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Guida alle opere degli studenti

Recalled

Nome Classe Data

Tetsuya Ishida, Recalled (1998), la Biennale di Venezia. Riproduzione a scopo illustrativo; tutti i diritti sono riservati dal titolare dei diritti. Osserva questa tela sotto una luce in movimento: il disegno, il colore autentico sotto la vernice, la purezza del pigmento

Scheda tecnica

Artista
Tetsuya Ishida artsdot.com/it/artists/tetsuya-ishida_it/
Date dell'artista
1973 – 2005
Dipinto
1998
In corso presso
la Biennale di Venezia artsdot.com/it/museums/la-biennale-di-venezia-venice_it/

Nel contesto

Recalled — Tetsuya Ishida

Quando è stata dipinta questa opera?

  1. 1970
  2. 1980
  3. 1990
  4. 2000

Riga superiore: gli anni. Riga inferiore: l'età dell'artista all'inizio e alla fine di ogni periodo — 0 alla nascita, 32 al momento del decesso.

Dipinto all'età di 25 anni. L'artista è vissuto fino a 32. 1 delle 5 opere datate di questo artista nel nostro catalogo sono precedenti.

Shaded: la vita di Tetsuya Ishida (1973–2005) ▲ quest'opera, 1998 ogni dipinto datato, decennio dopo decennio

Confronta con

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Altre opere da affiancare a questa: artsdot.com/it/art/similar/ishida-tetsuya-recalled-D4MTEG-en/

Colori

Misurato dall'immagine

    Colore principale

    Celadon #c1c0b8

    Tavolozza catalogata

    • #C1C0B8
    • #E5E3D8
    • #8F8979
    • #4E4736

    Questi colori all'interno dell'intera tavolozza dell'artista Scopri altri dipinti per colore

    Palette
    Neutrals La gamma cromatica dominante nell'immagine.
    Nome colore principale
    Celadon
    Intensità
    Monochromatic Il grado di saturazione e la varietà dei colori, da una singola tonalità tenue a molteplici sfumature vivaci.
    Contrasto
    Gentle Il grado di variazione di luminosità e saturazione dei colori nell'intera opera.
    Armonia
    Strong Color Unity L'armonia cromatica, dall'accostamento contrastante all'unione completa.
    Luminosità
    Brilliant Il grado di luminosità o di oscurità complessiva dell'immagine, dalle ombre profonde ai punti di massima luce.
    Saturazione
    Muted Quanto siano puri e intensi i colori, dal quasi grigio al pienamente vivido.

    Le 2 opere più visualizzate di Tetsuya Ishida

    1. 1 Rise and Shine, 1999 50,0%100 visite
    2. 2 Recalled, 1998 quest'opera 50,0%100 visite

    Insieme, queste opere hanno attirato il 100,0% di tutta l'attenzione ricevuta dai dipinti di questo artista negli ultimi dodici mesi. Il catalogo contiene 5 opere di questo artista, di cui 2 sono state visualizzate almeno una volta. Questo dipinto occupa la 2 posizione, con il 50,0% di tale attenzione (100 visite). Lo stesso conteggio, mese dopo mese

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    Informazioni sull'opera

    Recalled — Tetsuya Ishida

    Tetsuya IshidaBorn in Yaizu, Shizuoka, Japan, in 1973; died in Tokyo, Japan, in 2005.He lived and worked in Tokyo.The Japanese painter Tetsuya Ishida came of age during an economic boom that abruptly collapsed and sent his country into a prolonged financial crisis, characterized by feelings of stagnation, isolation, and hopelessness. Sadly, Ishida died at the age of thirty-one when he was struck by a train at a railroad crossing in a western suburb of Tokyo. Fortunately, his artistic legacy is expansive and illuminating, offering a compendium of surrealistic imagery that reflects the mood of Japanese society in the 1990s and early 2000s. Ishida channeled the social psychology of that so-called lost decade into a trancelike narrative illustrated by figures that appear to suffer calmly through strange and unusual circumstances. Graduating from Tokyo’s Musashino Art University in 1996, Ishida was an ambitious oil painter with a labyrinthine and nightmarish imagination. Metamorphosis is a recurrent visual trope. In his paintings, Ishida subjects the defenseless human body to myriad Kafkaesque or Boschian transformations. The arms of ordinary-looking men wearing business suits morph into crab claws, such as in Guchi (Complaint) (1996), or into arm-long conveyor belts, as in Supermarket (1996). In one especially frightful example, Long Distance (1999), a figure inside a telephone booth has the head of a forlorn-looking man but the body of a seahorse. In another painting, Untitled (2) (1998), eight young men, all without legs, are shown eating, sleeping, reading, and defecating in the squalor of a crowded apartment above a nondescript food market. Instead of clothing, each figure wears a plastic shopping bag; the bag’s handles become shoulder straps. As biology, technology, and consumer culture fuse in these fantastic combinations, they incite wonder, but more so anguish and desperation for an escape from the curse of living through Japan’s economic crisis. Ishida’s paintings appear to illustrate his methods of coping with pervasive economic recession not only in Japan, but also in the precarious political and economic conditions of the world at large. While his narrative compositions are distinctly Japanese in their details, people around the world respond viscerally to them. This universal response points to a more pervasive and insidious concern about the future of society and human progress. To look at Ishida’s paintings is to experience the emotional tension of these uncertain times.

