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Libro d'Ore

Dimensioni
7.0 x 5.0 cm

Identificazione del Libro d'Ore

Il Libro d'Ore è un'opera delicata dell'illuminatore fiammingo Simon Bening. Creato intorno al 1530–35, questo manoscritto rappresenta un momento significativo nella storia dell'illuminazione libraria fiamminga del XVI secolo. Fu concepito come un gioiello di preghiera, un oggetto devozionale privato destinato a essere utilizzato a intervalli regolari durante le ventiquattro ore del giorno. Tali manufatti venivano spesso tenuti vicino al proprietario, forse portati con sé o conservati con cura tra altri tesori preziosi.

Nelle mani di Simon Bening, il manoscritto si trasforma in un tramite per la quieta contemplazione. La scala dell'opera è intima, pensata per un coinvolgimento personale piuttosto che per l'esposizione pubblica. Essa riflette l'altissimo livello di maestria presente nei Paesi Bassi durante questo periodo, in cui l'arte dell'illuminazione raggiunse uno stato di raffinata specificità. Questo particolare volume offre uno sguardo sulla vita spirituale privata del suo proprietario originale, preservata attraverso la mano meticolosa di un maestro della tradizione nederlandese.

Composizione e Dettagli Visivi

La composizione si articola in due pannelli distinti, che generano un senso di profondità e un fluire narrativo lungo la pergamena. In un pannello, Maria è raffigurata in ginocchio in preghiera, in una postura di silenziosa devozione. Il pannello adiacente presenta un santo con in mano un rotolo, simbolo che potrebbe rappresentare le Scritture o la sapienza divina. Queste figure sono incorniciate da elaborate bordure decorative che arricchiscono l' intricato dettaglio del manoscritto. In primo piano, la legatura in pelle invecchiata del libro definisce lo spazio, offrendo una sensazione tattile dell'antichità dell'oggetto.

La tavolozza cromatica è dominata da ricchi blu, rossi, ori e bruni. Queste tonalità definiscono le figure e gli elementi architettonici all'interno delle scene miniate. Linee meticolose delineano le forme umane e i motivi geometrici presenti nei bordi. La luce appare soffusa, quasi come il riflesso di una candela, enfatizzando la sovrapposizione degli elementi per creare un senso di tridimensionalità su scala ridotta. Le pagine stesse mostrano i naturali segni del tempo, tra cui scolorimenti e usura, che testimoniano la lunga storia di questo prezioso strumento devozionale.

Tecnica e Materiali Artistici

La creazione di questo manoscritto richiedeva un meticoloso processo di pittura a mano, in cui le scene miniature venivano applicate direttamente sulla pergamena. Bening utilizzò una combinazione precisa di pigmenti e inchiostro per raggiungere un senso di realismo dettagliato. Attraverso una sapiente manipolazione di luce e ombra, l'artista ottenne una sottile tridimensionalità che conferisce alle piccole figure una presenza che trascende la superficie piatta della pagina. I colori rimangono profondi e nitidi, mantenendo la loro intensità nonostante il trascorrere del tempo.

La foglia d'oro è stata integrata nell'opera per fornire riflessi e decorazioni ornamentali. Questa applicazione di metallo prezioso cattura la luce, aggiungendo una qualità luminosa alle narrazioni religiose. L'interazione tra i pigmenti opachi e l'oro riflettente crea una profondità visiva caratteristica dello stile di illuminazione gotico. Ogni pennellata era pensata per sostenere lo scopo devozionale del libro, trasformando la pergamena in uno spazio dedicato alla quieta contemplazione.

Storia e Provenienza del Manoscritto

La stirpe di questo manoscritto è segnata da una serie di significativi passaggi attraverso mani private e istituzionali. Un tempo faceva parte della Robert Lehman Collection, una celebre raccolta di opere d'arte di eccezionale valore. Dopo il suo soggiorno in tale collezione, l'opera è apparsa nell'asta di Londra presso Christie’s il 9 luglio 2001, catalogata come lotto 35. Successivamente è passata attraverso le mani dell'Antiquariat del Dr. Jörn Günther, con sede ad Amburgo, comparendo nel loro catalogo con il numero 59 nel 2015.

Il manoscritto ha infine trovato la sua collocazione in un contesto pubblico permanente. Nel 2008, è stato acquisito dal Metropolitan Museum of Art. Attualmente è conservato all'interno della Cloisters Collection, dove rimane disponibile per lo studio e l'osservazione.

Opere correlate di Simon Bening

Per comprendere appieno l'estensione del talento di Bening, è necessario volgere lo sguardo verso i suoi altri manoscritti devozionali. Egli realizzò il Libro d'Ore dei Fiori, un'opera celebre per l'uso profondo di motivi floreali e avifaunistici che incorniciano il testo. Questa attenzione verso il mondo naturale riflette un tema ricorrente nella sua capacità di infondere vita in spazi minuscoli. La sua attitudine alla narrazione spirituale e intima emerge con chiarezza anche in una miniatura che raffigura la Pietà, oggi conservata nella Robert Lehman Collection.

L'artista rivolse il suo sguardo anche alla propria immagine, catturando la propria effigie in diverse e significative occasioni. Un Autoritratto è custodito presso il Metropolitan Museum of Art a New York, mentre un'altra versione, risalente all'incirca al 1535, risiede al Louvre a Parigi. Queste opere offrono uno spaccato dell'uomo che si cela dietro la meticolosa pennellata, presentandolo non solo come un abile artigiano, ma come un intellettuale immerso nella quieta osservazione del mondo che lo circonda.

Collocazione attuale e dettagli museali

Questo prezioso manoscritto, identificato dal numero di inventario Ms 2015.706, è custodito all'interno della collezione permanente di The Met Cloisters. Esso fa parte del prestigioso patrimonio di New York, all'interno della collezione Cloisters del Metropolitan Museum of Art. L'opera è giunta alla sua attuale dimora grazie a una storia di meticolosa cura e tutela, dopo essere stata precedentemente conservata in collezioni private e aver transitato attraverso celebri aste a Londra e Amburgo.

Le radici di quest'opera possono essere ricondotte a Bruges, luogo della sua creazione. La sua presenza presso i Cloisters permette un costante studio della tradizione fiamminga all'interno di un ambiente dedicato specificamente agli oggetti medievali e rinascimentali. Il manoscritto rimane un elemento di straordinaria importanza per il patrimonio del museo, preservato come una testimonianza tangibile delle pratiche devozionali del primo Cinquecento.

Domande e risposte

Qual è l'orientamento di "Libro d'Ore" di Simon Bening?

"Libro d'Ore" di Simon Bening ha un formato Panoramico. Il formato descrive le proporzioni della composizione.

Quali sono il formato e le dimensioni di "Libro d'Ore"?

"Libro d'Ore" di Simon Bening ha le proporzioni di un'opera in Panoramico di 7 x 5 cm.

Quale emozione e quale stato d'animo trasmette "Libro d'Ore" di Simon Bening?

L'atmosfera che traspare da "Libro d'Ore" di Simon Bening è Mistico, e il suo tono emotivo è Spirituale.

Simon Bening (1483 – 1561)

Come ultimo grande maestro della tradizione nederlandese, il miniaturista fiammingo Simon Bening ottenne una fama senza pari con opere squisite come il suo Autoritratto e il Libro d'Ore, invitandoci a esplorare i suoi mondi delicati.

The Met Cloisters (New York City, Stati Uniti d'America)

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Informazioni sull'opera