Carta

Guida alle opere degli studenti

Invidia

Nome Classe Data

Giotto Di Bondone, Invidia (1306). Di pubblico dominio. Osserva questa tela sotto una luce in movimento: il disegno, il colore autentico sotto la vernice, la purezza del pigmento

Scheda tecnica

Artista
Giotto Di Bondone artsdot.com/it/artists/giotto-di-bondone_it/
Date dell'artista
1267 – 1337
Dipinto
1306
Tecnica e materiali
Affresco Paint applied into wet plaster, so the colour dries as part of the wall and cannot be moved.
Dimensioni originali
120 x 55 cm
Movimento
Proto Renaissance The first generation to rebuild depth and lifelike bodies in painting after the Middle Ages.
Artistic style
Realismo emotivo
Influences
Arte bizantina
Notable elements or techniques
Uso innovativo della prospettiva lineare
Subject or theme
Il peccato dell'invidia

Nel contesto

Invidia — Giotto Di Bondone

Quali sono le dimensioni?

Le dimensioni originali sono 120 × 55 cm (altezza × larghezza), qui rappresentate accanto a un adulto di statura media.

Quando è stata dipinta questa opera?

  1. 1260
  2. 1270
  3. 1280
  4. 1290
  5. 1300
  6. 1310
  7. 1320
  8. 1330

Riga superiore: gli anni. Riga inferiore: l'età dell'artista all'inizio e alla fine di ogni periodo — 0 alla nascita, 70 al momento del decesso.

Dipinto all'età di 39 anni. L'artista è vissuto fino a 70. 127 delle 257 opere datate di questo artista nel nostro catalogo sono precedenti.

Shaded: la vita di Giotto Di Bondone (1267–1337) ▲ quest'opera, 1306 ogni dipinto datato, decennio dopo decennio

Prime opere: fino al 1304 Anni di attività principale: 1304–1313 Opere tarde: dal 1313

Queste tre fasce suddividono le opere datate in questo catalogo in un primo quarto, una metà centrale e un ultimo quarto. Non rappresentano l'intera produzione dell'artista: un periodo di scarsa attività potrebbe essere una lacuna nei registri piuttosto che un momento di minore prolificità. Gli stessi anni che hanno scandito la vita dell'artista

Confronta con

Scegli un'opera tra quelle sopra elencate: indica due elementi in comune con quest'ultima e una differenza.

Altre opere da affiancare a questa: artsdot.com/it/art/similar/giotto-di-bondone-invidia-8XY4WF-it/

Colori

Misurato dall'immagine

    Colore principale

    Marrone caffè #613931

    Tavolozza catalogata

    • #613931
    • #CBAE80
    • #AB7A54
    • #DDD0AB

    Questi colori all'interno dell'intera tavolozza dell'artista Scopri altri dipinti per colore

    Palette
    Toni neutri La gamma cromatica dominante nell'immagine.
    Nome colore principale
    Marrone caffè
    Intensità
    Vivido Il grado di saturazione e la varietà dei colori, da una singola tonalità tenue a molteplici sfumature vivaci.
    Contrasto
    Deciso Il grado di variazione di luminosità e saturazione dei colori nell'intera opera.
    Armonia
    Forte unità cromatica L'armonia cromatica, dall'accostamento contrastante all'unione completa.
    Luminosità
    Brillante Il grado di luminosità o di oscurità complessiva dell'immagine, dalle ombre profonde ai punti di massima luce.
    Saturazione
    Saturazione morbida e bilanciata Quanto siano puri e intensi i colori, dal quasi grigio al pienamente vivido.

    In quale parte del mondo viene ammirato questo dipinto?

    • quota inferiore al 1%
    • 1–3%
    • 3–8%
    • 8–20%
    • 20% e oltre
    Questo singolo dipinto presenta troppi pochi visitatori registrati per poter essere mappato, pertanto la tavola riporta ogni opera di Giotto Di Bondone negli ultimi dodici mesi — 61 paesi in totale. Origine dei dati

    I dieci paesi principali

    1. 1 Cina 38,7%80.300 visite
    2. 2 Hong Kong 10,0%20.700 visite
    3. 3 Stati Uniti d'America 9,5%19.800 visite
    4. 4 Singapore 8,3%17.300 visite
    5. 5 Italia 5,3%11.000 visite
    6. 6 Spagna 5,2%10.700 visite
    7. 7 Germania 3,6%7.500 visite
    8. 8 Francia 3,5%7.200 visite
    9. 9 Romania 2,0%4.100 visite
    10. 10 Regno Unito 1,5%3.100 visite
    11. · 51 altri paesi 12,4%25.900 visite

    Trova i tre paesi più scuri sulla mappa. Il museo che custodisce questo dipinto si trova in uno di essi? Scrivi un motivo per cui persone lontane potrebbero ammirarlo.