    Artista e museo

    Artista

    Tetsuya Ishida

    Nato a Yaizu, Giappone

    Una Visione Inquietante del Giappone Moderno: La Vita e l'Arte di Tetsuya Ishida

    Tetsuya Ishida, nato nel 1973 a Yaizu, nella prefettura di Shizuoka, emerse come una voce singolare nel panorama dell'arte contemporanea giapponese, una voce tragicamente spenta dalla sua prematura morte nel 2005. I suoi dipinti non sono semplici rappresentazioni della vita nel Giappone tra la fine del XX e l'inizio del XXI secolo; sono allegorie inquietanti dell'isolamento, del consumismo e delle ansie che hanno permeato una nazione alle prese con la stagnazione economica e i mutamenti sociali. L'opera di Ishida attirò rapidamente l'attenzione per il suo stile iperrealista, ma fu l'integala surrealista di figure umane in oggetti quotidiani — macchinari, architetture, persino forme animali — a catturare e turbare profondamente gli spettatori. Egli offrì uno sguardo su un mondo in cui i confini tra il sé e l'ambiente si sfumano, riflettendo un profondo senso di alienazione in un'epoca sempre più tecnologica.

    Influenze Primordiali e Risveglio Artistico: Il percorso di Ishida verso l'arte fu innescato dall'esposizione precoce al Realismo Sociale, in particolare alle illustrazioni di Ben Shahn. Una mostra delle opere di Shahn a Yaizu, quando Ishida era solo un bambino, si rivelò fondamentale, specialmente le immagini che ritraevano le conseguenze dell'incidente del Lucky Dragon — una tragedia da fallout nucleare che lo colpì profondamente. Questo incontro instillò il desiderio di utilizzare l'arte come veicolo di commento sociale, un tema che sarebbe rimasto centrale in tutta la sua carriera. Anche durante la giovinezza, partecipò attivamente a concorsi creativi, presentando opere focalizzate sui diritti umani e sul tema del bullismo, presagendo le preoccupazioni mature dei suoi dipinti successivi.

    Formazione e Inizio della Carriera: Ishida intraprese una formazione artistica formale presso la Musashino Art University di Tokyo dopo essersi diplomato alla Shizuoka Prefectural Yaizu Central High School. Dopo la laurea, si dedicò interamente alla pittura, stabilendo rapidamente la sua presenza nella vibrante scena delle gallerie di Ginza. Il suo lavoro si distinse subito per la meticolosità del dettaglio e per la natura inquietante dei suoi soggetti.

    La Generazione Perduta e il Linguaggio dell'Ansia

    Lo sviluppo artistico di Ishida fu indissolubilmente legato alla sua esperienza come membro della "Generazione Perduta" del Giappone — coloro che raggiunsero l'età adulta durante la recessione economica degli anni '90. Questo periodo, segnato da un'alta disoccupazione e incertezza sociale, plasmò profondamente la sua visione del mondo e trovò espressione diretta nella sua arte. I suoi dipinti presentano spesso giovani uomini — privi di espressione o malinconici — fusi con oggetti inanimati, suggerendo una perdita di identità e di autonomia all'interno di una società guidata dalla tecnologia. L'integrazione dei corpi nelle macchine non riguarda semplicemente la rappresentazione dell'ambiente fisico; è una metafora dell'essere consumati dal lavoro, intrappolati in sistemi che sfuggono al controllo individuale.

