Carta

Guida alle opere degli studenti

Numero 1, 1949

Nome Classe Data

Jackson Pollock, Numero 1, 1949 (1950), Private collection. Di pubblico dominio. Osserva questa tela sotto una luce in movimento: il disegno, il colore autentico sotto la vernice, la purezza del pigmento

Scheda tecnica

Artista
Jackson Pollock artsdot.com/it/artists/paul-jackson-pollock_it/
Date dell'artista
1912 – 1956
Dipinto
1950
Tecnica e materiali
Olio su tela
Dimensioni originali
240 x 120 cm
Movimento
Espressionismo astratto Large canvases where the act of painting itself — the drip, the sweep — is the subject.
Periodo
Età Moderna
In corso presso
Private collection artsdot.com/it/museums/private-collection-new-york-city_it/
Artistic style
Action painting
Influences
Siqueiros, Benton
Notable elements
Tecnica del dripping
Subject or theme
Emozioni astratte

Nel contesto

Numero 1, 1949 — Jackson Pollock

Quali sono le dimensioni?

Le dimensioni originali sono 240 × 120 cm (altezza × larghezza), qui rappresentate accanto a un adulto di statura media. Le dimensioni dell'opera non consentono una rappresentazione in scala su questa pagina.

Quando è stata dipinta questa opera?

  1. 1910
  2. 1920
  3. 1930
  4. 1940
  5. 1950

Riga superiore: gli anni. Riga inferiore: l'età dell'artista all'inizio e alla fine di ogni periodo — 0 alla nascita, 44 al momento del decesso.

Dipinto all'età di 38 anni. L'artista è vissuto fino a 44. 42 delle 50 opere datate di questo artista nel nostro catalogo sono precedenti.

Shaded: la vita di Jackson Pollock (1912–1956) ▲ quest'opera, 1950 ogni dipinto datato, decennio dopo decennio

Prime opere: fino al 1941 Anni di attività principale: 1941–1948 Opere tarde: dal 1948

Queste tre fasce suddividono le opere datate in questo catalogo in un primo quarto, una metà centrale e un ultimo quarto. Non rappresentano l'intera produzione dell'artista: un periodo di scarsa attività potrebbe essere una lacuna nei registri piuttosto che un momento di minore prolificità. Gli stessi anni che hanno scandito la vita dell'artista

Confronta con

Scegli un'opera tra quelle sopra elencate: indica due elementi in comune con quest'ultima e una differenza.

Altre opere da affiancare a questa: artsdot.com/it/art/similar/jackson-pollock-numero-1-1949-8EWJX6-it/

Colori

Misurato dall'immagine

    Colore principale

    Magenta di chinacridone #6f6550

    Tavolozza catalogata

    • #6F6550
    • #9E8F6D
    • #3D362D
    • #C8B68E

    Questi colori all'interno dell'intera tavolozza dell'artista Scopri altri dipinti per colore

    Palette
    Toni della terra La gamma cromatica dominante nell'immagine.
    Nome colore principale
    Magenta di chinacridone
    Intensità
    Equilibrato Il grado di saturazione e la varietà dei colori, da una singola tonalità tenue a molteplici sfumature vivaci.
    Contrasto
    Deciso Il grado di variazione di luminosità e saturazione dei colori nell'intera opera.
    Armonia
    Tavolozza unitaria L'armonia cromatica, dall'accostamento contrastante all'unione completa.
    Luminosità
    Luminoso Il grado di luminosità o di oscurità complessiva dell'immagine, dalle ombre profonde ai punti di massima luce.
    Saturazione
    Colori delicati Quanto siano puri e intensi i colori, dal quasi grigio al pienamente vivido.

    In quale parte del mondo viene ammirato questo dipinto?

    • quota inferiore al 1%
    • 1–3%
    • 3–8%
    • 8–20%
    • 20% e oltre
    Percentuale dei visitatori che hanno visualizzato questo dipinto negli ultimi dodici mesi — 59 paesi in totale. Origine dei dati

    I dieci paesi principali

    1. 1 Francia 10,5%3.100 visite
    2. 2 Italia 7,8%2.300 visite
    3. 3 Spagna 7,1%2.100 visite
    4. 4 Stati Uniti d'America 6,4%1.900 visite
    5. 5 Giappone 5,8%1.700 visite
    6. 6 Messico 5,1%1.500 visite
    7. 7 India 4,1%1.200 visite
    8. 8 Germania 3,4%1.000 visite
    9. 9 Brasile 3,1%900 visite
    10. 10 Ucraina 3,1%900 visite
    11. · 49 altri paesi 43,6%12.900 visite

    Trova i tre paesi più scuri sulla mappa. Il museo che custodisce questo dipinto si trova in uno di essi? Scrivi un motivo per cui persone lontane potrebbero ammirarlo.

