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Guida alle opere degli studenti

Evening Coat

Nome Classe Data

Elsa Schiaparelli, Evening Coat (1936), Kyoto Costume Institute. Riproduzione a scopo illustrativo; tutti i diritti sono riservati dal titolare dei diritti.

Dettagli dell'opera

Artista
Elsa Schiaparelli artsdot.com/it/artists/elsa-schiaparelli_it/
Date dell'artista
1890 – 1973
Pittura
1936
Sede della mostra
Kyoto Costume Institute artsdot.com/it/museums/kyoto-costume-institute-kyoto_it/

Nel contesto

Evening Coat — Elsa Schiaparelli

Data di realizzazione

  1. 1890
  2. 1900
  3. 1910
  4. 1920
  5. 1930
  6. 1940
  7. 1950
  8. 1960
  9. 1970

Shaded: la vita di Elsa Schiaparelli (1890–1973) ▲ quest'opera, 1936

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Palette colori

Rilevato dall'immagine

    Colore principale

    White #eaecf4

    Tavolozza salvata

    • #EAECF4
    • #201616
    • #BDBECB
    • #63454E
    Palette
    Neutrals La gamma cromatica dominante nell'immagine.
    Colore principale
    White
    Intensità
    Monochromatic La saturazione e la varietà dei colori, da una singola tonalità tenue a molteplici sfumature vivaci.
    Contrasto
    Statement Quanto i colori differiscano in luminosità e saturazione nell'intera opera.
    Armonia
    Softly Mixed Palette L'armonia cromatica, dall'accostamento contrastante all'unione completa.
    Luminosità
    Brilliant Il grado di luminosità o di oscurità complessiva dell'immagine, dalle ombre profonde ai punti di massima luce.
    Saturazione
    Muted Quanto siano puri e intensi i colori, dal quasi grigio al pienamente vivido.

    Informazioni sull'opera

    Evening Coat — Elsa Schiaparelli

    The bead embroidery and three-dimentional appliqué on the lapel stand out impressively on this simple, wool, long coat. One general feature of Elsa Schiaparelli

    Artista e museo

    Artista

    Elsa Schiaparelli

    Nato a Roma, Italia

    A Rebel Spirit in Haute Couture: The World of Elsa Schiaparelli

    Elsa Luisa Maria Schiaparelli, un nome sinonimo di stile audace e innovazione surrealista, ha irrevocabilmente trasformato il panorama della moda del XX secolo. Nata in una famiglia aristocratica romana nel 1890, la sua vita è stata tutt'altro che convenzionale. Contrariamente a molti dei suoi contemporanei che hanno abbracciato norme sociali consolidate, Schiaparelli possedeva uno spirito indipendente e determinato, alimentato da curiosità intellettuale e da una propensione a sfidare le aspettative. Suo padre, Celestino Schiaparelli, illustre studioso di studi islamici e sanscrito, coltivava un ambiente ricco di apprendimento, mentre suo zio, l'astronomo Giovanni Schiaparelli – celebre per le sue osservazioni dei canali marziani – accendeva in lei una perpetua fascinazione per il cosmo e l’irrazionale. Questa formazione unica instillò un amore per l’arte, la mitologia e il pensiero esoterico che avrebbe profondamente plasmato la sua visione estetica. Le prime tendenze ribelli si manifestarono non solo nel sfidare le aspettative sociali, ma anche in una vita personale turbolenta, inclusa un matrimonio enigmatico con Wilhelm de Kerlor, uno psicologo autoproclamato il cui influsso contribuì ulteriormente a spingerla in un mondo di spiritualismo e pratiche occulte – temi che si riflettevano sottilmente nei suoi futuri design.

    Dalla Maglieria alle Dichiarazioni Surrealiste: L'Ascesa di una Casa Moda

    Il percorso di Schiaparelli nel mondo della moda fu inizialmente pragmatico, nato dalla delusione rispetto agli stili esistenti. Iniziò a sperimentare con la maglieria alla fine degli anni ’20, riconoscendo un vuoto nel mercato per abbigliamento confortevole ma sofisticato. Nel 1927, fondò la sua casa moda a Parigi, espandendosi rapidamente oltre la maglieria per abbracciare una gamma completa di haute couture. Tuttavia, fu durante gli anni ’30 che Schiaparelli raggiunse il suo pieno potenziale, stringendo collaborazioni rivoluzionarie con i principali artisti del movimento surrealista. Questo periodo segnò un radicale distacco dalle convenzioni della moda parigina prevalente, caratterizzata da silhouette fluenti e glamour sobrio. I design di Schiaparelli erano deliberatamente provocatori, giocosi e spesso inquietanti, abbracciando l’assurdo e sfidando le nozioni convenzionali di bellezza. La sua partnership con Salvador Dalí si rivelò particolarmente fruttuosa, dando vita a creazioni iconiche come il Vestito Gambero (1937), che presentava un gambero dipinto su seta, e il Cappello Scarpa (1938), un cappello dalla forma di una scarpa alta. Jean Cocteau contribuì anche in modo significativo al suo lavoro, progettando ricami e accessori che esaltavano ulteriormente l’estetica surrealista.

