲ quest'opera, 1998 ogni dipinto datato, decennio dopo decennio

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Scegli un'opera tra quelle sopra elencate: indica due elementi in comune con quest'ultima e una differenza.

Altre opere da affiancare a questa: artsdot.com/it/art/similar/martin-margiela-jacket-D4PMGT-en/

Palette colori

Rilevato dall'immagine

    Colore principale

    White #efeff1

    Tavolozza salvata

    • #EFEFF1
    • #6A5B60
    • #A79CA4
    • #948991

    Questi colori all'interno dell'intera tavolozza dell'artista Trova altri dipinti per colore

    Palette
    Neutrals La gamma cromatica dominante nell'immagine.
    Colore principale
    White
    Intensità
    Monochromatic La saturazione e la varietà dei colori, da una singola tonalità tenue a molteplici sfumature vivaci.
    Contrasto
    Gentle Quanto i colori differiscano in luminosità e saturazione nell'intera opera.
    Armonia
    Strong Color Unity L'armonia cromatica, dall'accostamento contrastante all'unione completa.
    Luminosità
    Brilliant Il grado di luminosità o di oscurità complessiva dell'immagine, dalle ombre profonde ai punti di massima luce.
    Saturazione
    Muted Quanto siano puri e intensi i colori, dal quasi grigio al pienamente vivido.

    In quale parte del mondo viene ammirato questo dipinto?

    • sotto il 1%
    • 1–3%
    • 3–8%
    • 8–20%
    • 20% e oltre
    Questo singolo dipinto presenta troppi pochi visitatori registrati per poter essere mappato, pertanto la tavola riporta ogni opera di Martin Margiela negli ultimi dodici mesi — 1 paesi in totale. L'origine di questi dati

    I dieci paesi principali

    1. 1 Germania 100,0%

    Trova i tre paesi più scuri sulla mappa. Il museo che custodisce questo dipinto si trova in uno di essi? Scrivi un motivo per cui persone lontane potrebbero ammirarlo.

    Le 3 opere più visualizzate di Martin Margiela

    1. 1 Stockman Silhouette © Stany Dederen, 1997 50,0%
    2. 2 Tabi Boot\n\nTabi Boot © Stany Dederen, 1990 50,0%
    3. — Jacket, 1998 questo dipinto 0,0%

    Insieme, queste opere hanno attirato il 100,0% di tutta l'attenzione ricevuta dai dipinti di questo artista negli ultimi dodici mesi. Il catalogo contiene 5 opere di questo artista, di cui 2 sono state visualizzate almeno una volta. Questa opera non è stata ancora visualizzata in questo periodo — chiude la lista senza una posizione in classifica. Lo stesso conteggio, mese dopo mese

    Le barre misurano l'attenzione, non la qualità. Scegli l'opera in cima e questa: indica un elemento che potrebbe rendere un dipinto celebre al di là della sua tecnica esecutiva.

    Informazioni sull'opera

    Jacket — Martin Margiela

    This collarless jacket has the narrowed front bodies and the sleeves were attached to them so as to to produce a flat composition. As the result is a completely flat structure, the narrow front has distorted the breast pocket, so that clear wrinkles are left when the jacket was pressed after sewing. Martin Margiela is highly experimentative, and a lot of his creations are produced with approaches that distinguish him from other designers, including unfinished clothes, clothes reconstructed from second-hand resources, and his vests that mimic Stockman torso. His experimental streak can clearly be seen in this jacket, too.The Spring-Summer 1998 collection that included this jacket was presented in a joint show with Rei Kawakubo, who has been constantly at the leading edge of fashion since the 1980s. Margiela freely admits that Kawakubo