    Le 20 opere più visualizzate di Jackson Pollock

    1. 1 Numero 1, 1949, 1950 quest'opera 34,7%47.500 visite
    2. 2 Ritmo d'Autunno. Numero 30, 1950 6,6%9.100 visite
    3. 3 Uno. Numero 31, 1950 5,4%7.400 visite
    4. 4 Convergenza 5,2%7.100 visite
    5. 5 Numero 5, 1948 3,2%4.400 visite
    6. 6 Numero 5, 1948 2,6%3.600 visite
    7. 7 Numero 1A 2,2%3.000 visite
    8. 8 Bianco Bagliore, 1954 2,0%2.800 visite
    9. 9 Numero 3, 1948 1,7%2.300 visite
    10. 10 Numero 10, 1949 1,5%2.100 visite
    11. 11 Numero 1, 1948 1,3%1.800 visite
    12. 12 Numero 8 1,3%1.800 visite
    13. 13 Numero 3, 1949 1,2%1.700 visite
    14. 14 Numero 6, 1949 1,2%1.600 visite
    15. 15 La Lupa, 1943 1,0%1.400 visite
    16. 16 Full Fathom Five 0,9%1.300 visite
    17. 17 Male and Female, 1942 0,8%1.100 visite
    18. 18 Numero 2, 1951 0,8%1.100 visite
    19. 19 Cattedrale 0,8%1.100 visite
    20. 20 Pali blu (Numero 11), 1952 0,7%1.000 visite

    Insieme, queste opere hanno attirato il 75,1% di tutta l'attenzione ricevuta dai dipinti di questo artista negli ultimi dodici mesi. Il catalogo contiene 176 opere di questo artista, di cui 128 sono state visualizzate almeno una volta. Questo dipinto occupa la 1 posizione, con il 34,7% di tale attenzione (47.500 visite). Lo stesso conteggio, mese dopo mese

    Le barre misurano l'attenzione, non la qualità. Scegli l'opera in cima e questa: indica un elemento che potrebbe rendere un dipinto celebre al di là della sua maestria tecnica.

    Informazioni sull'opera

    Numero 1, 1949 — Jackson Pollock

    A Monumental Expression of Abstract Emotion

    Creato nel 1950, questo affascinante lavoro incarna lo spirito rivoluzionario dell'espressionismo astratto e rappresenta un ottimo esempio dell'iconica tecnica del gocciolamento di Jackson Pollock. Misurando un impressionante 240 x 120 cm, attira l'attenzione non solo attraverso la sua scala, ma attraverso la pura energia che irradia dalla sua complessa superficie.

    The Birth of Action Painting

    Rifiutando la pittura tradizionale a cavalletto, Pollock ha posato le sue tele direttamente sul pavimento, permettendogli di avvicinarsi all'opera da tutti i lati. Questo radicale cambiamento di prospettiva è fondamentale per comprendere il pezzo non invita a un'altra finestra del mondo, ma un'arena in cui l'atto di creazione * è la materia della profondità. La rete vorticosa di linee e splatori non suggerisce qualcosa di fisico; rappresenta direttamente qualcosa di crudo e contrastante all'interno della superficie complessa.

    Questa pittura, mentre la pittura bianca e l'interpittura bianca, che evitano la densità e l'impulsione, e l'intensività dell'arte sottostante, possono offrire agli spuntamente creare un'espresentarsivoco senso di espressione, mentre l'intensivo, la spinta densità e l'imità della pittura dell'intera pittura. Il lavoro di Pollock, in particolare, si è liberato dalle tradizioni artistiche europee, stabilendo New York come un nuovo centro per l'arte d'avanguardia. Ha sfidato le nozioni convenzionali di bellezza e abilità, dando priorità all'espressione autentica rispetto alla precisione tecnica. Questo dipinto esemplifica i principi fondamentali del movimento: libertà, spontaneità e il potere del subconscio.