    “Toyota Ipsum” (1997), una delle sue opere più iconiche, esemplifica questo tema. Un giovane uomo è perfettamente incorporato nell'interno di un'auto, diventando parte del veicolo stesso — un commento inquietante sulla cultura del consumo e sugli aspetti disumanizzando della vita moderna. Allo stesso modo, dipinti come “Rise and Shine” (1997), ritraggono figure fuse con autocarri ribaltabili, evocando sentimenti di isolamento e decadenza urbana. Queste non sono scene di una distopia futuristica; sono riflessioni di una realtà presente — una visione cupa di un futuro prossimo in cui gli individui si sentono sempre più scollegati dal proprio ambiente e gli uni dagli altri.

    Temi e Simbolismo: Isolamento, Consumismo e Banalità Urbana

    I motivi ricorrenti nell'opera di Ishida parlano di un'esplorazione profonda delle ansie sociali. Il corpo umano, spesso frammentato o distorto, rappresenta la vulnerabilità e la perdita del sé. Gli oggetti quotidiani — elettrodomestici, edifici, macchinari industriali — diventano simboli del consumismo e dell'opprimente presenza della tecnologia. I suoi dipinti ritraggono frequentemente figure intrappolate in queste strutture, incapaci di sfuggire ai propri confini.

    Il paesaggio urbano stesso è reso con un senso di freddezza e alienazione. Gli edifici sono spesso privi di volto e imponenti, riflettendo l'anonimato della vita cittadina moderna. L'integrazione di forme animali — granchi, cavallucci marini — aggiunge un altro strato di simbolismo, suggerendo una connessione primordiale con la natura che è andata perduta di fronte all'avanzamento tecnologico. L'uso dell'iperrealismo da parte di Ishida non mira a celebrare la bellezza; l'obiettivo è creare un inquietante senso di verosimiglianza, costringendo gli spettatori a confrontarsi con le scomode realtà che egli dipinge.

    Eredità e Significato Storico

    Nonostante la sua carriera tragicamente breve, Tetsuya Ishida ha lasciato un segno indelebile nell'arte contemporanea. La sua opera ha risuonato con una generazione alle prese con ansie simili e continua a affascinare il pubblico odierno. Fu tra i primi artisti a ottenere riconoscimento nell'asta di Christie's dedicata all'arte d'avanguardia dell'Estremo Oriente, insieme a Takashi Murakami nel 1998, consolidando la sua posizione nel mondo dell'arte giapponese.

    I dipinti di Ishida offrono una critica pungente della società moderna — un monito sui pericoli di un consumismo incontrollato, della dipendenza tecnologica e della perdita dell'identità individuale. Il suo lavoro viene spesso paragonato a quello di artisti come Edward Hopper, noto per le sue rappresentazioni dell'alienazione urbana, ma la combinazione unica di surrealismo e iperrealismo di Ishida lo distingue nettamente. Negli ultimi anni, si è assistito a un rinnovato interesse per la sua arte, con grandi mostre che hanno presentato il suo lavoro a un pubblico sempre più vasto. La mostra della Gagosian Gallery del 2023, “My Anxious Self”, ha segnato il debutto personale dell'artista a New York — una testimonianza della sua eredità duratura e della rilevanza senza tempo della sua visione inquietante. I dipinti di Ishida fungono da potente promemoria del costo umano del progresso e dell'importanza di preservare la nostra connessione con noi stessi e con il mondo che ci circonda.

    Museo

    la Biennale di Venezia

    In mostra presso Venezia, Italia

    Origini e Storia de la Biennale di Venezia

    Le radici de la Biennale di Venezia affondano nelle acque della storia, risalendo a una risoluzione approvata dal Consiglio Comunale di Venezia il 19 aprile 1893. Questo atto legislativo nacque dalla visione lungimirante di un gruppo di intellettuali veneziani, guidati dal sindaco dell'epoca, Riccardo Selvatico, con l'ambizioso obiettivo di istituire una mostra biennale d'arte nazionale capace di stimolare la vitalità creativa e il mercato artistico, sia all'interno della città che nell'intero Stato italiano unificato. In seguito a questa iniziativa, nel 1895 venne lanciata la prima Esposizione d'Arte, segnando la fondazione formale dell'istituzione come società culturale.

    Nel corso dei decenni successivi, l'organizzazione ha saputo espandere i propri orizzonti, superando il focus iniziale sulle arti visive per abbracciare nuove forme di espressione. La struttura dell'istituzione si è evoluta attraverso la nascita di settori specializzati che ne hanno ridefinito l'identità: la musica nel 1930, il cinema nel 1932 e il teatro nel 1934. Successivamente, il panorama della creatività contemporanea ha visto l'integrazione del settore dell'architettura nel 1980 e, più recentemente, quello della danza nel 1999, testimoniando una crescita multidisciplinare che riflette i mutamenti profondi del linguaggio artistico moderno.