    Le 20 opere più visualizzate di Giotto Di Bondone

    1. 1 Ultima Cena (dettaglio 3) (Cappella Scrovegni (Arena Chapel), Padova), 1305 4,0%11.400 visite
    2. 2 Madonna di Ognissanti (Madonna in Maestà), 1310 1,7%4.900 visite
    3. 3 No. 32 Scene da Cristo: 16. Cristo davanti a Caifas, 1304 1,2%3.500 visite
    4. 4 Crucifix (11), 1290 1,2%3.500 visite
    5. 5 Ognissanti Madonna, 1310 1,2%3.300 visite
    6. 6 No. 19 Scene da Vita di Cristo: 3. Presentazione di Cristo al Tempio, 1304 1,1%3.100 visite
    7. 7 Natività (Transepto settentrionale, Cappella inferiore, San Francesco, Assisi), 1311 1,1%3.100 visite
    8. 8 Giotto di Bondone, 1300 1,1%3.000 visite
    9. 9 Natività. Nascita di Gesù, 1306 1,0%2.800 visite
    10. 10 Lamento (Il Dolore di Cristo), 1306 0,9%2.600 visite
    11. 11 St. Paul, 1300 0,9%2.600 visite
    12. 12 Scrovegni - [30] - Il Lavaggio dei Piedi 0,9%2.500 visite
    13. 13 Vista delle cappelle Peruzzi e Bardi (da destra) 0,9%2.500 visite
    14. 14 Madonna in Maestà, 1310 0,8%2.300 visite
    15. 15 No. 31 Scene dalla Vita di Cristo: 15. L'Arresto di Cristo (Bacio di Giuda), 1304 0,8%2.300 visite
    16. 16 Navicella (frammento di mosaico), 1305 0,8%2.300 visite
    17. 17 La Cappella vista dall'ingresso, 1303 0,8%2.300 visite
    18. 18 Scene dalla vita di Cristo: 11. Espulsione dei cambisti dal tempio, 1304 0,8%2.200 visite
    19. 19 N. 37 Scene dalla Vita di Cristo: 21. Resurrezione (Noli me tangere), 1304 0,8%2.200 visite
    20. 116 Invidia, 1306 quest'opera 0,3%800 visite

    Insieme, queste opere hanno attirato il 22,3% di tutta l'attenzione ricevuta dai dipinti di questo artista negli ultimi dodici mesi. Il catalogo contiene 471 opere di questo artista, di cui 391 sono state visualizzate almeno una volta. Questo dipinto occupa la 116 posizione, con il 0,3% di tale attenzione (800 visite). Lo stesso conteggio, mese dopo mese

    Le barre misurano l'attenzione, non la qualità. Scegli l'opera in cima e questa: indica un elemento che potrebbe rendere un dipinto celebre al di là della sua maestria tecnica.

    Informazioni sull'opera

    Invidia — Giotto Di Bondone

    La Gelosia: Un Primo Passo Verso la Rinascita Fiorentina

    Giotto di Bondone, nato intorno al 1267 nei dintorni di Firenze, rappresenta una figura fondamentale nella storia dell'arte occidentale e nel passaggio dall’arte medievale a quella rinascimentale. La sua vita è avvolta in leggende – si narra che fosse un ragazzo pastorale scoperto a disegnare con sorprendente realismo pecorelle sulle rocce, attirando l'attenzione del maestro Cimabue. Anche se la verità storica rimane oggetto di dibattito, questa storia cattura l’essenza della genialità giottesca: una naturale predisposizione alla rappresentazione fedele del mondo reale e alla profondità emotiva che lo caratterizza. Dopo essere stato apprendista presso Cimabue, Giotto rapidamente superò il suo insegnante, assimilando le tecniche pittoriche ma creando un percorso artistico distintivo. Mentre lo stile bizantino dominava l’epoca, con figure stilizzate, prospettive piatte e sfondi dorati simboli di trascendenza spirituale piuttosto che rappresentazione materiale, Giotto aspirava a liberarsi dalle convenzioni tradizionali. Questo desiderio si traduce nella sua capacità unica di esprimere emozioni attraverso il colore e la composizione, una qualità che lo distingue dai suoi contemporanei e anticipa gli sviluppi estetici della Rinascita.