    Artista e museo

    Artista

    Jackson Pollock

    Nato a Cody, Stati Uniti d'America

    Infanzia, Famiglia e Formazione

    La storia di Jackson Pollock ha inizio nei paesaggi selvaggi di Cody, nel Wyoming, dove nacque il 28 gennaio 1912. Ultimo di cinque fratelli, figlio di Stella May McClure e LeRoy Pollock, crebbe in un contesto segnato dal lavoro del padre come agrimensore, una professione che imponeva spostamenti costanti attraverso i vasti orizzonti dell'Ovest americano. Questa esistenza nomade fece sì che i primi anni del giovane fossero definiti da frequenti traslochi, una inquietudine che sembrava rispecchiare i confini mutevoli del lavoro paterno. Questi primi viaggi attraverso l'Ovest gli offrirono un incontro diretto e immediato con il mondo naturale e con la risonanza spirituale dell'arte dei nativi americani, impressioni che si sarebbero depositate silenziosamente nel suo subconscio molto prima che tenesse in mano un pennello.

    Crescendo, la ricerca di un senso di appartenenza lo spinse verso l'energia urbana della costa. Si iscrisse alla Manual Arts High School di Los Angeles, cercando una struttura formale per i suoi impulsi nascenti. Tuttavia, la vera maturazione del suo tratto avvenne molto più tardi, con il trasferimento a New York City. Fu lì, presso l'Art Students League, che iniziò un lungo e trasformativo periodo di studi. Dal 1929 al 1942, operò sotto la guida di Thomas Hart Benton. Mentre Benton poneva l'accento su composizioni ritmiche e sul peso narrativo della vita americana, il giovane studente stava già iniziando a scivolare verso le proprie verità interiori, decisamente più astratte.

    Lo Sviluppo di una Tecnica Unica

    Entro il 1947, un cambiamento profondo si era impossessato del suo modo di approcciare la tela. Si allontanò dal tradizionale cavalletto, scegliendo invece di adagiare le sue tele direttamente sul pavimento. Questa trasformazione gli permise di chinarsi sopra la propria opera, diventando parte integrante dell'atto creativo stesso. Non si limitava a stendere il colore; lo faceva colare, spruzzare e lanciare dall'alto, lasciando che il liquido precipitasse in schemi imprevedibili. Questo metodo trasformò l'atto del dipingere in una vera e propria performance fisica, in cui la gravità e il gesto dettavano la forma finale.

    I suoi strumenti erano tanto non convenzionali quanto i suoi metodi. Utilizzava bastoni, coltelli e persino siringhe per manipolare il mezzo fluido. A volte impiegava spatole o vernici molto fluide per ottenere texture specifiche. Spesso incideva la superficie o utilizzava oggetti insoliti per accumulare uno spesso strato di colore, conferendo all'opera una qualità tattile e scultorea. Questo processo non riguardava tanto un lavoro controllato con il pennello, quanto piuttosto un rilascio ritmico, quasi primordiale, di energia sulla superficie.

    Opere Chiave ed Espressioni Artistiche

    Allontanandosi dai vincoli dell'inginocchiato cavalletto, le sue tele iniziarono a riflettere un coinvolgimento più viscerale con il mezzo pittorico. Nel 1943, produsse Mural, un'opera monumentale dalle dimensioni di 2,4 per 6,1 metri, che dimostrò la sua capacità di dominare una superficie vastissima. Durante questo periodo, le sue esplorazioni nell'inconscio e l'atto stesso del dipingere lo portarono a creare opere come Eyes in the Heat, realizzata intorno al 1946. Questi pezzi non erano semplici immagini, ma vere e proprie testimonianze di una presenza fisica, dove il movimento del suo intero corpo dettava la posizione di ogni schizzo e di ogni pozza di colore.

    Gli anni successivi lo videro perfezionare quelle composizioni ritmiche "all-over" che avrebbero definito la sua reputazione. Egli cercava di creare un senso di spazio infinito, in cui nessun punto singolo potesse dominare sugli altri. Questo approccio emerge con chiarezza in Number 1, 1949, un'opera che cattura un impetuoso sfogo di energia, e in Lavender Mist, Number 1, 1950, che rimane un tassello fondamentale della sua produzione. In queste opere, l'interazione tra controllo e caso crea un equilibrio delicato, come se il colore fosse liberato piuttosto che applicato.

    Le sue sperimentazioni tardive continuarono a spingere i confini di come il colore potesse essere manipolato su una superficie orizzontale. Utilizzava spesso bastoni, coltelli o persino le latte stesse per scagliare il pigmento, dando vita a complessi intrecci di linee. Questo metodo è chiaramente visibile in Blue Poles, Number 11, 1952 e nell'energetica Convergence. Attraverso queste opere, raggiunse uno stato in cui il dipinto sembrava possedere una vita propria, emergendo da un'immersione profonda nella propria immaginazione.

