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Catalogo dossier

Catalogo dossier: Expressive Painting

L'archivio completo di Expressive Painting

Nome Classe Data

Robert Jacobsen, Expressive Painting (1983), Statens Museum for Kunst. Riproduzione a scopo illustrativo; tutti i diritti sono riservati dal titolare dei diritti. Osserva questa tela sotto una luce in movimento: il disegno, il colore autentico sotto la vernice, la purezza del pigmento

Scheda tecnica

Artista
Robert Jacobsen artsdot.com/it/artists/robert-jacobsen_it/
Date dell'artista
1912 – 1993
Dipinto
1983
In corso presso
Statens Museum for Kunst artsdot.com/it/museums/statens-museum-for-kunst-copenaghen_it/

Nel contesto

Expressive Painting — Robert Jacobsen

Quando è stata dipinta questa opera?

  1. 1910
  2. 1920
  3. 1930
  4. 1940
  5. 1950
  6. 1960
  7. 1970
  8. 1980
  9. 1990

Riga superiore: gli anni. Riga inferiore: l'età dell'artista all'inizio e alla fine di ogni periodo — 0 alla nascita, 81 al momento del decesso.

Dipinto all'età di 71 anni. L'artista è vissuto fino a 81. 0 delle 1 opere datate di questo artista nel nostro catalogo sono precedenti.

Shaded: la vita di Robert Jacobsen (1912–1993) ▲ quest'opera, 1983 ogni dipinto datato, decennio dopo decennio

Colori

Misurato dall'immagine

    Colore principale

    Espresso #2c383d

    Tavolozza catalogata

    • #2C383D
    • #AB9674
    • #8A7863
    • #733C32

    Questi colori all'interno dell'intera tavolozza dell'artista Scopri altri dipinti per colore

    Palette
    Earthy La gamma cromatica dominante nell'immagine.
    Nome colore principale
    Espresso
    Intensità
    Balanced Il grado di saturazione e la varietà dei colori, da una singola tonalità tenue a molteplici sfumature vivaci.
    Contrasto
    Gentle Il grado di variazione di luminosità e saturazione dei colori nell'intera opera.
    Armonia
    Softly Mixed Palette L'armonia cromatica, dall'accostamento contrastante all'unione completa.
    Luminosità
    Balanced Il grado di luminosità o di oscurità complessiva dell'immagine, dalle ombre profonde ai punti di massima luce.
    Saturazione
    Subtle Color Quanto siano puri e intensi i colori, dal quasi grigio al pienamente vivido.

    Artista e museo

    Artista

    Robert Jacobsen

    Nato a Copenaghen, Danimarca

    La vita e la carriera di Robert Jacobsen

    Nato a Copenaghen, in Danimarca, il 4 giugno 1912, Robert Jacobsen è stato uno scultore e pittore la cui esistenza è stata definita da un costante movimento tra la pesante permanenza della pietra e la leggerezza industriale del metallo. I suoi primi anni in Danimarca lo videro impegnato nel lavoro con il granito e l'arenaria, dando vita a strutture massicce che cercavano di dare forma a creature mitiche. Questo periodo, caratterizzato da materiali pesanti e radicati alla terra, ha fornito le fondamenta per una carriera che, col tempo, avrebbe cercato di conquistare il vuoto attraverso mezzi più moderni.

    Una svolta significativa avvenne nel 1947, quando Jacobsen si recò in Francia insieme al suo collega Richard Mortensen. Vivendo in Francia fino al 1969, iniziò ad allontanarsi dal peso della muratura tradizionale, rivolgendosi invece all'uso della ghisa. Fu proprio durante questi anni francesi che acquisì il soprannome di "Gros Robert", un appellativo che rifletteva sia la sua presenza fisica sia la sua crescente reputazione sulla scena artistica internazionale. Questa era segnò la sua transizione nel regno del metallo saldato e delle costruzioni astratte, una direzione che avrebbe definito la sua identità professionale per i decenni a venire.

