Carta

Guida alle opere degli studenti

Apollo e Dafne

Nome Classe Data

Gian Lorenzo Bernini, Apollo e Dafne (1622), Galleria Borghese. Di pubblico dominio. Osserva questa tela sotto una luce in movimento: il disegno, il colore autentico sotto la vernice, la purezza del pigmento

Scheda tecnica

Artista
Gian Lorenzo Bernini artsdot.com/it/artists/gian-lorenzo-bernini_it/
Date dell'artista
1598 – 1680
Dipinto
1622
Movimento
Scultura barocca
In corso presso
Galleria Borghese artsdot.com/it/museums/galleria-borghese-rome_it/
Artistic style
Drammatico, emozionale
Influences
Arte classica
Notable elements
Posa dinamica, trasformazione
Subject or theme
Amore mitologico

Nel contesto

Apollo e Dafne — Gian Lorenzo Bernini

Quando è stata dipinta questa opera?

  1. 1590
  2. 1600
  3. 1610
  4. 1620
  5. 1630
  6. 1640
  7. 1650
  8. 1660
  9. 1670
  10. 1680

Riga superiore: gli anni. Riga inferiore: l'età dell'artista all'inizio e alla fine di ogni periodo — 0 alla nascita, 82 al momento del decesso.

Dipinto all'età di 24 anni. L'artista è vissuto fino a 82. 24 delle 153 opere datate di questo artista nel nostro catalogo sono precedenti.

Shaded: la vita di Gian Lorenzo Bernini (1598–1680) ▲ quest'opera, 1622 ogni dipinto datato, decennio dopo decennio

Prime opere: fino al 1624 Anni di attività principale: 1624–1655 Opere tarde: dal 1655

Queste tre fasce suddividono le opere datate in questo catalogo in un primo quarto, una metà centrale e un ultimo quarto. Non rappresentano l'intera produzione dell'artista: un periodo di scarsa attività potrebbe essere una lacuna nei registri piuttosto che un momento di minore prolificità. Gli stessi anni che hanno scandito la vita dell'artista

Confronta con

Scegli un'opera tra quelle sopra elencate: indica due elementi in comune con quest'ultima e una differenza.

Altre opere da affiancare a questa: artsdot.com/it/art/similar/gian-lorenzo-bernini-apollo-e-dafne-8y3tdz-it/

Colori

Misurato dall'immagine

    Colore principale

    Grigio tortora #e6ddcd

    Tavolozza catalogata

    • #E6DDCD
    • #100B09
    • #785F4E
    • #BDA890

    Questi colori all'interno dell'intera tavolozza dell'artista Scopri altri dipinti per colore

    Palette
    Toni della terra La gamma cromatica dominante nell'immagine.
    Nome colore principale
    Grigio tortora
    Intensità
    Monocromatico Il grado di saturazione e la varietà dei colori, da una singola tonalità tenue a molteplici sfumature vivaci.
    Contrasto
    Dichiarazione Il grado di variazione di luminosità e saturazione dei colori nell'intera opera.
    Armonia
    Forte unità cromatica L'armonia cromatica, dall'accostamento contrastante all'unione completa.
    Luminosità
    Ombra Il grado di luminosità o di oscurità complessiva dell'immagine, dalle ombre profonde ai punti di massima luce.
    Saturazione
    Saturazione tenue Quanto siano puri e intensi i colori, dal quasi grigio al pienamente vivido.

    In quale parte del mondo viene ammirato questo dipinto?