    Mecenatismo, Atelier e Commissioni

    Il percorso della sua carriera fu plasmato sia dalle necessità pubbliche che dalla generosità di alcuni sostenitori vitali. Tra il 1938 e il 1942, Jackson Pollock trovò un impiego stabile come pittore per il WPA Federal Art Project, un periodo che fornì un ritmo necessario alla sua pratica in evoluzione. Questa stabilità lasciò il posto a un'alleanza più personale e trasformativa quando Peggy Guggenheim gli offrì un contratto in galleria nel luglio del 1943. Il suo sostegno si rivelò essere molto più che professionale; nel 1945, le fornì un anticipo di 2.000 dollari per aiutarlo ad acquistare una casa, un gesto che intrecciò profondamente la sua vita privata con la sua sopravvivenza artistica.

    La sua vita creativa trovò infine il suo centro a East Hampton, New York. Lì, all'interno della Pollock-Krasner House and Studio, visse e lavorò accanto alla moglie, Lee Krasner. Lo studio era un luogo di intenso movimento fisico, dove i confini tra l'artista e la tela si dissolvevano. Spesso si allontanava dal tradizionale cavalletto, preferendo adagiare le tele direttamente sul pavimento per confrontarsi con il colore da ogni lato. Questo spazio di lavoro non era semplicemente una stanza dedicata alla produzione, ma un sito di profonda e inquieta energia, dove avvenivano i suoi esperimenti più radicali.

    Gli ultimi anni e la morte

    La vita privata dell'artista era profondamente intrecciata con le sue lotte creative. Nel 1945, sposò l'artista Lee Krasner, un'unione che garantì una presenza significativa nella sua vita durante i suoi anni più trasformativi. Eppure, sotto la superficie della sua ascesa professionale, rimaneva un'ombra persistente. Lottò contro la dipendenza dall'alcol per tutta la vita, una battaglia che complicò spesso la sua esistenza e la sua capacità di affrontare le pressioni della sua crescente fama.

    Questa turbolenza, sia interna che esterna, raggiunse un tragico epilogo a East Hampton, New York, USA. L'11 agosto 1956, all'età di 44 anni, la sua vita fu interrotta in un improvviso e violento incidente. Mentre era alla guida, fu coinvolto in una collisione con un solo veicolo causata dall'alcol. Lo schianto si rivelò fatale, lasciando in eredità un'eredità tanto tumultuosa quanto il colore che aveva lanciato sulle sue tele.

    Eredità e influenza sull'arte moderna

    Le onde d'urto dei suoi metodi radicali si propagarono ben oltre le mura dello studio di East Hampton. Rompendo il legame tradizionale tra il pennello e il cavalletto, Jackson Pollock divenne una figura centrale del movimento dell'Espressionismo Astratto, un cambiamento che alterò fondamentalmente la traiettoria della creatività americana. La sua presenza contribuì a consolidare la posizione di New York City come centro globale per l'arte moderna, spostando il cuore dell'avanguardia dal dominio europeo. Fu tra i primi pittori americani a essere riconosciuto come un pari dei grandi maestri europei del XX secolo, dimostrando che un linguaggio nuovo e viscerale poteva emergere dal suolo degli Stati Uniti.

    La sua influenza agì da catalizzatore per molti dei movimenti artistici successivi che gli seguirono. Il modo in cui si confrontò con la tela — trattandola come un'arena per l'azione fisica piuttosto che come una mera superficie di rappresentazione — aprì le porte a molti che cercavano di esprimere l'inconscio attraverso il gesto. Questa enfasi sul processo creativo stesso ha lasciato un segno permanente nella storia dell'arte moderna, assicurando che lo spontaneo e l'imprevisto occupino per sempre un posto nella cassetta degli attrezzi dell'artista.

    Number 1, 1949

    Blue Poles: Number 11, 1952

    Convergence

    Autumn Rhythm. Number 30, 1950

    Dove ammirare le sue opere oggi

    Per testimoniare le tracce fisiche del suo movimento, è necessario viaggiare verso le grandi istituzioni che hanno preservato la sua energia radicale. A New York, il Museum of Modern Art custodisce diverse sue tele, permettendo agli spettatori di trovarsi di fronte alle composizioni sconfinate e prive di un centro focale che hanno definito la sua epoca. Anche la National Gallery of Art a Washington D.C. conserva le sue opere, offrendo uno spazio per osservare gli intricati reticoli di colore che ha saputo ottenere attraverso i suoi metodi unici. Oltre l'Atlantico, la Tate Gallery di Londra mantiene viva la sua presenza all'interno delle proprie collezioni, assicurando che la sua influenza si estenda ben oltre le coste americane.