    Artista: Giotto di Bondone (1267 – 1337)

    Luogo di nascita: Firenze

    Opera: Envy (No. 48 The Seven Vices)

    Data creazione: 1306

    Tecnica: Fresco

    Il Fresco e la Rivoluzione Stilistica

    L’opera "La Gelosia" è un affresco eseguito nel ciclo delle Sette Virtù presso la Cappella degli Scrovegni a Padova, commissionata dalla famiglia Scrovegni. Questo progetto ambizioso rappresenta una vera e propria rivoluzione stilistica rispetto alla tradizione bizantina precedente, che privilegiava immagini ieratiche e simboliche con prospettive semplificate. Giotto abbandona deliberatamente queste convenzioni per abbracciare un nuovo linguaggio artistico caratterizzato da una straordinaria attenzione ai dettagli anatomici e dalla resa emotiva delle figure umane. Questa innovazione è evidente nella rappresentazione del personaggio della Gelosia, raffigurato come una figura maschile con corna sulla testa, vestita con una tunica e intento a indicare qualcosa o qualcuno all’interno della stanza. L'utilizzo di colori vivaci e la luce naturale contribuiscono a creare un'atmosfera intensa e drammatica, sottolineando l'importanza del soggetto rappresentato.

    Stile: Proto Rinascita

    Tecnica: Fresco – Una tecnica pittorica che prevede l’applicazione di pigmenti direttamente sulla superficie fresca dell’intonaco, garantendo una straordinaria durata nel tempo.

    Materiali: Intonaco di calce e pigmenti naturali

    Simbolismo e Significato Religioso

    La Gelosia è una delle Sette Virtù rappresentate nel ciclo pittorico degli Scrovegni, un progetto artistico che celebra i valori morali fondamentali della cristianità. Tuttavia, Giotto non si limita a trasmettere un messaggio religioso semplice; egli utilizza il simbolo della gelosia – rappresentata dalla figura con le corna – per esprimere una complessa condizione psicologica umana: l'avidità di ciò che appartiene agli altri e la paura della perdita dell’amore. Questo simbolismo è rafforzato dall’ambientazione della scena, caratterizzata da un camino acceso e da una sedia posizionata ai margini del dipinto, elementi che contribuiscono a creare un clima di tensione drammatica e inquietante. L'opera invita lo spettatore a riflettere sulla natura umana e sulle forze oscure che possono minacciare la serenità dell’anima.

    Simbolismo: Le corna rappresentano l’arroganza e l’orgoglio, simboli della Gelosia.

    Contesto storico: Il ciclo degli Scrovegni riflette l'interesse culturale del periodo per la filosofia aristotelica e la ricerca di una nuova visione dell'uomo e del mondo.

    Un’Emozione Profonda nella Rappresentazione Artistica

    Giotto riesce a comunicare emozioni profonde attraverso il suo stile innovativo, creando un dipinto che trascende la mera rappresentazione materiale per toccare corde emotive nello spettatore. Questo risultato è frutto di una maestria tecnica senza pari e di una sensibilità artistica straordinaria, qualità che lo consacrano come uno dei più grandi artisti della storia dell'arte italiana e uno dei precursori della Rinascita Fiorentina. "La Gelosia" rimane un esempio emblematico della capacità dell’arte di esprimere la complessità dell'esperienza umana e di celebrare i valori morali fondamentali della civiltà occidentale.