    • quota inferiore al 1%
    • 1–3%
    • 3–8%
    • 8–20%
    • 20% e oltre
    Questo singolo dipinto presenta troppi pochi visitatori registrati per poter essere mappato, pertanto la tavola riporta ogni opera di Gian Lorenzo Bernini negli ultimi dodici mesi — 31 paesi in totale. Origine dei dati

    I dieci paesi principali

    1. 1 Cina 32,4%5.500 visite
    2. 2 Germania 12,9%2.200 visite
    3. 3 Italia 8,2%1.400 visite
    4. 4 Stati Uniti d'America 7,6%1.300 visite
    5. 5 Brasile 4,7%800 visite
    6. 6 Spagna 4,7%800 visite
    7. 7 Francia 4,1%700 visite
    8. 8 Hong Kong 4,1%700 visite
    9. 9 Georgia 1,8%300 visite
    10. 10 Giappone 1,8%300 visite
    11. · 21 altri paesi 17,7%3.000 visite

    Trova i tre paesi più scuri sulla mappa. Il museo che custodisce questo dipinto si trova in uno di essi? Scrivi un motivo per cui persone lontane potrebbero ammirarlo.

    Le 20 opere più visualizzate di Gian Lorenzo Bernini

    1. 1 Il martirio di San Lorenzo, 1614 10,9%2.700 visite
    2. 2 Apollo e Dafne, 1622 quest'opera 6,0%1.500 visite
    3. 3 Il Rapimento di Prosperina, 1621 4,4%1.100 visite
    4. 4 Il Louvre, Facciata Est (studio per il Primo Progetto), 1664 3,6%900 visite
    5. 5 Ritrattistica del Cardinale Armand de Richelieu, 1640 3,2%800 visite
    6. 6 Daniel and the Lion, 1650 2,8%700 visite
    7. 7 Autoritratto, 1635 2,4%600 visite
    8. 8 David (detail), 1623 2,4%600 visite
    9. 9 La Capra Amaltea con il Bambino Giove e un Fauno, 1615 2,0%500 visite
    10. 10 Aeneas, Anchises, and Ascanius, 1618 2,0%500 visite
    11. 11 Busto del Cardinale Scipione Borghese 2,0%500 visite
    12. 12 Busto di Luigi XIV, 1665 2,0%500 visite
    13. 13 Medusa 2,0%500 visite
    14. 14 Fontana dei Quattro Fiumi, 1648 2,0%500 visite
    15. 15 Busto di Thomas Baker, 1638 2,0%500 visite
    16. 16 Rapimento di Proserpina (dettaglio), 1621 1,6%400 visite
    17. 17 Nettuno e Tritone, 1620 1,6%400 visite
    18. 18 Fontana del Tritone, 1624 1,6%400 visite
    19. 19 Modello per il leone della Fontana dei Quattro Fiumi 1,2%300 visite
    20. 20 Aeneas, Anchises, and Ascanius (detail), 1618 1,2%300 visite

    Insieme, queste opere hanno attirato il 56,9% di tutta l'attenzione ricevuta dai dipinti di questo artista negli ultimi dodici mesi. Il catalogo contiene 171 opere di questo artista, di cui 91 sono state visualizzate almeno una volta. Questo dipinto occupa la 2 posizione, con il 6,0% di tale attenzione (1.500 visite). Lo stesso conteggio, mese dopo mese

    Le barre misurano l'attenzione, non la qualità. Scegli l'opera in cima e questa: indica un elemento che potrebbe rendere un dipinto celebre al di là della sua maestria tecnica.

    Informazioni sull'opera

    Apollo e Dafne — Gian Lorenzo Bernini

    Il Mito che si fa Carne: "Apollo e Dafne" di Gian Lorenzo Bernini

    L'opera "Apollo e Dafne" di Gian Lorenzo Bernini, custodita nella sontuosa Galleria Borghese a Roma, non è una semplice scultura; è l'incarnazione viscerale del racconto senza tempo di Ovidio. Completata tra il 1622 e il 1625, questa opera monumentale trascende la sua materialità marmorea per catturare un istante fugace e drammatico: il precipizio della trasformazione, dove il dio Apollo, consumato dal desiderio, tenta di afferrare la ninfa Dafne, la quale fugge disperatamente per trasformarsi in un alloro. Il genio di Bernini risiede non solo nella sua maestria tecnica, ma nella capacità di infondere nella pietra un senso sbalorditivo di movimento e intensità emotiva, creando una scena che appare perpetuamente colta nel pieno dell'azione.