    Per coloro che cercano una connessione più intima con il suo processo creativo, la Pollock-Krasner House and Studio a East Hampton offre un profondo senso di appartenenza al luogo. Questo sito, Monumento Storico Nazionale, è lo spazio in cui lui e sua moglie, Lee Krasner, hanno vissuto e lavorato. La proprietà rimane un legame vitale con la sua esistenza, preservando l'ambiente che ha nutrito la sua transizione dalle forme tradizionali ai metodi spontanei eseguiti direttamente sul pavimento, che hanno cambiato il corso della pittura moderna. Camminare attraverso questi spazi regala la percezione della scala e della realtà fisica della sua lotta creativa.

    Number 1, 1949

    Blue Poles: Number 11, 1952

    Mural (1943)

    Convergence

    Museo

    Private collection

    In mostra presso New York City, Stati Uniti d'America

    La Storia di Private collection

    La Private collection a New York City, Stati Uniti d'America, si configura come un intreccio di tesori eccezionali. Questi spazi rappresentano lo sguardo acuto e la dedizione appassionata di collezionisti individuali che hanno plasmato il panorama culturale della metropoli. Piuttosto che una singola istituzione, questi possedimenti riflettono le visioni uniche di chi li ha riuniti. La storia del collezionismo privato a New York è profondamente intrecciata con l'ascesa della città come centro finanziario globale.

    Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, grandi industriali come J.P. Morgan e Benjamin Altman accumularono collezioni straordinarie. Le loro eredità si trasformarono spesso in musei dopo la loro scomparsa, stabilendo precedenti fondamentali per il mecenatismo e la critica d'arte. Questi sforzi pionieristici hanno gettato le basi per la vibrante scena collezionistica che conosciamo oggi. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, emerse una nuova generazione di collezionisti, spinta da un profondo interesse per l'arte moderna e contemporanea. Figure come Peggy Guggenheim e Leo Castelli hanno sostenuto artisti e movimenti rivoluzionari, spingendo oltre i confini dell'espressione artistica.

    Le collezioni stesse non sono entità statiche. Esse evolvono nel tempo, riflettendo il mutare dei gusti, le scoperte accademiche e la natura dinamica del mercato dell'arte. Questa evoluzione assicura che tali tesori rimangano partecipanti attivi nello scambio culturale della città.

    L'Architettura degli Spazi Privati

    Gli ambienti fisici che ospitano queste collezioni sono variegati quanto le opere d'arte che contengono. Alcune collezioni risiedono all'interno di storiche dimore su Fifth Avenue, dove l'architettura riecheggia la grandezza della Gilded Age. In altre zone della città, le collezioni occupano loft contemporanei ed eleganti a Chelsea o Tribeca. Questi spazi offrono incontri intimi con l'arte, riflettendo visioni singolari e aree di studio specializzate.

    Molti collezionisti commissionano ad architetti la progettazione di gallerie su misura, studiate per specifiche preferenze estetiche. Queste strutture privilegiano spesso la luce naturale, permettendole di illuminare le tele con un bagliore soffuso che ne esalta il colore e la texture. Il design minimalista è frequente, garantendo che le opere d'arte occupino il centro della scena senza distrazioni. L'enfasi rimane sulla creazione di un'atmosfera contemplativa, propizia all'osservazione ravvicinata e alla connessione emotiva.

    Opere d'arte e movimenti diversificati

    Il patrimonio custodito abbraccia una vastissima gamma di linguaggi espressivi, che spaziano dalla pittura alla scultura, dal disegno alla fotografia, fino alle arti decorative. I grandi maestri europei, come Rembrandt, Tiziano e Caravaggio, trovano spesso la loro dimora in questi spazi, offrendo opere dotate di una presenza fisica così intensa da esigere un'osservazione silenziosa e costante. La collezione si spinge oltre, addentrandosi nel panorama della pittura francese del XIX secolo, dove l'essenza di Monet, Renoir, Degas e Van Gogh emerge vibrante attraverso le texture uniche e materiche delle loro tele.