    Artista e museo

    Artista

    Giotto Di Bondone

    Nato a Firenze, Italia

    La vita e le origini di Giotto Di Bondone

    Giotto Di Bondone emerse tra le dolci colline nei pressi di Firenze, in Italia, intorno al 1267. Pittore e architetto, dedicò la sua esistenza a navigare il delicato passaggio dal periodo medievale verso l'alba del Rinascimento. Sebbene il suo nome completo porti con sé il peso della sua stirpe, fu spesso conosciuto semplicemente come Giotto. La sua impronta nel panorama fiorentino fu segnata da una rivoluzionaria trasformazione nel modo in cui le figure occupavano lo spazio, allontanandosi dalle icone bidimensionali e dorate della tradizione bizantina per approdare a un senso più tangibile di peso e di presenza umana.

    La sua vita affondò le radici nel paesaggio toscano, e rimase una figura centrale nella vita artistica di Firenze fino alla sua morte, avvenuta l'8 gennaio 1337. Attraverso le città d'Italia, lasciò tracce indelebili del suo genio in varie cappelle e opere pubbliche. Il suo lavoro non rappresentò una rottura improvvisa con il passato, bensì una costante e osservativa evoluzione del modo in cui la luce e l'ombra potevano definire una forma. Egli osservò il mondo con occhi nuovi, cercando di catturarne la realtà fisica e conferendo ai suoi soggetti un senso di gravità e un posto all'interno di un ambiente tridimensionale e credibile.

    Giovinezza, Famiglia e Formazione

    Nato nella splendida Firenze, in Italia, era figlio di un fabbro di nome Bondone. I suoi primi anni sono spesso evocati attraverso la suggestiva leggenda di un pastorellino: si racconta che trascorresse il suo tempo a ritrarre l'immagine delle pecore su pietre piatte. Questa abitudine catturò l'attenzione del maestro Cimabue, che decise di accogliere il giovane come apprendista. Che questa storia sia una verità letterale o un modo per spiegare il suo talento innato, essa suggerisce un'infanzia trascorsa a osservare con attenzione il movimento e la consistenza degli esseri viventi.

    Il suo apprendistato sotto la guida di Cimabue fornì le fondamenta tecniche per la sua opera matura. Giotto Di Bondone si allontanò dagli stili rigidi e bidimensionali che definivano l'epoca, concentrandosi invece sul modo in cui le figure occupano lo spazio. Imparò a guardare il mondo in modo diretto, cercando di catturare il modo in cui un corpo sostiene il proprio peso. Questa attenzione alla realtà fisica dei suoi soggetti divenne il marchio di fabbrica del suo approccio: egli non si limitò a copiare le icone del suo tempo, ma cercò di comprendere l'anatomia e la presenza vibrante delle persone che dipingeva.

    Lavoro a Roma e Assisi

    Verso la fine del XIII secolo, la presenza di Giotto Di Bondone si espanse ben oltre i confini della sfera fiorentina. Tra il 1297 e il 1300, l'artista operò a Roma, un periodo in cui si confrontò con la scala monumentale dei centri religiosi della città. Uno dei suoi compiti più significativi di questo periodo fu la realizzazione di un imponente mosaico per la Navicella, che decorava la facciata della Basilica di San Pietro in Vaticano. Quest'opera richiese una precisione differente rispetto agli affreschi della sua giovinezza, richiedendo un dialogo con la perennità della pietra e del vetro per dare forma a uno spazio sacro.

    La sua influenza raggiunse con forza anche le colline di Assisi. Sebbene la natura esatta del suo coinvolgimento sia ancora oggetto di dibattito tra gli studiosi, molti riconoscono il suo tocco magistrale negli affreschi della Basilica Superiore di San Francesco. In questi spazi, Giotto Di Bondone lavorò in sintonia con il fervore religioso dell'epoca, in un tempo in cui era contemporaneo di figure leggendarie come Dante Alighieri e Duccio di Buoninsegna. Il suo operato ad Assisi contribuì a liberare l'iconografia religiosa dai modelli piatti e stilizzati del passato, ponendo invece l'accento su un senso di gravità e sulla vibrante presenza umana tra le mura della cappella.

    Il capolavoro della Cappella degli Scrovegni

    A Padova, la Cappella degli Scrovegni — spesso chiamata Cappella dell'Arena — custodisce l'opera che Giotto Di Bondone completò intorno al 1305. Enrico Scrovegni commissionò questo spazio e gli affreschi che ne derivarono rivestono le pareti in un racconto continuo. Le scene seguono la Vita della Vergine e la Vita di Cristo. Invece dei fondi piatti e ricchi d'oro tipici dell'epoca, le figure qui occupano uno spazio che appare pesante e reale. Si può percepire il peso dei loro corpi e il modo in cui reagiscono l'uno all'altro attraverso gesti semplici e diretti.