    Dramma Barocco: La Scultura come Movimento Vivo

    Bernini, figura cardine nella transizione dal Rinascimento all'arte barocca, rifiutò la formalità statica della scultura precedente. Al suo posto, abbracciò il dinamismo, catturando le figure nel mezzo di un gesto, imbevute di un'emozione palpabile. "Apollo e Dafne" esemplifica perfettamente questo approccio. Lo scultore manipola magistralmente il marmo per trasmettere un senso di movimento prodigioso: la mano protesa di Apollo, pronta ad afferrare Dafne; la forma in fuga di lei, con gli arti che si trasformano in rami; il panneggio fluttuante che sembra incresparsi attorno a entrambi. La scultura non è la raffigurazione di un evento statico, ma piuttosto un momento congelato di intensa persecuzione e disperata fuga. L'uso del contrapposto, con il peso di Apollo che si sposta leggermente su una gamba, accentua ulteriormente l'illusione del movimento.

    La tecnica di Bernini è di una raffinatezza vertiginosa. Egli impiegò un complesso sistema di impalcature e sostegni all'interno dello stesso marmo, permettendogli di creare un'apparenza esterna di leggerezza e fluidità. La superficie della pietra è lucidata fino a ottenere una lucentezza luminosa, che riflette la luce e amplifica il senso di volume e profondità. I dettagli sono squisiti: la delicata trama dei capelli di Dafne che si trasformano in foglie, le intricate pieghe del suo drappeggio, la sottile espressione di panico sul suo volto.

    Simbolismo Mitico: Amore, Fuga e Trasformazione

    La storia di Apollo e Dafne è ricca di significati simbolici. Apollo, che rappresenta il potere divino e la bellezza, incarna la persecuzione implacabile e il desiderio indomito. Dafne, simbolo di innocenza e resistenza, rappresenta la preservazione della virtù e il rifiuto delle tentazioni mondane. La sua trasformazione in un alloro – pianta strettamente associata allo stesso Apollo – sancisce la sua vittoria finale contro le avances del dio, diventando un simbolo sia di bellezza che di resilienza. Il mito stesso esplora i temi dell'amore, della perdita e del conflitto tra desiderio e libertà.

    Anche la collocazione della scultura all'interno della Galleria Borghese è significativa. Originariamente concepita per essere osservata da un'angolazione specifica, essa mette in risalto l'interazione drammatica tra la forza della persecuzione di Apollo e la fuga disperata di Dafne. L'architettura circostante della galleria esalta ulteriormente questo effetto, creando un'esperienza immersiva per lo spettatore.

    Un'Eredità di Emozione: L'Impatto Duraturo di Bernini

    "Apollo e Dafne" si erge come testimonianza dell'abilità senza pari di Bernini e della sua profonda comprensione dell'emozione umana. Non è semplicemente una rappresentazione di un mito classico, ma una potente esplorazione della condizione umana: la lotta tra desiderio e resistenza, il trionfo della virtù sulla tentazione e il potere duraturo della trasformazione. L'opera di Bernini continua a affascinare il pubblico secoli dopo, dimostrando l'appeal senza tempo di questa narrazione drammatica e consolidando il suo posto come uno dei più grandi maestri della storia dell'arte. Le riproduzioni di questo capolavoro offrono una straordinaria opportunità per portare questa scultura eccezionale in qualsiasi spazio, evocando il dramma e l'emozione della visione originale di Bernini.

    Artista e museo

    Artista

    Gian Lorenzo Bernini

    Nato a Napoli, Italia

    Gian Lorenzo Bernini: Una Vita nell'Arte

    Nato: 7 dicembre 1598, Napoli, Italia

    Morto: 28 novembre 1680, Roma, Stati Pontifici (all'età di 81)

    Conosciuto per: Scultura barocca, architettura, pittura e pianificazione urbana.