    Un momento di svolta fondamentale per l'istituzione è avvenuto nel gennaio 2004, quando, attraverso un decreto di riforma legislativa, la Biennale di Venezia è stata trasformata in Fondazione. Questo cambiamento ha rinnovato il suo quadro amministrativo, pur preservando l'impegno incrollabile verso l'organizzazione di eventi internazionali e la promozione delle nuove tendenze artistiche. Oggi, l'istituzione continua la sua missione attraverso i suoi vari dipartimenti, mantenendo una presenza iconica a Venezia attraverso i Giardini di Castello e l'Arsenale.

    I Diversi Settori della Biennale

    La struttura multidisciplinare della Biennale riflette un impegno storico verso molteplici forme di espressione creativa. Sebbene la fondazione abbia avuto origine con il settore artistico, l'istituzione ha saputo espandere il proprio orizzonte nel corso del XX secolo, abbracciando nuove dimensioni dell'intelletto umano. Il settore della musica è stato istituito nel 1930, seguito da quello del cinema nel 1932, mentre il teatro ha trovato il suo spazio nel 1934. Questi dipartimenti permettono un dialogo costante e vibrante tra diversi linguaggi artistici, radicati profondamente nel tessuto culturale veneziano.

    Sviluppi successivi hanno portato un focus specializzato verso l'ambiente costruito e il movimento. Il settore dell'architettura è stato introdotto nel 1980, mentre il settore della danza è stato aggiunto più recentemente, nel 1999. Questa evoluzione organica assicura che l'istituzione rimanga un palcoscenico d'avanguardia per la pratica contemporanea in moltissime discipline. L'organizzazione opera oggi attraverso un modello fondazionale, a seguito della trasformazione avvenuta tramite un decreto di riforma legislativa nel gennaio 2004.

    I Grandi Spazi e la loro Ubicazione

    Gli spazi espositivi de la Biennale di Venezia si distribuiscono attraverso diversi siti iconici tra la città di Venezia e l'isola del Lido, creando un tessuto urbano e culturale unico. I Giardini di Castello fungono da cuore pulsante per le arti visive e l'architettura; all'interno di questo parco storico, si trovano trenta padiglioni nazionali, tra cui spicca il Padiglione Britannico, un edificio neoclassico del XIX secolo che accoglie artisti fin dal 1909. I Giardini offrono un ambiente strutturato e armonioso, ideale per queste prestigiose esposizioni internazionali.

    L'Arsenale occupa invece una porzione fondamentale del panorama espositivo. Nato come frenetico cantiere navale, questo sito industriale si è trasformato in una maestosa cornice per l'arte visiva e l'architettura. La vastità dell'Arsenale permette la realizzazione di installazioni monumentali all'interno delle sue strutture storiche, mentre nelle vicinanze, il Teatro alle Tese e il Teatro Piccolo Arsenale offrono i contesti ideali per la danza, la musica e il teatro, spazi capaci di accogliere il movimento e il suono propri delle arti performative.

    Le esposizioni cinematografiche, invece, trovano il loro fulcro sul Lido. Il Palazzo del Cinema e il Palazzo del Casinò fungono da sedi principali per queste presentazioni cinematografiche, garantendo un prestigio unico alle proiezioni. Questa sapiente distribuzione dei siti assicura che le diverse discipline della Biennale siano ospitate in ambienti perfettamente adatti alle loro specifiche esigenze, spaziando dagli scenari aperti dei Giardini alle sale specializzate del Lido.

    Il Padiglione Britannico e la sua Eredità

    Immerso nel cuore pulsante dei Giardini, il Padiglione Britannico si presenta come un raffinato esempio di architettura neoclassica del XIX secolo, un edificio protetto dal suo valore storico. Nato originariamente come un accogliente caffè-ristorante, la struttura ha vissuto una metamorfosi profonda nel 1909, quando E. A. Rickards la trasformò in uno spazio dedicato all'esposizione artistica. Un momento cruciale per la sua identità avvenne nel 1937, quando il British Council ne assunse la responsabilità, sancendo una presenza duratura e autorevole all'interno dei territori della Biennale.