    Dopo il ritorno in Danimarca, continuò a influenzare il panorama artistico sia attraverso la sua produzione creativa sia tramite la sua presenza nei circoli accademici. Rimase attivo nelle arti visive fino alla sua morte, avvenuta il 26 gennaio 1993 a Tågelund, in Danimarca. La sua vita è stata una progressione costante dalla natura solida e tattile della terra verso le strutture ritmiche e aperte del ferro e dell'acciaio.

    Sviluppo Artistico e Opere Primitive

    Nelle fasi iniziali della sua carriera, Robert Jacobsen lavorò con il peso e la permanenza della pietra. Si concentrò su massicce strutture in granito e arenaria, che definiva "Creature Mitiche" (in danese: Fabeldyr). Queste forme pesanti e radicate rappresentavano un distacco significativo dalle opere più leggere e scheletriche che avrebbero successivamente definito la sua reputazione. Verso la fine degli anni Quaranta, il suo interesse si spostò verso una dimensione formale differente, dando vita a un gruppo di sculture note come "Bambole" (in danese: Dukkerne).

    Una svolta cruciale avvenne nel 1947, quando viaggiò in Francia insieme al suo collega Richard Mortensen. Questo trasferimento segnò l'inizio di una lunga residenza nel Paese, che sarebbe durata fino al 1969. Fu proprio durante questi anni in Francia che il suo rapporto con la materia mutò fondamentalmente: abbandonò lo scalpello e la pesantezza della pietra per abbracciare la saldatrice e le proprietà industriali della ghisa. Questa transizione gli permise di esplorare il concetto di spazio e il vuoto, utilizzando il ferro per creare costruzioni ritmiche e spontanee che sembravano sfidare la gravità.

    Tecnica e Stile Artistico

    L'evoluzione di Jacobsen come creatore è stata segnata da un mutamento fondamentale nel suo modo di interagire con la materia fisica. Nei suoi primi anni, lavorò con il peso pesante e tradizionale del granito e dell'arenaria, scolpendo strutture massicce che chiamava "Creature Mitiche". Esplorò inoltre le texture del calcare, del legno e del marmo. Tuttavia, il suo trasferimento in Francia segnò un distacco definitivo dallo scalpello. Iniziò a sostituire i tradizionali strumenti dello scultore con la saldatrice, scambiando la resistenza della roccia con la malleabilità del ferro e dell'acciaio. Questa transizione gli permise di andare oltre la massa solida della scultura per avventurarsi nell'esplorazione del vuoto.

    Il suo approccio alla costruzione era definito dal rifiuto del predeterminato. Non faceva affidamento su schizzi o piani rigidi; preferiva invece un processo di creazione spontanea in cui la forma emergeva attraverso l'atto stesso del fare. Questo metodo conferiva un'eleganza ritmica, in cui linea e forma si congiungevano in uno stato di costante e improvvisato equilibrio. Utilizzando la ghisa e l'acciaio, fu in grado di sfidare i limiti dello spazio, trattando gli interstizi all'interno di una scultura come componenti essenziali dell'opera stessa. Trasformò materiali industriali e solidi in costruzioni ariose e spaziali che sembravano sfidare la percezione stessa della gravità.

    Ruoli Accademici e Riconoscimenti Professionali

    L'influenza di Robert Jacobsen si è estesa ben oltre le sue opere, penetrando nelle aule delle più prestigiose istituzioni europee. Dal 1962 al 1982, ha ricoperto la cattedra presso l'Accademia di Belle Arti di Monaco, un incarico che ha attraversato due decenni di profondi mutamenti nelle correnti artistiche. Successivamente, è tornato alle sue radici a Copenaghen, servendo come professore presso la Royal Danish Academy of Fine Arts tra il 1976 e il 1983. Questi ruoli gli hanno permesso di plasmare la sensibilità tecnica di una nuova generazione di artisti, grazie alla sua profonda e magistrale conoscenza sia della pietra che del metallo.