    Rosso Scarlatto e Trompe-l'œil: Definizione di un’Estetica Unica

    I design di Schiaparelli erano immediatamente riconoscibili per l’audace uso del colore, in particolare il suo caratteristico “rosso scarlatto” – una tonalità vibrante, quasi aggressiva che sfidava le palette tenui preferite da molti dei suoi contemporanei. Questa scelta audace divenne emblematica del suo spirito ribelle e della sua determinazione a sfidare le norme consolidate. Oltre al colore, Schiaparelli impiegò magistralmente l’effetto trompe-l'œil, creando illusioni che sfumavano i confini tra arte e moda. Incorporava materiali inaspettati nei suoi design – pelle, metallo, persino stampa di giornale – spingendo i limiti dell’innovazione tessile. Le sue collezioni spesso attingevano alla mitologia, alla natura e agli oggetti quotidiani, trasformandoli in creazioni indossabili che sfidavano l'immaginazione. La Collezione Circo del 1938 è una testimonianza del suo approccio giocoso, con costumi teatrali adornati con motivi stravaganti e silhouette esagerate. Il Cappotto Serale del 1936 dimostrava la sua audace sperimentazione con materiali insoliti nella moda di alta moda. Schiaparelli non creava semplicemente abiti; creava esperienze immersive che catturavano l'immaginazione e sfidavano le percezioni.

    Eredità e Rinascita: Un’Influenza Duratura

    Nonostante le difficoltà finanziarie e il declino della popolarità dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’influenza di Elsa Schiaparelli rimane innegabile. Ha aperto la strada ai futuri designer per abbracciare collaborazioni artistiche e spingere i confini creativi. Il suo uso innovativo dei materiali, il suo approccio giocoso al design e la sua audace sperimentazione continuano a ispirare artisti e case di moda contemporanee. Le sue opere sono esposte in importanti musei in tutto il mondo, tra cui l'Istituto del Costume di Kyoto e il Museo Vittoriano, consolidando il suo posto nella storia della moda. La Maison Schiaparelli, dopo decenni di inerzia, è stata ripristinata nel 2014, dimostrando il fascino duraturo dei suoi design visionari. Questa rinascita ha portato la sua anima avant-garde a una nuova generazione, dimostrando che la sua eredità si estende ben oltre i confini del periodo tra le due guerre mondiali. La vera innovazione di Elsa Schiaparelli non risiedeva solo nella creazione di abiti belli, ma nel ridefinire la moda come forma d’arte – una dichiarazione audace che risuona ancora oggi.

    Opere Chiave e Collezioni

    Collezione Circo (1938): Una sfilata mozzafiato di design innovativo con costumi teatrali e motivi stravaganti.

    Cappotto Serale (1936): Un esempio del suo uso di materiali insoliti nella moda di alta moda.

    Vestito Gambero (1937): Una collaborazione con Salvador Dalí, che presenta un'immagine di gambero stampata su seta.

    Cappello Scarpa (1938): Un altro capolavoro iconico di Schiaparelli e Dalí, un cappello dalla forma di una scarpa alta.

    Museo

    Kyoto Costume Institute

    In mostra presso Kyoto, Giappone

    Un Viaggio nella Storia della Moda Giapponese: L'Istituto per gli Abiti di Kyoto

    Nel cuore pulsante di Kyoto, una città che incanta con la sua storia millenaria e la sua profonda spiritualità, si trova un luogo unico: l’Istituto per gli Abiti di Kyoto (KCI). Questo museo non è semplicemente una collezione di vestiti; è un viaggio nel tempo, un’immersione nella cultura giapponese attraverso il linguaggio silenzioso e potente dell'abbigliamento. Fondato con l'obiettivo di preservare e celebrare la ricca eredità della moda tradizionale giapponese, il KCI offre ai visitatori un'esperienza straordinaria che va ben oltre la contemplazione di oggetti d’arte: è un’esplorazione delle tradizioni, dei valori e dell’evoluzione sociale del Giappone.