    Le pareti si muovono attraverso le storie della Bibbia con un senso di dramma umano. Nelle scene della Vita di Cristo, le figure non esistono semplicemente come simboli; esse portano con sé la presenza fisica di persone che vivono il dolore o l'osservazione silenziosa. L'uso di luce e ombra aiuta a dare forma ai drappeggi dei loro abiti e ai contorni dei loro volti. Questo approccio fa sì che gli eventi sacri sembrino accadere all'interno di un ambiente tangibile e tridimensionale, piuttosto che in un distante vuoto spirituale.

    La scala dell'opera è immensa, coprendo l'interno della cappella dal pavimento al soffitto. Il Giudizio Universale occupa una vasta porzione della parete, presentando una visione cruda della fine dei tempi. Le figure sono radicate, i loro piedi poggiano su un terreno solido e le loro espressioni riflettono una gamma di emozioni umane. È un luogo in cui il divino viene portato a una scala umana attraverso l'attenta applicazione del colore e della forma.

    Contributi Architettonici e Firenze

    Nel 1334, il Comune di Firenze compì una scelta decisiva per il futuro del profilo della sua cattedrale. In seguito alla morte di Arnolfo di Cambio, Giotto fu nominato come suo successore. L'artista dedicò gran parte delle sue energie tardive alla progettazione e alla costruzione di un nuovo campanile per la cattedrale. Questa torre campanaria era destinata a sorgere accanto alla Basilica di Santa Maria del Fiore, e la prima pietra fu posta il 19 luglio 1334.

    Il suo approccio alla torre si distaccò dalla semplice e scheletrica struttura gotica. Al contrario, egli rivestì la superficie con marmi colorati disposti in motivi geometrici, utilizzando il marmo bianco di Carrara, il marmo verde di Prato e il marmo rosso di Siena. Nel suo disegno, applicò il chiaroscuro e una forma di prospettiva, trattando la struttura quasi come se fosse un oggetto dipinto. La torre presenta una pianta quadrata, si eleva per 84,7 metri e si articola in cinque ordini orizzontali. Sebbene l'artista sia venuto a mancare prima che l'opera raggiungesse la sua massima altezza, il suo progetto per il piano inferiore rimane una parte integrante e indissolubile dello skyline fiorentino.

    Tecnica e Stile Artistico

    Giotto Di Bondone si distaccò dalla rigida e piatta stilizzazione che aveva definito gran parte dell'arte medievale. Invece di riprodurre le figure distanti e simboliche tipiche della tradizione bizantina, egli si concentrò su una struttura chiara e semplice. Il suo obiettivo era ritrarre il mondo così come appariva all'occhio umano, introducendo la pratica del disegno accurato dal vero. Questo cambiamento portò nelle sue opere un senso di peso e volume, permettendo ai suoi soggetti di occupare uno spazio tangibile e tridimensionale, anziché fluttuare sospesi su uno sfondo dorato.

    Si avverte una sottile penetrazione psicologica nel modo in cui l'artista modella le sue figure. Attraverso l'uso sapiente di luce e ombra, egli riuscì a scolpire la forma, conferendo al corpo un senso di presenza fisica e gravità. Questa profonda attenzione alla condizione umana gli permise di trasmettere un vasto spettro di emozioni attraverso il gesto e l'espressione. Nelle sue opere, il divino non è un'astrazione lontana, ma qualcosa che appare radicato e reale. Il suo approccio anticipò le innovazioni dello stile rinascimentale, spingendo l'arte verso una rappresentazione più naturalistica dell'esperienza umana.

    Crocifisso (1290)

    Madonna in Maest (c. 1310)

    Il Trittico Stefaneschi (1320)

    Opere Chiave e Pitture Religiose

    Nella navata di Santa Maria Novella a Firenze, pende un grande crocifisso ligneo, dipinto con tempera e oro. Creato intorno al 1290-1295, l'opera mostra il corpo di Cristo in una posa verticale e naturalistica. Il peso della figura tira verso il basso, con il capo chino e le costole visibili. Alla base, la croce poggia su rocce aride che suggeriscono il monte Golgota, dove il sangue di Cristo gocciola in una cavità che contiene le ossa di Adamo.