    Dall'inizio della sua nuova vita espositiva, oltre 600 artisti provenienti dal Regno Unito hanno attraversato le sue soglie, lasciando un'impronta indelebile nella storia dell'arte contemporanea. Nel corso dei decenni, il processo di selezione è sapientemente evoluto per riflettere i mutamenti delle pratiche artistiche globali. A partire dagli anni Settanta, il Padiglione ha adottato un approccio più focalizzato e intimo, scegliendo di dedicare il proprio spazio ogni anno a un singolo artista o a una specifica ricerca espressiva, trasformandosi in un palcoscenico per l'indagine artistica più profonda.

    La cronologia del Padiglione è costellata dalle presenze di figure monumentali che hanno segnato l'arte britannica. Tra i protagonisti che hanno lasciato un segno indimenticabile, si ricordano:

    Henry Moore

    Barbara Hepworth

    Francis Bacon

    Lucian Freud

    Anish Kapoor

    Tracey Emin

    Mostre e Ricerca Artistica

    La Biennale opera secondo un ciclo biennale, alternando ogni anno l'attenzione tra l'arte e l'architettura. L'accesso al pubblico è garantito per sei mesi ogni anno, da maggio fino a novembre, un calendario che assicura una presenza costante nel panorama culturale veneziano, offrendo un ritmo strutturato per la partecipazione internazionale. L'istituzione preserva la propria continuità storica attraverso l'ASAC, l'Archivio Storico delle Arti Contemporanee, che custodisce la documentazione essenziale che compone la memoria della Biennale.

    La ricerca e lo sviluppo professionale sono parte integrante del tessuto istituzionale. Nel 2014 è stato lanciato il programma Venice Fellowships per sostenere artisti e architetti; un'iniziativa che offre uno spazio dedicato alla ricerca, permettendo ai partecipanti di confrontarsi con la città e i suoi specifici contesti artistici. La programmazione affronta spesso temi globali complessi, come il cambiamento climatico e i diritti dei migranti, attraverso conversazioni curate e installazioni di grande scala.

    Nyau Cinema, 2015

    The Anti-Clock Project, 2015

    Let Us Now Praise Famous Men, 1936

    Eventi Recenti e Prossimi Appuntamenti della Biennale

    Il calendario della stagione 2023 abbraccia un vasto spettro di discipline che si snodano tra le calli di Venezia e le atmosfere del Lido. La Biennale Danza anima la città dal 13.07 al 29.07, un viaggio coreutico che precede la Biennale Teatro, appuntamenti che si svolgono a Venezia tra il 15.06 e il 1.07. Il sipario si sposta poi verso il Lido di Venezia con la Biennale Cinema, che accoglie il pubblico dal 30.08 al 9.09. Verso la fine dell'anno, la Biennale Musica torna a risuonare tra Venezia dal 16.10 al 29.10, mentre la Biennale Architettura si estende per un arco temporale più ampio, dal 20.05 al 26.11.

    Guardando all'anno successivo, la Biennale Arte 2024 è prevista a Venezia dal 20.04 al 24.11. Questo ricco programma di eventi riflette la profonda struttura multidisciplinare dell'istituzione, capace di alternare l'arte visiva all'architettura e di dedicare spazi preziosi al cinema, alla danza, alla musica e al teatro. È proprio questa programmazione a garantire che i diversi settori della fondazione rimangano pulsanti e vitali durante tutto l'arco dell'anno.

    Per approfondire

    Disponibile online

    Codice QR che rimanda alla pagina di download per Recalled

    artsdot.com/it/art/download/ishida-tetsuya-recalled-D4MTEG-en/

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    Ishida, Tetsuya. Recalled. 1998, la Biennale di Venezia. https://artsdot.com/it/art/ishida-tetsuya-recalled-D4MTEG-en/
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    Ishida, Tetsuya (1998). Recalled [Painting]. la Biennale di Venezia. https://artsdot.com/it/art/ishida-tetsuya-recalled-D4MTEG-en/
    Chicago
    Tetsuya Ishida. Recalled. 1998. la Biennale di Venezia. https://artsdot.com/it/art/ishida-tetsuya-recalled-D4MTEG-en/
    Harvard
    Ishida, Tetsuya (1998) Recalled. la Biennale di Venezia. Available at: https://artsdot.com/it/art/ishida-tetsuya-recalled-D4MTEG-en/

    Un dettaglio ravvicinato

    Recalled — Tetsuya Ishida

    Osserva da vicino

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    3. Rivedi Rise and Shine (1999), citato in precedenza in questa guida. Individua due elementi che condivide con quest'opera e uno che la differenzia.
    4. Tetsuya Ishida aveva circa 25 anni quando quest'opera è stata realizzata. Quali elementi ne rivelano la mano di un artista in quella fase della sua carriera?
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    Domande e risposte

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