    Primi Anni e Formazione

    Il viaggio artistico di Gian Lorenzo Bernini iniziò sotto la guida del padre, Pietro Bernini, egli stesso scultore. Riconoscendo il prodigioso talento di Gian Lorenzo fin dalla tenera età, Pietro gli fornì una formazione rigorosa in varie discipline artistiche. Il giovane Bernini superò presto le capacità del padre, dimostrando un'eccezionale abilità anche in tenera età. Studiò le sculture greche e romane classiche all'interno delle collezioni vaticane, assorbendone forme e principi. Le sue prime opere già esibivano una notevole competenza tecnica e un approccio innovativo alla scultura, attirando l'attenzione di figure importanti come il cardinale Maffeo Barberini, che in seguito divenne Papa Urbano VIII – il suo patrono più significativo.

    Stile Artistico e Opere Principali

    Bernini è considerato lo scultore barocco per eccellenza, uno stile caratterizzato da dramma, emozione, movimento e grandiosità. Il suo lavoro andò oltre le qualità statiche della scultura rinascimentale, abbracciando dinamismo e teatralità. Elementi chiave del suo stile includono:

    Narrazione Drammatica: Le sculture di Bernini spesso raffigurano momenti di azione intensa o culmine emotivo.

    Profondità Psicologica: Trasmetteva abilmente emozioni complesse attraverso espressioni facciali e linguaggio del corpo.

    Maestria Tecnica: La sua capacità di rendere texture – come capelli fluenti, tessuti delicati e pelle liscia – nel marmo era impareggiabile.

    Opere notevoli che esemplificano il suo genio includono:

    Estasi di Santa Teresa (1647-1652): Un capolavoro situato nella Cappella Cornaro, Roma, raffigurante un'esperienza mistica con una profonda intensità emotiva.

    Apollo e Dafne (1622-1625): Cattura la trasformazione mitologica di Dafne in alloro con realismo e dinamismo mozzafiato.

    David (1623-1624): Una rappresentazione dinamica di David pronto a colpire, che mostra l'abilità di Bernini nel trasmettere tensione e movimento nel marmo.

    Il Baldacchino (1624-1633): Un monumentale ciborio in bronzo eretto sopra l'altare maggiore della Basilica di San Pietro, Roma, che dimostra la sua abilità architettonica.

    Fontana dei Quattro Fiumi (1648-1651): Situata a Piazza Navona, Roma, questa elaborata fontana presenta figure allegoriche che rappresentano i principali fiumi di diversi continenti.

    Contributi Architettonici e Pianificazione Urbana

    Oltre alla scultura, Bernini ha apportato significativi contributi all'architettura e alla pianificazione urbana. Ha progettato numerose chiese, cappelle ed edifici secolari, integrando spesso le sue opere scultoree nel tessuto architettonico. Il suo lavoro sulla Basilica di San Pietro, compreso il Baldacchino e la colonnata di Piazza San Pietro, ha trasformato radicalmente l'aspetto della basilica creando uno spazio cerimoniale grandioso. Ha anche svolto un ruolo cruciale nella riprogettazione di diverse piazze romane, creando spazi pubblici vivaci che hanno migliorato l'estetica della città.

    Eredità e Significato Storico

    Gian Lorenzo Bernini ha profondamente plasmato il corso dell'arte occidentale. Il suo approccio innovativo alla scultura ha stabilito lo stile barocco come forza dominante nell'arte europea per oltre un secolo. Ha influenzato generazioni di artisti con le sue composizioni drammatiche, la sua virtuosismo tecnico e la sua capacità di trasmettere profonde emozioni. L'integrazione di Bernini tra scultura, architettura e pittura in esperienze artistiche unificate ha stabilito un nuovo standard per l'espressione artistica. Come notò Howard Hibbard, l'impatto di Bernini è stato così significativo che si pone come il "più grande scultore del XVII secolo". Le sue opere continuano a ispirare stupore e ammirazione, consolidando il suo posto tra gli artisti più importanti della storia.