    Il suo contributo alle arti è stato celebrato con prestigiosi onori formali. Nel 1967, gli è stata conferita la Medaglia Thorvaldsen, un riconoscimento che ha sancito il suo prestigio all'interno della tradizione scultorea. La sua statura sociale in Danimarca è stata ulteriormente consolidata nel 1983, quando è stato nominato Cavaliere dell'Ordine della Dannebrog. Questi prestigiosi riconoscimenti riflettono una carriera che si è evoluta costantemente, partendo dalla spontaneità sperimentale delle sue prime saldature per approdare a una posizione di autorevolezza consolidata nel panorama dell' arte europea.

    Eredità e influenza duratura

    L'influenza di Robert Jacobsen si estende fin nel tessuto stesso del riconoscimento culturale danese. Il suo nome è sinonimo di eccellenza nell'industria cinematografica danese grazie ai Robert Awards, o Robert Prisen. Istituiti dall'Accademia Danese del Cinema, questi premi vengono assegnati annualmente dal 1984. La statuetta stessa è stata disegnata dall'artista, garantendo che la sua presenza fisica rimanga parte integrante della tradizione della cerimonia. Questo legame con le arti cinematografiche offre un'intersezione unica tra la sua astrazione visiva e il più ampio panorama culturale della Danimarca.

    Nel regno delle arti visive contemporanee, la sua memoria viene preservata attraverso il Premio Robert Jacobsen della Fondazione Würth. Dal 1993, questo premio viene conferito ad artisti visivi contemporanei per commemorare i suoi contributi al settore. Un tale riconoscimento assicura che il suo nome rimanga legato allo sviluppo di nuove voci artistiche. La sua presenza nel mondo istituzionale è altrettanto consolidata, con le sue opere conservate in collezioni di grande prestigio. Queste includono il Museo Guggenheim a New York e lo Statens Museum for Kunst di Copenaghen, collocando le sue esplorazioni strutturali all'interno del canone permanente dell' arte moderna internazionale.

    Museo

    Statens Museum for Kunst

    In mostra presso Copenaghen, Danimarca

    La Storia e le Origini del Statens Museum for Kunst

    Il Statens Museum for Kunst affonda le sue radici nelle collezioni d'arte private accumulate dai monarchi danesi. Questi possedimenti reali hanno costituito il fondamento di quello che sarebbe diventato il più grande museo d'arte della Danimarca. Sebbene le origini dell'istituzione siano legate a queste collezioni sovrane, la sua fondazione formale è segnata da due date significative: il museo fu istituito nel 1824 e, successivamente, nel 1896, assunse la sua identità attuale. Questa evoluzione riflette una transizione dal piacere privato della corona a una missione pubblica; lo scopo fondativo era quello di offrire al popolo l'accesso all'arte, portando questi tesori dal sequestro dei palazzi verso uno spazio condiviso.

    La presenza fisica del museo è definita dalla sua architettura Neoclassica. Progettato da Christian Lassen nel 1894, l'edificio occupa una posizione centrale a Copenaghen, in Danimarca. La sua imponente facciata, caratterizzata da colonne maestose e dettagli intricati, riflette le aspirazioni architettoniche della fine del XIX secolo. La struttura è stata concepita come un grande spazio civico, una dimora permanente per la storia visiva della nazione. Tra queste mura, il passaggio dalla sfera privata al regno pubblico è palpabile, poiché l'architettura stessa cerca di onorare l'eredità delle opere che ospita.

    Una Collezione d'Arte Diversificata e Completa

    La collezione comprende oltre 260.000 pezzi, tracciando una linea di creatività che abbraccia sette secoli. Questi tesori includono l'arte europea dal Rinascimento ai giorni nostri, offrendo una visione continua del mutare delle estetiche. Tra queste mura, si possono incontrare manoscritti miniati del primo Medioevo che precedono i movimenti più moderni. Il museo pone un forte accento sull'arte danese e nordica, garantendo che l'identità regionale rimanga centrale nell'esperienza del visitatore.

    La vastità del patrimonio, che include 240.000 opere d'arte, permette uno studio profondo di come l'espressione artistica si sia evoluta nel tempo. La presenza di opere provenienti dagli ultimi sette secoli conferisce un senso di continuità storica. Ogni pezzo si manifesta come una presenza fisica, dal dettaglio delicato degli antichi manoscritti alle ampie tele delle epoche successive. L'ampiezza della collezione assicura che l'evoluzione della forma e del colore sia sempre visibile.