    Il Polittico della Badia, oggi conservato agli Uffizi di Firenze, rivela un lato diverso della sua capacità di trattare i soggetti sacri. Il lavoro di Giotto Di Bondone si concentrava spesso sull'esperienza umana all'interno delle narrazioni religiose. Ciò è evidente nell' Ognissanti Madonna, nota anche come Madonna in Maestà, dipinta intorno al 1310. In quest'opera, le figure possiedono un senso di peso e volume, allontanandosi dagli stili piatti e ricchi d'oro del passato. Egli dipinse anche la Discesa al Limbo, una scena che prosegue questo focus sulla profondità psicologica e sulla presenza fisica.

    Crocifisso (Santa Maria Novella)

    Polittico della Badia

    Ognissanti Madonna

    Discesa al Limbo

    Eredità e influenza sulla storia dell'arte

    Il cambiamento nel modo in cui i pittori approcciarono la forma umana ebbe inizio proprio attraverso le sue mani. Allontanandosi dalle figure piatte e incorniciate dall'oro della tradizione bizantina, egli mutò radicalmente la direzione della pittura italiana. Introdusse un nuovo modo di vedere, focalizzato sul peso corporeo e sul modo in cui la luce si deposita su una superficie. Questa evoluzione permise all'arte di muoversi verso il Rinascimento, fornendo le fondamenta per quel naturalismo su cui gli artisti successivi avrebbero costruito i propri capolavori. Per questo motivo, viene spesso celebrato come il padre della pittura europea, avendo contribuito a traslare l'arte dalle icone simboliche verso una realtà più tangibile e palpabile.

    La sua influenza è rintracciabile attraverso le opere di coloro che lo hanno seguito. Il modo in cui egli gestì lo spazio e l'emozione umana fornì un modello fondamentale per maestri come Masaccio e Michelangelo. Dimostrò che una figura poteva possedere volume e occupare uno spazio reale e tridimensionale. Questo approccio trasformò le scene religiose in esperienze vissute, dove i personaggi acquisirono una profondità psicologica che era mancata negli stili precedenti, più rigidi e stilizzati. La sua opera colmò il divario tra l'era medievale e il primo Rinascimento, stabilendo uno standard su come le narrazioni potessero essere raccontate attraverso il peso visivo e il gesto.

    Crocifisso (1290)

    Il Trittico Stefaneschi (1330)

    Polittico Baroncelli (1334)

    Dove ammirare le sue opere oggi

    Per contemplare la sua maestria dal vivo, è necessario intraprendere un viaggio verso Padova, in Italia. La Cappella degli Scrovegni custodisce i vasti cicli di affreschi che hanno rivoluzionato il modo di narrare le storie sulle pareti. La vibrante intensità dei colori e il modo in cui le figure abitano lo spazio possono essere compresi appieno solo restando immersi in quella cappella; è un luogo di profonda quiete, dove il peso dei corpi dipinti sembra acquisire una realtà tangibile in contrasto con l'architettura circostante.

    A Firenze, invece, sopravvivono diverse sue testimonianze. Il Crocifisso conservato a Santa Maria Novella, situato nel cuore della navata, rivela un corpo che si piega sotto il proprio peso, segnando un distacco netto dalle forme più rigide del passato. Poco distante, la Galleria degli Uffizi custodisce il Polittico della Badia. Osservare queste opere nei loro rispettivi contesti italiani permette di percepire l'autentica grandezza delle dimensioni con cui l'artista operava.

    Altre sue creazioni sono state collocate in collezioni differenti. Il Triptico degli Stefaneschi è oggi conservato presso la Pinacoteca Vaticana, nella Città del Vaticano. Ammirare questi capolavori nelle loro attuali dimore offre l'opportunità di tracciare l'evoluzione del suo stile attraverso i diversi spazi sacri della storia.