    Museo

    Galleria Borghese

    In mostra presso Roma, Italia

    Origini e Storia della Galleria

    La Galleria Borghese sorge nel cuore di Roma, incastonata nella splendida cornice della Villa Borghese Pinciana. La genesi di questa straordinaria collezione risale al periodo del Cardinale Scipione Borghese (1577–1633), nipote di Papa Paolo V, il quale, avvalendosi delle immense risorse della famiglia, diede inizio alla creazione di un assemblaggio artistico senza precedenti, gettando le fondamenta del patrimonio che ammiriamo oggi. Originariamente, il sito fu concepito come una villa suburbana, un raffinato rifugio di campagna destinato al piacere privato e alla celebrazione delle continue e prestigiose acquisizioni del Cardinale.

    Il passaggio cruciale da dimora privata a istituzione pubblica avvenne nel 1902, quando il Principe Camillo Borghese decise di trasformare la residenza in un museo pubblico, garantendo così la salvaguardia dell'eredità artistica della famiglia per le generazioni future. Con questo gesto, la collezione uscì dalla sfera dell'intimità aristocratica per entrare pienamente nel dominio civico. La storia della villa si intreccia indissolubilmente con le altalenanti fortune della casata Borghese e con i profondi mutamenti del panorama politico romano.

    Scipione Borghese (1577–1633)

    Papa Paolo V

    Principe Camillo Borghese

    L'Architettura di Villa Borghese

    La struttura della villa nacque dalla visione personale del Cardinale Scipione Borghese. L'edificio fu realizzato dall'architetto Flaminio Ponzio, che elaborò il progetto partendo dagli schizzi autografi del Cardinale. Questo approccio architettonico diede vita a un connubio armonioso tra il rigore dell'architettura classica e la ricchezza dell'ornamento barocco. Originariamente, la villa fu concepita come una villa suburbana, un raffinato rifugio di campagna situato ai margini della città di Roma.

    L'edificio principale fu progettato dall'architetto Giovanni Vasanzio. All'interno del complesso, il Casino Borghese fu eretto in un'area che, nel corso del XVII secolo, si trovava ancora al di fuori delle mura cittadine. L'architettura integra sapientemente elementi di antichità; il portico, ad esempio, presenta spoglie provenienti dall'Arco di Claudio. Questa integrazione di materiali classici recuperati all'interno della struttura riflette il profondo interesse del periodo per il passato romano.

    La Collezione di Antichità Classiche

    Il piano nobile della galleria è interamente dedicato alle antichità classiche, tesori che spaziano dal I al III secolo d.C. Questo straordinario insieme di sculture antiche costituisce l'anima stessa del patrimonio museale, offrendo una solida base storica che dialoga con le opere successive della collezione. La selezione proposta include una varietà di bassorilievi e antichi mosaici, testimoni silenziosi che riflettono con fedeltà i canoni estetici e la maestria dell'epoca romana.

    Tra i gioielli di questo assemblaggio archeologico, spicca un suggestivo mosaico raffigurante dei gladiatori, risalente al periodo tra il 320 e il 330 d.C. La collezione è il risultato di un'evoluzione costante nel tempo; il nucleo archeologico è stato infatti arricchito attraverso nuove scoperte e una sapiente selezione di pezzi nel corso dei secoli, permettendo di preservare e approfondire l'impronta classica che definisce l'identità stessa della Galleria Borghese.

    Mosaico di gladiatori, 320–330

    Capolavori della Scultura Barocca

    Il programma scultoreo della galleria è definito dalle opere giovanili e mature di Gian Lorenzo Bernini. Nel 1615, l'artista completò L'Amalthea con il piccolo Giove e un Fauno, un'opera che manifesta una grazia ritmica nella sua rappresentazione del tableau mitologico. Questo pezzo cattura un senso di movimento e connessione attraverso il sottile inclinarsi delle teste e l'intrecciarsi degli arti. Il marmo è reso con una fluidità tale da suggerire una morbidezza al tatto, specialmente nell'interazione tra il divino e il rustico.