    Artista e museo

    Artista

    Martin Margiela

    Nato a Gent, Belgio

    L'Architetto della Decostruzione: L'Enigmatico Eredità di Martin Margiela

    Nel pantheon dei creatori moderni, poche figure si ergono con tale maestosità o rimangono così avvolte nel mistero come Martin Margiela. Nato il 9 aprile 1957 a Gent, in Belgio, Margiela emerse non semplicemente come uno stilista, ma come un filosofo della forma e un provocatore delle arti tessili. I suoi primi anni furono definiti da una profonda fascinazione per ciò che veniva scartato e trascurato—una sensibilità che sarebbe in seguito diventata il cuore pulsante della sua estetica rivoluzionaria. Formatosi presso la prestigiosa Royal Academy of Fine Arts di Anversa, si diplomò nel 1979 come parte di una generazione di visionari che cercavano di smantellare le rigide gerarchie del lusso. I suoi incontri formativi con le opere di André Courrèges e Paco Rabanne fornirono le scintille iniziali per una carriera dedicata a sfidare la stessa definizione di ciò che costituisce bellezza e maestria artigianale.

    L'ascesa professionale di Margiela ebbe inizio nell'orbita di Jean Paul Gaultier, dove prestò servizio come assistente alla progettazione dal 1984 al 1987. Fu all'interno di questo ambiente di creatività ribelle che affinò la sua capacità di spingere i confini e abbracciare l'inaspettato. Tuttavia, fu la fondazione della Maison Margiela a Parigi nel 1988, insieme a Dirk Van Saesen, a permettere alla sua vera visione sovversiva di prendere il volo. A differenza delle opulente case di moda dell'epoca, l'atelier di Margiela divenne un santuario per l'avanguardia, caratterizzato da una deliberata cancellazione dell'identità. Rifiutando il branding tradizionale e evitando i riflettori—negando persino interviste faccia a faccia o fotografie—egli spostò l'attenzione dalla persona verso l'essenza pura e cruda del capo stesso.

    L'Arte dell'Incompiuto e la Bellezza del Decadimento

    Al centro del contributo di Margiela al mondo dell'arte risiede il concetto di decostruzione. Egli possedrebbe una capacità singolare di prendere il familiare e renderlo estraneo, utilizzando spesso tecniche che celebravano il processo di creazione piuttosto che nasconderlo. Le sue collezioni erano lezioni magistrali di upcycling e ricostruzione, dove tessuti vintage, denim e persino materiali industriali venivano reinventati in silhouette scultoree. Questa non era una mera scelta stilistica, ma un'interrogazione profonda sul consumo e sullo spreco. È celebre il suo gioco con i confini tra la forma umana e l'inanimato, creando pezzi come gilet realizzati con manichini da sarto Stockman o giacche che imitavano la struttura di manichini in filo metallico. In questo modo, decostruì l'ideale occidentale della "bambola vivente", costringendo lo spettatore a confrontarsi con la tensione tra il corpo vivo e lo stampo standardizzato.

    Le sue innovazioni tecniche erano spesso accompagnate da un profondo senso di simbolismo. Consideriamo i seguenti tratti distintivi del suo approccio trasformativo:

    Lo Stivale Tabi: Un elemento iconico della calzatura che utilizzava un design con l'alluce separato, trasformando un oggetto funzionale in una dichiarazione surrealista che metteva in dubbio le nozioni di comfort e tradizione anatomica.

    Sovversione Materica: L'uso di elementi non convenzionali, come i dischi di plastica "disco" trovati nella sua collezione Estate 2009, che reinventarono la spalla come un sito di luce e texture.

    <L'Estetica dell'Imperfezione: Un abbraccio deliberato di orli non rifiniti, cuciture a vista e strutture distorte che sfidavano il glamour levigato della haute couture mainstream.

    Un'Impronta Duratura sulla Tela Globale

    Con il progredire della sua carriera, l'influenza di Margiela si espanse ben oltre la passerella, toccando i regni della fine art e dell'identità culturale. Il suo incarico presso Hermès dal 1997 al 2003 dimostrò la sua capacità di infondere in una casa storica il suo caratteristico spirito sperimentale, provando che la decostruzione poteva coesistere con i più alti livelli di artigianato di lusso. Anche dopo essersi allontanato dalla guida della sua maison omonima nel 2008, il suo impatto rimase incalcolabile. Passò a un periodo di pura esplorazione artistica, continuando a esaminare temi come la memoria, l'oblio e il ciclo vitale degli oggetti.

