Formato carta

Guida alle opere degli studenti

Self Portrait

Nome Classe Data

Lisa Thomas-Laury, Self Portrait (1984), Ibrahimi Collection. Riproduzione a scopo illustrativo; tutti i diritti sono riservati dal titolare dei diritti.

Dettagli dell'opera

Artista
Lisa Thomas-Laury artsdot.com/it/artists/lisa-thomas-laury_it/
Date dell'artista
1941 – 1992
Pittura
1984
Tecnica e materiali
Oil On Canvas
Dimensioni originali
60 x 60 cm
Movimento
Orphism
Epoca
Modern
Sede della mostra
Ibrahimi Collection artsdot.com/it/museums/ibrahimi-collection-amman_it/
Artistic style
Self-portraiture
Influences
Robert Delaunay
Notable elements
Brushing teeth
Subject or theme
Artist's self-image

Nel contesto

Self Portrait — Lisa Thomas-Laury

Quali sono le dimensioni?

Le dimensioni originali sono 60 × 60 cm (altezza × larghezza), qui rappresentate accanto a un adulto di statura media.

Data di realizzazione

  1. 1940
  2. 1950
  3. 1960
  4. 1970
  5. 1980
  6. 1990

Shaded: la vita di Lisa Thomas-Laury (1941–1992) ▲ quest'opera, 1984

Opere simili

Scegli un'opera tra quelle sopra elencate: indica due elementi in comune con quest'ultima e una differenza.

Altre opere da affiancare a questa: artsdot.com/it/art/similar/lisa-thomas-laury-self-portrait-D73G7H-en/

Palette colori

Rilevato dall'immagine

    Colore principale

    Putty #cdb9b5

    Tavolozza salvata

    • #CDB9B5
    • #1A3D40
    • #A67174
    • #555556
    Palette
    Neutrals La gamma cromatica dominante nell'immagine.
    Colore principale
    Putty
    Intensità
    Balanced La saturazione e la varietà dei colori, da una singola tonalità tenue a molteplici sfumature vivaci.
    Contrasto
    Bold Quanto i colori differiscano in luminosità e saturazione nell'intera opera.
    Armonia
    Discordant Palette L'armonia cromatica, dall'accostamento contrastante all'unione completa.
    Luminosità
    Bright Il grado di luminosità o di oscurità complessiva dell'immagine, dalle ombre profonde ai punti di massima luce.
    Saturazione
    Subtle Color Quanto siano puri e intensi i colori, dal quasi grigio al pienamente vivido.

    Informazioni sull'opera

    Self Portrait — Lisa Thomas-Laury

    A Candid Glimpse: Lisa Thomas-Laury’s “Self Portrait” (1984)

    Lisa Thomas-Laury's 1984 self-portrait, a deceptively simple yet profoundly evocative work measuring 60 x 60 cm, offers a rare and intimate window into the artist’s psyche. Executed in oil on canvas, this piece transcends mere portraiture, becoming a meditation on identity, vulnerability, and the act of self-reflection. The subject, Lisa Thomas-Laury herself, is depicted with a startling directness – brushing her teeth while engaging the viewer with an almost hesitant gaze. This seemingly mundane activity transforms into a powerful statement about honesty and the willingness to expose one’s innermost self.

    The Orphic Echoes of Robert Delaunay

    While Lisa Thomas-Laury's work stands independently, its creation in 1984 resonates with the legacy of Robert Delaunay, a pivotal figure whose influence can be subtly detected. Delaunay, born in Paris in 1885, was a pioneer of color and rhythm, developing Orphism – a movement characterized by its exploration of pure hues and dynamic compositions. Though not directly influenced by Delaunay’s specific style, Thomas-Laury's use of color and her focus on visual rhythm—evident in the careful arrangement of the canvas and the deliberate brushstrokes—echoes the spirit of this groundbreaking artistic approach. The Ibrahimi Collection, where this painting resides, speaks to a lineage of artists engaging with modernism’s core tenets.