    Il Testamento di Eudamidas, 1653

    Ritratto di un uomo, 1575

    La famiglia Nathanson, 1818

    Un funerale, 1891

    Capolavori e Artisti Illustri

    La collezione abbraccia l'intera ampiezza dell'arte europea dal Rinascimento ai giorni nostri. Si ritrova la presenza di grandi maestri come Mantegna e Rubens accanto alle estetiche mutevoli dei secoli successivi. L'Età dell'Oro danese rimane un pilastro centrale del patrimonio, offrendo una specifica chiarezza di forma e di luce. All'interno di queste mura, le opere di Matisse e Derain rappresentano un punto focale significativo, in particolare per il modo in cui il colore e la struttura interagiscono sulla tela.

    Il dialogo tra le tradizioni storiche e l'espressione contemporanea è costante. Opere significative di Edvard Munch e Vilhelm Hammershøi invitano a una quieta contemplazione della condizione umana. Mentre le tele più antiche parlano di legati consolidati, l'inclusione di artisti come Abramovic, Danh Vo e il duo Elmgreen & Dragset porta la tensione dell'era moderna nello stesso spazio. Questa vicinanza permette un confronto diretto tra le tecniche classiche del passato e la natura sperimentale della pratica artistica attuale.

    La gioia di vivere (studio), circa 1905 - Henri Matisse

    Pierrot, circa 1915 - Amedeo Clemente Modigliani

    Il Testamento di Eudamidas, 1653 - Nicolas Poussin

    Ritratto di un uomo, 1575 - El Greco

    Per approfondire

    Tutte le informazioni su Expressive Painting by Robert Jacobsen, nella sua pagina dedicata

    Disponibile online

    Codice QR che rimanda alla pagina di download per Expressive Painting

    artsdot.com/it/art/download/expressive-painting-by-robert-jacobsen/

    Cita quest'opera

    MLA
    Jacobsen, Robert. Expressive Painting. 1983, Statens Museum for Kunst. https://artsdot.com/it/art/expressive-painting-by-robert-jacobsen/
    APA
    Jacobsen, Robert (1983). Expressive Painting [Painting]. Statens Museum for Kunst. https://artsdot.com/it/art/expressive-painting-by-robert-jacobsen/
    Chicago
    Robert Jacobsen. Expressive Painting. 1983. Statens Museum for Kunst. https://artsdot.com/it/art/expressive-painting-by-robert-jacobsen/
    Harvard
    Jacobsen, Robert (1983) Expressive Painting. Statens Museum for Kunst. Available at: https://artsdot.com/it/art/expressive-painting-by-robert-jacobsen/

    Un dettaglio ravvicinato

    Expressive Painting — Robert Jacobsen

    Osserva da vicino

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    1. Cosa ti colpisce per primo, e perché?
    2. Quali colori o forme creano l'atmosfera — e di che atmosfera si tratta?
    3. Robert Jacobsen aveva circa 71 anni quando quest'opera è stata realizzata. Quali elementi ne rivelano la mano di un artista in quella fase della sua carriera?
    4. Cosa potrebbe aver voluto trasmetterti l'artista?
    5. Se potessi porre all'artista una sola domanda su quest'opera, quale sarebbe?

    La tua risposta

    Scrivi un breve paragrafo su quest'opera, utilizzando le informazioni contenute nelle sezioni precedenti di questa guida e le risposte fornite in precedenza.

    Domande e risposte

    In che anno è stata realizzata "Expressive Painting"?

    "Expressive Painting" di Robert Jacobsen è stata creata nel 1983.

    L'immagine di "Expressive Painting" di Robert Jacobsen può essere riprodotta liberamente?

    Per quanto riguarda il copyright, "Expressive Painting" è ancora protetta dal diritto d'autore.

    Come viene descritta la tavolozza di "Expressive Painting" di Robert Jacobsen?

    La tavolozza di "Expressive Painting" di Robert Jacobsen è descritta come Earthy: una sintesi cromatica dell'opera.