    La capacità di Bernini di tradurre la tensione nella pietra è evidente nei suoi gruppi mitologici. Tra il 1621 e il 1622, egli eseguì Il Ratto di Proserpina, un gruppo scultoreo che enfatizza l'intensità fisica della narrazione. Successivamente, tra il 1622 e il 1625, produsse Apollo e Dafne, catturando un istante di trasformazione divina. Queste opere sono completate dal suo Davide, realizzato intorno al 1623, che incarna il vigore giovanile e un profondo senso di dinamismo. Le sculture utilizzano spesso il contrapposto per infondere un senso di vitalità all'interno del marmo di Carrara.

    La collezione comprende anche una ritrattistica significativa del periodo. Nel 1632, Bernini realizzò i Due busti del Cardinale Scipione Borghese. Questi ritratti in marmo sono a mezzo busto e mostrano il Cardinale con i paramenti e la berretta. La prima versione è celebre per la sua profondità psicologica, catturando un gesto specifico in cui il soggetto volge lo sguardo a destra con le labbra leggermente schiuse, come se stesse per iniziare a parlare. La seconda versione fu creata dopo che una significativa frattura venne scoperta nel marmo del primo esemplare.

    Capolavori della pittura rinascimentale e barocca

    La collezione custodisce opere di straordinaria importanza che testimoniano il passaggio cruciale tra il Rinascimento e il Barocco. Il Ritratto di un uomo di Raffaello, realizzato nel 1502, offre un incontro intimo e profondo con una figura emblematica del Rinascimento maturo. La galleria ospita inoltre tele di Antonello da Messina e Giovanni Bellini, che rappresentano le tappe fondamentali dell'evoluzione dell'arte italiana. In questo straordinario panorama, l'opera Amore sacro e profano di Tiziano mantiene una presenza centrale e magnetica all'interno di questo tesoro artistico.

    Il genio di Caravaggio emerge attraverso diverse opere che sublimano il suo magistrale uso del chiaroscuro. Il Bacco malato e il Ragazzo con canestro di frutta, entrambi dipinti intorno al 1593, rivelano la profondità psicologica e la luce drammatica che caratterizzano in modo unico il suo stile. Il prestigio della collezione è ulteriormente elevato dalla presenza di dipinti di Peter Paul Rubens e Federico Barocci.

    Acquisizioni Maggiori ed Eredità Artistica

    La composizione della collezione è stata plasmata da significativi mutamenti nella proprietà e da intense pressioni politiche. Tra il 1807 e il 1808, il principe Camillo Borghese, cognato di Napoleone, fu costretto a vendere una parte sostanziale del patrimonio scultoreo della famiglia all'Imperatore. Questo trasferimento comprese 154 statue e 160 busti; molte di queste opere, come il Gladiatore Borghese e l'Ermafrodito, furono trasferite al Louvre. Nonostante queste perdite, la galleria continuò a espandersi attraverso acquisizioni strategiche e successioni ereditarie, come nel 1682, quando la collezione fu arricchita dall'eredità di Olimpia Aldobrandini.

    L'acquisizione di alcune opere fu inoltre guidata dall'autorità papale. Attraverso un motu proprio papale, la galleria ottenne la Deposizione di Raffaello, un'aggiunta che garantì la presenza di capolavori rinascimentali all'interno delle mura della villa. La collezione rimane oggi una testimonianza vivente dell'evoluzione del gusto della famiglia Borghese e dei mutevoli scenari politici di Roma.

    Per approfondire

    Disponibile online

    Codice QR che rimanda alla pagina di download per Apollo e Dafne

    artsdot.com/it/art/download/gian-lorenzo-bernini-apollo-e-dafne-8y3tdz-it/

    Cita quest'opera

    MLA
    Bernini, Gian Lorenzo. Apollo e Dafne. 1622, Galleria Borghese. https://artsdot.com/it/art/gian-lorenzo-bernini-apollo-e-dafne-8y3tdz-it/
    APA
    Bernini, Gian Lorenzo (1622). Apollo e Dafne [Painting]. Galleria Borghese. https://artsdot.com/it/art/gian-lorenzo-bernini-apollo-e-dafne-8y3tdz-it/
    Chicago
    Gian Lorenzo Bernini. Apollo e Dafne. 1622. Galleria Borghese. https://artsdot.com/it/art/gian-lorenzo-bernini-apollo-e-dafne-8y3tdz-it/
    Harvard
    Bernini, Gian Lorenzo (1622) Apollo e Dafne. Galleria Borghese. Available at: https://artsdot.com/it/art/gian-lorenzo-bernini-apollo-e-dafne-8y3tdz-it/