    Il significato storico di Martin Margiela risiede nel suo rifiuto di partecipare al culto della celebrità, scegliendo invece di lasciare che il suo lavoro parlasse attraverso le sue trame, le sue ombre e le sue stesse cuciture. Egli ha insegnato al mondo che esiste una dignità profonda nel logoro, una narrazione nascosta nello sfilacciato e una forza duratura nel dismantellato. Oggi, la sua eredità vive in ogni designer che osa guardare uno scarto di tessuto abbandonato e vederne il potenziale per un capolavoro, assicurando che l'architetto della decostruzione rimanga una forza eterna nell'evoluzione dell'arte moderna.

    Museo

    Kyoto Costume Institute

    In mostra a Kyoto, Giappone

    Un Viaggio nella Storia della Moda Giapponese: L'Istituto per gli Abiti di Kyoto

    Nel cuore pulsante di Kyoto, una città che incanta con la sua storia millenaria e la sua profonda spiritualità, si trova un luogo unico: l’Istituto per gli Abiti di Kyoto (KCI). Questo museo non è semplicemente una collezione di vestiti; è un viaggio nel tempo, un’immersione nella cultura giapponese attraverso il linguaggio silenzioso e potente dell'abbigliamento. Fondato con l'obiettivo di preservare e celebrare la ricca eredità della moda tradizionale giapponese, il KCI offre ai visitatori un'esperienza straordinaria che va ben oltre la contemplazione di oggetti d’arte: è un’esplorazione delle tradizioni, dei valori e dell’evoluzione sociale del Giappone.

    La collezione del KCI è un tesoro inestimabile, frutto di decenni di meticolosa ricerca e acquisizione. Al centro si trovano gli abiti del periodo Heian (794-1185), un'epoca d'oro per la moda giapponese, caratterizzata da drappeggi sontuosi, tessuti pregiati come la seta e una raffinata estetica che rifletteva l’eleganza e il potere dell’aristocrazia. Questi abiti, spesso adornati con ricami elaborati e simboli portatori di significato profondo, rappresentano un'eccellenza artistica senza pari. Un altro punto culminante è la sezione dedicata ai costumi storici de “Il Racconto di Genji”, il capolavoro letterario di Murasaki Shikibu. I costumi ricostruiti con cura meticolosa non sono semplici repliche; sono interpretazioni artistiche che catturano l'essenza dei personaggi e l’atmosfera dell’epoca, offrendo uno sguardo intimo sulla vita aristocratica del XII secolo. La precisione storica e la maestria artigianale di questi costumi testimoniano un profondo rispetto per il patrimonio culturale giapponese.

    Designer Contemporanei e Tessuti Tradizionali: Un Dialogo tra Passato e Presente

    Ma il KCI non si limita a celebrare il passato. Il museo si distingue per la sua capacità di creare un dialogo vivace tra tradizione e modernità, ospitando mostre temporanee che presentano le creazioni di importanti designer giapponesi contemporanei. Queste esposizioni offrono una prospettiva affascinante su come l’eredità della moda tradizionale continua a influenzare il design moderno, dimostrando la vitalità e l’adattabilità dell'arte giapponese. La collezione di tessuti tradizionali è un altro elemento distintivo del museo: broccati in seta dai colori intensi, tessuti tinti con tecniche antiche che esaltano la bellezza naturale delle fibre, e intricati ricami che raccontano storie attraverso motivi simbolici – tutti testimonianze della maestria artigianale giapponese tramandata di generazione in generazione. Ogni tessuto è un’opera d'arte a sé stante, un frammento di storia e cultura.