    Technique and Materiality: A Study in Texture

    The painting's technical execution is characterized by a confident yet controlled application of oil paint. Thomas-Laury employs a layering technique, building up the image through successive glazes that create a rich depth of color and texture. The brushwork itself is deliberate – short, broken strokes contribute to a sense of immediacy and movement, particularly noticeable in the depiction of the bristles and toothpaste foam. The canvas’s surface isn't merely a backdrop; it becomes an active participant in the narrative, reflecting light and shadow with subtle variations that enhance the realism of the subject while simultaneously conveying a feeling of quiet contemplation.

    Symbolism of the Mundane

    The act of brushing one’s teeth, typically associated with routine and domesticity, is elevated to a symbolic gesture within this self-portrait. It represents a conscious effort to present oneself to the world – a deliberate act of grooming that speaks to an awareness of appearance and identity. The direct gaze of Lisa Thomas-Laury adds another layer of complexity, inviting the viewer into her private moment and challenging us to consider our own perceptions of selfhood. The red hair, a striking element within the composition, could be interpreted as a symbol of passion, vitality, or perhaps even defiance – further enriching the painting’s emotional resonance.

    Artista e museo

    Artista

    Lisa Thomas-Laury

    Nato a Berlino, Germania

    Robert Delaunay: Un pioniere del colore e del ritmo

    Robert Delaunay, nato a Parigi il 12 aprile 1885 come Robert-Victor-Felix Delaunay, fu una figura cruciale nello sviluppo delle prime fasi dell'arte moderna. La sua vita, segnata sia dall'innovazione artistica che dal dramma personale, plasmò profondamente la traiettoria di movimenti come l'Orfismo e il Cubismo. Inizialmente apprendista di un scenografo teatrale – un percorso apparentemente disparato che avrebbe poi influenzato la sua comprensione della composizione e del ritmo visivo – la formazione formale di Delaunay gli conferì un apprezzamento per l'interazione dinamica tra luce e forma tipica delle arti sceniche. Questa esperienza precoce, unita alle influenze del Neo-Impressionismo, di Cézanne e dei fiorenti circoli d'avanguardia parigini, gettò le basi per il suo stile distintivo. Il suo matrimonio con Sonia Terk nel 1910 si rivelò una partnership trasformativa; lei non fu solo sua moglie, ma anche sua collaboratrice, compagna d'arte e musa, sviluppando insieme i principi dell'Orfismo – un movimento caratterizzato dall'uso vibrante del colore, dall'astrazione geometrica e da un'enfasi nel catturare l'essenza della luce e dell'atmosfera.

    La nascita dell'Orfismo: Il colore come linguaggio

    L'evoluzione artistica di Delaunay può essere tracciata attraverso diversi periodi chiave. Le opere primordiali come “Saint-Séverin” (1913) dimostrano il suo primo impegno con le tecniche neo-impressioniste, utilizzando piccoli punti di colore per costruire valori tonali e creare un effetto scintillante. Tuttavia, fu solo dopo essersi distaccato dai Cubisti – pur condividendo con loro alcuni punti di contatto nell'esplorazione di forme frammentate – che Delaunay tracciò veramente il proprio sentiero. Iniziò a sperimentare con colori puri applicati direttamente sulla tela, rifiutando l'ombreggiatura e la prospettiva tradizionale. Questo approccio radicale portò allo sviluppo dell'Orfismo, termine coniato da Apollinaire, che cercava di liberare il colore dalla sua funzione rappresentativa per trattarlo come un linguaggio indipendente. I suoi dipinti di questo periodo – “Ritmo Infinito”, “La Torre Eiffel” e “La Città” – sono caratterizzati dalle loro composizioni dinamiche, palette cromatiche audaci e dalla dissoluzione della forma in una rete di linee e piani intersecati. L'influenza dell'uso dello spazio appiattito e delle tonalità vibranti di Paul Gauguin è altrettanto evidente, contribuendo ulteriormente all'esplorazione dell'arte non oggettiva da parte di Delaunay.