    La collezione del KCI è un tesoro inestimabile, frutto di decenni di meticolosa ricerca e acquisizione. Al centro si trovano gli abiti del periodo Heian (794-1185), un'epoca d'oro per la moda giapponese, caratterizzata da drappeggi sontuosi, tessuti pregiati come la seta e una raffinata estetica che rifletteva l’eleganza e il potere dell’aristocrazia. Questi abiti, spesso adornati con ricami elaborati e simboli portatori di significato profondo, rappresentano un'eccellenza artistica senza pari. Un altro punto culminante è la sezione dedicata ai costumi storici de “Il Racconto di Genji”, il capolavoro letterario di Murasaki Shikibu. I costumi ricostruiti con cura meticolosa non sono semplici repliche; sono interpretazioni artistiche che catturano l'essenza dei personaggi e l’atmosfera dell’epoca, offrendo uno sguardo intimo sulla vita aristocratica del XII secolo. La precisione storica e la maestria artigianale di questi costumi testimoniano un profondo rispetto per il patrimonio culturale giapponese.

    Designer Contemporanei e Tessuti Tradizionali: Un Dialogo tra Passato e Presente

    Ma il KCI non si limita a celebrare il passato. Il museo si distingue per la sua capacità di creare un dialogo vivace tra tradizione e modernità, ospitando mostre temporanee che presentano le creazioni di importanti designer giapponesi contemporanei. Queste esposizioni offrono una prospettiva affascinante su come l’eredità della moda tradizionale continua a influenzare il design moderno, dimostrando la vitalità e l’adattabilità dell'arte giapponese. La collezione di tessuti tradizionali è un altro elemento distintivo del museo: broccati in seta dai colori intensi, tessuti tinti con tecniche antiche che esaltano la bellezza naturale delle fibre, e intricati ricami che raccontano storie attraverso motivi simbolici – tutti testimonianze della maestria artigianale giapponese tramandata di generazione in generazione. Ogni tessuto è un’opera d'arte a sé stante, un frammento di storia e cultura.

    L'Architettura e il Contesto Storico: Un Riflesso dell'Armonia Giapponese

    Pur con dettagli architettonici non sempre esplicitamente descritti nelle informazioni disponibili, la posizione del KCI a Kyoto – una città rinomata per le sue case in legno machiya, i giardini sereni e il suo ricco patrimonio culturale – è intrinsecamente legata all'estetica giapponese. È plausibile che l’edificio stesso rifletta questa sensibilità, creando un connubio armonioso tra la conservazione storica e il design moderno. La storia del KCI è profondamente radicata nella preservazione dell’eredità della moda giapponese, fungendo da risorsa preziosa per ricercatori, studenti e appassionati di tutto il mondo. La città di Kyoto, con la sua lunga e gloriosa storia come capitale imperiale, offre un contesto ideale per comprendere l'importanza del KCI nel panorama culturale globale.

    Un’Esperienza Culturale Immersiva: Oltre la Collezione

    Il KCI non è solo un museo; è un centro culturale che offre un'esperienza immersiva. Le mostre sono curate con cura per coinvolgere i visitatori a diversi livelli, combinando display visivi accattivanti con narrazioni informative e approfondimenti storici. L’istituto promuove anche eventi speciali, conferenze e workshop che offrono ai visitatori l'opportunità di approfondire la loro conoscenza della moda giapponese e delle sue implicazioni culturali. La sua missione va oltre la semplice conservazione: il KCI si impegna a diffondere la consapevolezza e ad apprezzare il valore del patrimonio sartoriale giapponese, contribuendo così alla sua continua vitalità e rilevanza nel mondo contemporaneo.

    Dove approfondire

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    Codice QR che rimanda alla pagina di download per Evening Coat

    artsdot.com/it/art/download/elsa-schiaparelli-evening-coat-D4PLSL-en/

    Citazione dell'opera

    MLA
    Schiaparelli, Elsa. Evening Coat. 1936, Kyoto Costume Institute. https://artsdot.com/it/art/elsa-schiaparelli-evening-coat-D4PLSL-en/
    APA
    Schiaparelli, Elsa (1936). Evening Coat [Painting]. Kyoto Costume Institute. https://artsdot.com/it/art/elsa-schiaparelli-evening-coat-D4PLSL-en/
    Chicago
    Elsa Schiaparelli. Evening Coat. 1936. Kyoto Costume Institute. https://artsdot.com/it/art/elsa-schiaparelli-evening-coat-D4PLSL-en/
    Harvard
    Schiaparelli, Elsa (1936) Evening Coat. Kyoto Costume Institute. Available at: https://artsdot.com/it/art/elsa-schiaparelli-evening-coat-D4PLSL-en/

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    Evening Coat — Elsa Schiaparelli

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    4. Elsa Schiaparelli aveva circa 46 anni quando quest'opera è stata realizzata. Quali elementi ne rivelano la mano di un artista in quella fase della sua carriera?
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