    L'Architettura e il Contesto Storico: Un Riflesso dell'Armonia Giapponese

    Pur con dettagli architettonici non sempre esplicitamente descritti nelle informazioni disponibili, la posizione del KCI a Kyoto – una città rinomata per le sue case in legno machiya, i giardini sereni e il suo ricco patrimonio culturale – è intrinsecamente legata all'estetica giapponese. È plausibile che l’edificio stesso rifletta questa sensibilità, creando un connubio armonioso tra la conservazione storica e il design moderno. La storia del KCI è profondamente radicata nella preservazione dell’eredità della moda giapponese, fungendo da risorsa preziosa per ricercatori, studenti e appassionati di tutto il mondo. La città di Kyoto, con la sua lunga e gloriosa storia come capitale imperiale, offre un contesto ideale per comprendere l'importanza del KCI nel panorama culturale globale.

    Un’Esperienza Culturale Immersiva: Oltre la Collezione

    Il KCI non è solo un museo; è un centro culturale che offre un'esperienza immersiva. Le mostre sono curate con cura per coinvolgere i visitatori a diversi livelli, combinando display visivi accattivanti con narrazioni informative e approfondimenti storici. L’istituto promuove anche eventi speciali, conferenze e workshop che offrono ai visitatori l'opportunità di approfondire la loro conoscenza della moda giapponese e delle sue implicazioni culturali. La sua missione va oltre la semplice conservazione: il KCI si impegna a diffondere la consapevolezza e ad apprezzare il valore del patrimonio sartoriale giapponese, contribuendo così alla sua continua vitalità e rilevanza nel mondo contemporaneo.

    Dove approfondire

    Scoprilo online

    Codice QR che rimanda alla pagina di download per Jacket

    artsdot.com/it/art/download/martin-margiela-jacket-D4PMGT-en/

    Citazione dell'opera

    MLA
    Margiela, Martin. Jacket. 1998, Kyoto Costume Institute. https://artsdot.com/it/art/martin-margiela-jacket-D4PMGT-en/
    APA
    Margiela, Martin (1998). Jacket [Painting]. Kyoto Costume Institute. https://artsdot.com/it/art/martin-margiela-jacket-D4PMGT-en/
    Chicago
    Martin Margiela. Jacket. 1998. Kyoto Costume Institute. https://artsdot.com/it/art/martin-margiela-jacket-D4PMGT-en/
    Harvard
    Margiela, Martin (1998) Jacket. Kyoto Costume Institute. Available at: https://artsdot.com/it/art/martin-margiela-jacket-D4PMGT-en/

    Osserva da vicino

    Jacket — Martin Margiela

    Un sguardo ravvicinato

    Rispondi con parole tue. Non esistono risposte errate — solo risposte che puoi spiegare.

    1. Cosa ti colpisce per primo, e perché?
    2. Quali colori o forme creano l'atmosfera — e di che atmosfera si tratta?
    3. Rivedi Jacket (1997), citato in precedenza in questa guida. Individua due elementi che condivide con quest'opera e uno che la differenzia.
    4. Martin Margiela aveva circa 41 anni quando quest'opera è stata realizzata. Quali elementi ne rivelano la mano di un artista in quella fase della sua carriera?
    5. Cosa potrebbe aver voluto trasmetterti l'artista?

    La tua risposta

    Scrivi un breve paragrafo su quest'opera, utilizzando le informazioni contenute nelle sezioni precedenti di questa guida e le risposte fornite in precedenza.

    Domande e risposte

    In che anno è stata realizzata "Jacket"?

    "Jacket" di Martin Margiela è stata creata nel 1998.

    Qual è il colore dominante di "Jacket" di Martin Margiela?

    Il colore dominante di "Jacket" di Martin Margiela è White (#efeff1).

    Qual è la tonalità dominante di "Jacket" di Martin Margiela?

    La tonalità dominante di "Jacket" di Martin Margiela è Green to Violet Spectrum. Tale tonalità costituisce il tono di fondo della tavolozza.