    Astrazione e ricerca della luce

    Con il progredire degli anni '30, l'opera di Delaunay divenne sempre più astratta. Si allontanò dalla rappresentazione di soggetti riconoscibili, concentrandosi invece sull'esplorazione degli elementi fondamentali del colore, della linea e del ritmo. La sua serie “Dischi” (1930-1941), realizzata con l'aiuto dei suoi assistenti, esemplifica questo cambiamento. Questi pannelli di grande scala presentavano cerchi concentrici di colori vibranti disposti in complessi schemi geometrici, creando un'esperienza visiva ipnotica. L'interesse di Delaunay per la luce divenne primario; egli cercava di catturarne l'essenza e di tradurla in puro colore e forma. Spesso lavorava partendo dal ricordo, tentando di ricreare la sensazione della luce così come la percepiva, piuttosto che osservare direttamente una scena. Questa ricerca del catturare qualità effimere si riflette nelle sue opere tardive, intrise di un senso di movimento e dinamismo. L'influenza dei principi del Bauhaus sul design funzionale e l'esplorazione della teoria del colore furono anch'essi presenti durante questo periodo.

    Collaborazione con Sonia Delaunay: Una visione condivisa

    Il contributo di Sonia Delaunay allo sviluppo artistico di Robert Delaunay fu immenso, estendendosi oltre il loro matrimonio in una vera partnership collaborativa. Ella sviluppò uno stile proprio e distinto, lavorando spesso nel campo dei tessuti e delle arti decorative, ma condivideva una profonda comprensione dei principi estetici del marito. Insieme, esplorarono le possibilità del colore e della forma in vari media, tra cui pittura, scultura, ceramica e tessile. Le loro opere venivano esposte congiuntamente, favorendo un dialogo tra i loro stili individuali pur mantenendo una visione artistica coesa. Il coinvolgimento di Sonia assicurò che le idee di Delaunay non rimanessero confinate alla tela, ma si estendessero al regno del design e degli oggetti quotidiani, amplificando ulteriormente l'impatto dell'Orfismo.

    Eredità e significato storico

    Robert Delaunay morì a Montpellier il 25 ottobre 1941, lasciando dietro di sé un corpus di opere straordinariamente influente. La sua pionieristica esplorazione del colore come linguaggio indipendente ha influenzato profondamente le generazioni successive di artisti, tra cui Matisse, Kandinsky e Malevich. Il suo accento sull'interazione dinamica tra luce e forma ha spianato la strada agli sviluppi dell'espressionismo astratto e di altri movimenti d'arte non oggettiva. Il Watermill Center, fondato da Robert Wilson (un protetto di Delaunay), continua a servire come spazio vitale per gli artisti contemporanei che esplorano approcci innovativi alla comunicazione visiva. L'eredità di Delaunay va oltre i suoi singoli dipinti; egli rimane una figura chiave nella storia dell'arte moderna, rappresentando una risposta audace e immaginativa alle sfide e alle possibilità del XX secolo. Le sue opere sono conservate nei principali musei di tutto il mondo, tra cui la Tate Gallery di Londra e l'Art Institute di Chicago, garantendo che i suoi colori vibranti e i suoi ritmi dinamici continuino a ispirare e affascinare il pubblico ancora oggi.

    Museo

    Ibrahimi Collection

    In mostra presso Amman, Giordania

    Un Santuario della Resilienza Iraquena

    Nel cuore vibrante di Amman, in Giordania, sorge un santuario che trascende i confini di una galleria tradizionale, ponendosi come una profonda testimonianza dello spirito indomabile della creatività irachena. La Ibrahimi Collection non è semplicemente uno spazio espositivo, ma un rifugio accuratamente curato, dedicato alla salvaguardia e alla diffusione dell'luminosa eredità artistica dell'Iraq moderno e contemporaneo. Fondata da Hasanain Al-Ibrahimy, questa istituzione privata funge da ponte vitale tra il passato ricco di storia di Baghdad e la comunità artistica globale. Mentre molti musei tentano di catturare l'ampiezza della storia umana, la Ibrahimi Collection possiede il raro coraggio di un focus singolare, concentrando la sua immensa energia sull'evoluzione dell'arte irachena dal primo Novecento in poi. Questa profondità deliberata permette ai visitatori di testimoniare l'anima di una nazione attraverso pennellate e sculture, tracciando un viaggio segnato sia da ineguagliabili salti immaginativi che dalle profonde sfide di un panorama politico in mutamento.