    Un dettaglio ravvicinato

    Apollo e Dafne — Gian Lorenzo Bernini

    Osserva da vicino

    Rispondi con parole tue. Non esistono risposte errate — solo risposte che puoi spiegare.

    1. Cosa ti colpisce per primo, e perché?
    2. Quali colori o forme creano l'atmosfera — e di che atmosfera si tratta?
    3. Il nostro catalogo classifica quest'opera sotto: apollo, dafne, trasformazione. Sei d'accordo? Cosa aggiungeresti o toglieresti?
    4. Rivedi David (detail) (1623), citato in precedenza in questa guida. Individua due elementi che condivide con quest'opera e uno che la differenzia.
    5. Gian Lorenzo Bernini aveva circa 24 anni quando quest'opera è stata realizzata. Quali elementi ne rivelano la mano di un artista in quella fase della sua carriera?

    La tua risposta

    Scrivi un breve paragrafo su quest'opera, utilizzando le informazioni contenute nelle sezioni precedenti di questa guida e le risposte fornite in precedenza.

    Quiz d'arte

    Apollo e Dafne — Gian Lorenzo Bernini

    Quanto conosci quest'opera d'arte?

    Seleziona una risposta per ciascuna delle 5 domande riportate di seguito. Ciascuna presenta esattamente una risposta corretta.

    1. 1. Quale storia mitologica raffigura l'opera 'Apollo e Dafne' di Gian Lorenzo Bernini?

      • A Il mito di Icaro e Dedalo
      • B L'inseguimento di Narciso da parte di Eco
      • C La trasformazione di Dafne in un alloro per sfuggire alle avances di Apollo
    2. 2. Quale cardinale romano commissionò a Gian Lorenzo Bernini la scultura 'Apollo e Dafne'?

      • A Papa Paolo V
      • B Cardinale Maffeo Barberini
      • C Cardinale Scipione Borghese
    3. 3. Da quale materiale è scolpita principalmente 'Apollo e Dafne'?

      • A Bronzo
      • B Legno
      • C Marmo
    4. 4. Secondo la descrizione, qual è una caratteristica chiave della raffigurazione di Bernini di Apollo e Dafne?

      • A Una scena statica e in posa
      • B Un ritratto dinamico che cattura un momento di trasformazione
      • C Una composizione minimalista con dettagli limitati
    5. 5. In quale galleria è conservata la scultura?

      • A La Galleria degli Uffizi
      • B La Galleria Borghese
      • C Il Museo del Prado

    Il mio punteggio: ____ su 5

    Chiave di correzione — per l'insegnante

    Questo darà inizio a una nuova pagina stampata, che può quindi essere semplicemente omessa dalle copie.

    1C · 2C · 3C · 4B · 5B

    Verifica ogni risposta confrontandola con la scheda del catalogo di questo dipinto

    Domande e risposte

    Quale emozione trasmette "Apollo e Dafne"?

    "Apollo e Dafne" è associata a una sensazione Malinconico. Il tono emotivo descrive l'impressione che l'opera trasmette.

    Quando è stata creata "Apollo e Dafne" e a quale movimento appartiene?

    "Apollo e Dafne" di Gian Lorenzo Bernini risale al 1622 e appartiene al Scultura barocca.

    Chi ha creato "Apollo e Dafne" e in quale anno?

    L'autore di "Apollo e Dafne" è Gian Lorenzo Bernini e l'opera risale al 1622.