    Per approfondire

    Disponibile online

    Codice QR che rimanda alla pagina di download per Invidia

    artsdot.com/it/art/download/giotto-di-bondone-invidia-8XY4WF-it/

    Cita quest'opera

    MLA
    Bondone, Giotto Di. Invidia. 1306, https://artsdot.com/it/art/giotto-di-bondone-invidia-8XY4WF-it/
    APA
    Bondone, Giotto Di (1306). Invidia [Painting]. https://artsdot.com/it/art/giotto-di-bondone-invidia-8XY4WF-it/
    Chicago
    Giotto Di Bondone. Invidia. 1306. https://artsdot.com/it/art/giotto-di-bondone-invidia-8XY4WF-it/
    Harvard
    Bondone, Giotto Di (1306) Invidia. Available at: https://artsdot.com/it/art/giotto-di-bondone-invidia-8XY4WF-it/

    Un dettaglio ravvicinato

    Invidia — Giotto Di Bondone

    Osserva da vicino

    Rispondi con parole tue. Non esistono risposte errate — solo risposte che puoi spiegare.

    1. Cosa ti colpisce per primo, e perché?
    2. Quali colori o forme creano l'atmosfera — e di che atmosfera si tratta?
    3. Il nostro catalogo classifica quest'opera sotto: religious symbolism, medieval art, horned figure. Sei d'accordo? Cosa aggiungeresti o toglieresti?
    4. Rivedi Ultima Cena (dettaglio 3) (Cappella Scrovegni (Arena Chapel), Padova) (1305), citato in precedenza in questa guida. Individua due elementi che condivide con quest'opera e uno che la differenzia.
    5. Proto Renaissance: The first generation to rebuild depth and lifelike bodies in painting after the Middle Ages. Dove si può osservare questo elemento in quest'opera?

    La tua risposta

    Scrivi un breve paragrafo su quest'opera, utilizzando le informazioni contenute nelle sezioni precedenti di questa guida e le risposte fornite in precedenza.

    Quiz d'arte

    Invidia — Giotto Di Bondone

    Quanto conosci quest'opera d'arte?

    Seleziona una risposta per ciascuna delle 5 domande riportate di seguito. Ciascuna presenta esattamente una risposta corretta.

    1. 1. Qual è il soggetto principale della Fresca "Envidia" di Giotto?

      • A Una scena religiosa raffigurante Gesù Cristo
      • B Un ritratto di un nobile italiano del XIV secolo
      • C La rappresentazione dell'invidia come figura con corna in una stanza illuminata dalle fiamme
    2. 2. In quale periodo storico è stata realizzata la Fresca "Envidia"?

      • A Il Rinascimento italiano
      • B L'epoca medievale bizantina
      • C Il periodo greco classico
    3. 3. Quale tecnica pittorica caratterizza principalmente lo stile di Giotto?

      • A L'uso dell'oro piatto per creare effetti luminosi
      • B La prospettiva lineare che permette una rappresentazione accurata dello spazio
      • C Lo stile bizantino con figure stilizzate e colori vivaci
    4. 4. Dove si trova attualmente la Fresca "Envidia"?

      • A Alla Galleria degli Uffizi di Firenze
      • B Nella Cappella Scrovegni a Padova
      • C Al Museo Vaticano
    5. 5. Qual è l'atmosfera generale evocata dalla Fresca "Envidia" grazie all'utilizzo delle fiamme?

      • A Tranquillità e serenità
      • B Calma contemplativa
      • C Intensa passione e pericolo

    Il mio punteggio: ____ su 5

    Chiave di correzione — per l'insegnante

    Questo darà inizio a una nuova pagina stampata, che può quindi essere semplicemente omessa dalle copie.

    1C · 2A · 3B · 4B · 5C

    Verifica ogni risposta confrontandola con la scheda del catalogo di questo dipinto

    Domande e risposte

    A quale artista è attribuito "Invidia"?

    "Invidia" è stata creata da Giotto Di Bondone. Le informazioni contenute in questa pagina descrivono l'opera originale di Giotto Di Bondone.

    Quale soggetto e quale atmosfera si incontrano in "Invidia" di Giotto Di Bondone?

    "Invidia" mostra religious symbolism, medieval art, horned figure, allegory, fire motif, renaissance proto, psychological depth, e l'atmosfera che ne scaturisce è Drammatico.

    Per quale uso è consigliata una riproduzione di "Invidia" di Giotto Di Bondone?

    L'uso consigliato per una stampa di "Invidia" è Accento cromatico.