    Anche i movimenti dell'arte moderna trovano qui il loro spazio naturale. Il Cubismo, il Surrealismo, l'Espressionismo Astratto e la Pop Art si manifestano attraverso una selezione di opere che ne catturano l'anima. La scultura emerge come elemento cardine della collezione, capace di spaziare dalla gravità monumentale dei bronzi dell'antica Grecia alla forza comunicativa delle installazioni contemporanee. Questa straordinaria diversità di oggetti instaura un dialogo perenne tra epoche distanti e metodologie creative in continua evoluzione.

    Madonna with the Yarnwinder (detail) - Leonardo da Vinci

    Number 1, circa 1949 - Paul Jackson Pollock

    Ricerca e Coinvolgimento del Pubblico

    L'eccezionalità di queste Private collection risiede nel loro profondo impegno verso la ricerca accademica e nella loro crescente apertura verso la vasta comunità artistica. Sebbene questi spazi non siano sempre accessibili al grande pubblico con regolarità, essi operano come centri dinamici di apprendimento e scambio culturale. Molti collezionisti ospitano mostre curate con estrema attenzione e invitano studiosi per visite di ricerca, alimentando così uno spirito di profonda collaborazione. Queste collezioni prestano spesso le proprie opere per importanti esposizioni museali, garantendo che capolavori significativi siano disponibili per un più ampio studio e osservazione.

    Un contributo fondamentale alla conoscenza della storia dell'arte deriva dalla pubblicazione dei cataloghi ragionati. Questi inventari esaustivi dell'opera di un artista forniscono una documentazione essenziale sia per i ricercatori che per i collezionisti. Inoltre, l'ascesa delle piattaforme online e dei tour virtuali ha ampliato l'accesso a questi tesori, permettendo a un pubblico più vasto di apprezzare le opere da qualsiasi luogo. Questa evoluzione digitale assicura che anche le collezioni più segrete rimangano parte integrante del dialogo globale in corso sull'espressione artistica.

    Madonna with the Yarnwinder (detail)

    Number 1

    Per approfondire

    Disponibile online

    Codice QR che rimanda alla pagina di download per Numero 1, 1949

    artsdot.com/it/art/download/jackson-pollock-numero-1-1949-8EWJX6-it/

    Cita quest'opera

    MLA
    Pollock, Jackson. Numero 1, 1949. 1950, Private collection. https://artsdot.com/it/art/jackson-pollock-numero-1-1949-8EWJX6-it/
    APA
    Pollock, Jackson (1950). Numero 1, 1949 [Painting]. Private collection. https://artsdot.com/it/art/jackson-pollock-numero-1-1949-8EWJX6-it/
    Chicago
    Jackson Pollock. Numero 1, 1949. 1950. Private collection. https://artsdot.com/it/art/jackson-pollock-numero-1-1949-8EWJX6-it/
    Harvard
    Pollock, Jackson (1950) Numero 1, 1949. Private collection. Available at: https://artsdot.com/it/art/jackson-pollock-numero-1-1949-8EWJX6-it/

    Un dettaglio ravvicinato

    Numero 1, 1949 — Jackson Pollock

    Osserva da vicino

    Rispondi con parole tue. Non esistono risposte errate — solo risposte che puoi spiegare.

    1. Cosa ti colpisce per primo, e perché?
    2. Quali colori o forme creano l'atmosfera — e di che atmosfera si tratta?
    3. Il nostro catalogo classifica quest'opera sotto: riassunto, action painting, il caos.. Sei d'accordo? Cosa aggiungeresti o toglieresti?
    4. Rivedi Ritmo d'Autunno. Numero 30, 1950, poco prima in questa guida. Indica due elementi che condivide con quest'opera e uno che la differenzia.
    5. Espressionismo astratto: Large canvases where the act of painting itself — the drip, the sweep — is the subject. Dove si può osservare questo elemento in quest'opera?

    La tua risposta

    Scrivi un breve paragrafo su quest'opera, utilizzando le informazioni contenute nelle sezioni precedenti di questa guida e le risposte fornite in precedenza.

    Domande e risposte

    Che dimensione dovrei scegliere per la stampa di "Numero 1, 1949" in base alla mia stanza?

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    Dove posso ammirare l'originale di "Numero 1, 1949" di Jackson Pollock?

    L'originale di "Numero 1, 1949" di Jackson Pollock è conservato presso Private collection, New York City, Stati Uniti d'America. Una riproduzione permette di esporre l'opera in casa propria.