    L'essenza architettonica del museo è intenzionale quanto l'arte che ospita. Progettato per armonizzarsi perfettamente con i suoi preziosi contenuti, l'edificio privilegia linee pulite e moderne e un'abbondanza di luce naturale, creando un'atmosfera di contemplativa serenità. Questo ambiente luminoso offre il palcoscenico perfetto per opere che richiedono sia analisi critica che emozione. All'interno di queste mura, la collezione respira attraverso le monumentali visioni scultoree di Jewad Selim, senza dubbio la figura più iconica dell'Iraq. Le sue opere pionieristiche incarnano un impulso modernista nel reimmaginare forma e materialità, cercando di forgiare una nuova identità irachena attraverso espressioni audaci e tattili. In dialogo con tale forza, si incontrano i dipinti evocativi di Widad Al-Orfali, le cui opere sono intrise di un potente commento sociale. Il suo stile distintivo, caratterizzato da stratificazioni intricate e immagini simboliche, invita lo spettatore nei complessi e sfaccettati strati dell'esperienza irachena, rendendo il suo lavoro un pilastro essenziale per ogni studioso serio del modernismo mediorientale.

    Ciò che distingue veramente la Ibrahimi Collection è la sua duplice identità di tesoro pubblico e di rigoroso centro di ricerca. Oltre al piacere estetico offerto a collezionisti e interior designer alla ricerca di pezzi dal profondo peso culturale, l'istituzione funge da archivio vitale per studiosi e accademici. Le sue sale custodiscono documenti inestimabili, cataloghi di mostre e immagini che contribuiscono alla comprensione globale della storia artistica irachena. Fornendo l'accesso a questi archivi, il museo promuove un dialogo continuo tra l'eredità irachena e il discorso artistico internazionale. Che si visiti durante le ore dedicate del lunedì e del mercoledì pomeriggio o che si esplori la sua presenza digitale, la collezione offre un incontro immersivo con una cultura che rifiuta di essere messa a tacere. Essa si erge come un faro di resilienza culturale, assicurando che i colori vibranti, i simboli e le storie dell'Iraq continuino a ispirare generazioni di artisti e amanti dell'arte in tutto il mondo.

    Dove approfondire

    Scoprilo online

    Codice QR che rimanda alla pagina di download per Self Portrait

    artsdot.com/it/art/download/lisa-thomas-laury-self-portrait-D73G7H-en/

    Citazione dell'opera

    MLA
    Thomas-Laury, Lisa. Self Portrait. 1984, Ibrahimi Collection. https://artsdot.com/it/art/lisa-thomas-laury-self-portrait-D73G7H-en/
    APA
    Thomas-Laury, Lisa (1984). Self Portrait [Painting]. Ibrahimi Collection. https://artsdot.com/it/art/lisa-thomas-laury-self-portrait-D73G7H-en/
    Chicago
    Lisa Thomas-Laury. Self Portrait. 1984. Ibrahimi Collection. https://artsdot.com/it/art/lisa-thomas-laury-self-portrait-D73G7H-en/
    Harvard
    Thomas-Laury, Lisa (1984) Self Portrait. Ibrahimi Collection. Available at: https://artsdot.com/it/art/lisa-thomas-laury-self-portrait-D73G7H-en/

    Guarda da vicino

    Self Portrait — Lisa Thomas-Laury

    Guarda da vicino

    Rispondi con parole tue. Non esistono risposte errate — solo risposte che puoi spiegare.

    1. Cosa ti colpisce per primo, e perché?
    2. Quali colori o forme creano l'atmosfera — e di che atmosfera si tratta?
    3. Il nostro catalogo classifica quest'opera sotto: self-portrait, red hair, brushing teeth. Sei d'accordo? Cosa aggiungeresti o toglieresti?
    4. Rivedi Untitled (1988), precedentemente citato in questa guida. Indica due elementi che condivide con quest'opera e uno che la differenzia.
    5. Lisa Thomas-Laury aveva circa 43 anni quando quest'opera è stata realizzata. Quali elementi ne rivelano la mano di un artista in quella fase della sua carriera?

    La tua risposta

    Scrivi un breve paragrafo su quest'opera. Utilizza i fatti riportati nelle parti precedenti di questa guida e le tue risposte fornite sopra.